All'Arena di Verona tanta musica e poca politica

Tanta musica, poca politica. Celentano dimentica qualche parola, ma non rinuncia a un sermone. Poi: "A ricostruire il nostro patrimonio ci aiuteranno Del Vecchio e Berlusconi"

Dopo il grandissimo successo della prima serata, torna Rock Economy. Tanta musica, qualche parola dimenticata ("Non riesco a leggere", si scusa Celentano indicando il gobbo), poca politica e persino un'apertura ai "ricchi" che aiuteranno a ricostruire l'Italia. Lo spettacolo parte con un inno alla decrescita economica. Poi arriva la musica e l'Arena di Verona si scalda, perché alla fine le migliaia di persone che sono venute da tutt'Italia ad ascoltare il Molleggiato vogliono proprio quello: la musica. Il look è identico a quello del primo appuntamento, Celentano parte con un classico del '66, Il mondo in mi settima: "Staremmo freschi se nel mondo succedessero tutte queste cose -commenta interrompendo per un attimo la canzone - I giornali esagerano sempre un pò, guardate quello che hanno scritto su Al Bano, che è qui stasera", dice indicando il cantante seduto in terza fila. Poi l'atmosfera cambia e passa alla rimantaica e bellissima ballata Soli.

Un po' di emozione e qualche errore, Celentano non nasconde nulla e - anzi - spiega: "È stata un pò dura preparami per questi due concerti, non mi ricordavo più i testi delle canzoni, 18 anni sono tanti. Qui a Verona andavo in giro e la gente mi vedeva che parlavo da solo, ripassavo le parole, e a volte scambiavo un testo con un altro".

L'attesissimo sermone c'è, ma è spuntato. Il Molleggiato parla di ecologia, di vita e di bellezza, di cemento e di natura; accusa e critica ma non graffia. Nessun bersaglio politico chiaro e nessun riferimento all'attualità politica. "La parola magica è lo scatto, uno scatto che prima o poi si dovrà fare - spiega il Molleggiato - . Uno scatto di rabbia o una scintilla, che potrebbe dar luogo a una vera e propria rivoluzione della nostra vita sulla terra. Può sembrare un discorso utopistico - aggiunge - ma nelle pieghe delle utopie c’è il segreto della sconfitta di una crisi che riguarda intero pianeta".

Poi Celentano passa all'economia:"è assurdo e ridicolo pensare che il casino che sta succedendo nel mondo sia dovuto a speculazioni economiche, che non sono altro che una crisi che ha radici molto più profonde. Le sue onde si sono propagate su tutta la terra, ma l’unico vero epicentro è in ognuno di noi. Noi siamo come tanti pezzi di un motore che non trovano più la via dell’assemblaggio, per la messa in moto di un mondo diverso".

"Finita la serata ognuno di noi tornerà ad essere solo nella propria casa - continua - , in attesa di un altro evento, tra 15 giorni o in primavera, che ci farà tornare a stare insieme", dice Celentano forse alludendo a un suo ritorno in tv. "Stare insieme significa essere legati da qualcosa che ci tiene uniti anche quando siamo soli. Ma noi questo qualcosa non ce l’abbiamo. Questo non l’hanno capito i politici". "Una volta - prosegue - ce l’avevamo, ma ora sta tornando, forse è l’aria di Verona. Si tratta di riconoscere il filo sottile che ha la potenza di legarci tutti insieme in un unico ideale. Credere in un unico progetto, amarlo, ci rende più felici". Dopo aver parlato dell’importanza dell’habitat in cui viviamo, Celentano avverte: "La gente avrebbe diritto a ben altre case che i loculi di cemento in cui alcuni vivono, prigioni dove regna la tristezza".

Il monologo finisce con un appello: "I tempi sono maturi per ribaltare il nostro sistema di vita. E questo lo si può fare solo se combattiamo tutti per una stessa idea, la bellezza delle cose. Dove le verità non ci vengono rivelate da governi o dai politici ma dalla vita stessa della natura, che non può essere abbandonata. e l’arte è nella natura, e viene da Dio".

E poi, a sorpresa, dopo gli appelli pauperistici del passato, "apre" alla ricchezza e ringrazia pure Berlusconi: "C’è la possibilità di ricostruire il patrimonio dell’Italia, noi possiamo ricostruirlo perchè è di questo che abbiamo bisogno per non sentirci slegati l’uno dall’altro. E stavolta, sentite cosa vi dico, anche i ricchi ci daranno una mano. Alcuni ricchi come Leonardo Del Vecchio della Luxottica, Benetton, Prada, lo stesso editore di questa trasmissione che è grazie a lui che si è potuta fare, i padroni della Fiat".

Commenti

billyjane

Mar, 09/10/2012 - 23:34

Perchè lui è così povero?

Ritratto di il bona

il bona

Mer, 10/10/2012 - 00:20

Bello spettacolo (omaggio a Dalla in primis)! A questo punto Mediaset potrebbe proporsi per trasmettere il festival di sanremo. Certo, avrebbe bisogno di abituarsi a pochi stacchi pubblicitari. Pantalone non pagherebbe

Bianchetti Andreino

Mer, 10/10/2012 - 00:28

Quella cosa che manca, ma che una volta c'era, non è altro che l'antica "relazione" tra la gente. Non si parla più, viviamo in un mondo di muti. Quelle poche volte che comunichiamo, ci mettiamo in mezzo dei filtri, tipo telefonino, computer, TV e il resto dei media. Anche questa sera, all'Arena, siamo rimasti soli, carichi di desiderio di toccarti, pieni delle tue canzoni, animati dalla tua musica: ti abbiamo venerato, ti abbiamo appaludito e osannato come un "Dio". Tu sei stato, per due sere, il "dio" di Verona e di quella parte di italiani che ti hanno seguito in TV. Lo spettacolo per quanto suggestivo, importante, rilassante, anche culturalmente valido comunica sempre da un centro di potere ed ha un'unica direzione: il pubblico, ma la solitudine resta, anche se per qualche ora si continuerà a parlarne. E allora altro spettacolo, altro "Dio" da osannare, magari negli stadi o negli studi televisivi, ma lei, la solitudine rimane sempre. Ai tempi dei "filò", ci mancava quasi da vivere, si mangiava poco, si lavorava tanto, però le "lingue" non rimanevano ferme come oggi. C'era tanta anima, sentimento e più relazioni. E' vero, c'era anche tanta ignoranza, superstizione e miseria, ma era una piaga minore rispetto a quella di oggi: l'incomunicabilità nelle case; proprio quelle case di cemento o infelici loculi che Celentano non ama. L'anima è viva come la terra e l'erba, peccato che troppo asfalto e cemento si sta riversando anche su di essa.

mariagiovan17

Mer, 10/10/2012 - 00:46

La seconda serata meglio della prima. Buona la voce e anche le canzoni. Il settantaquatrenne Adriano ci ha fatto tenerezza. Morandi saltellante ci ha dimostrato come si fa a massacrare un piccolo capolavoro come "CARUSO"

marcello. marilli

Mer, 10/10/2012 - 09:56

ieri sera mi sono emozionato nel rivedere Adriano cantare , anche se con qualche errore e dimenticanza . del tutto scusato, anche i grandi possono sbagliare, specie dopo tanto tempo lontano dagli spettatori . grande spettacolo e grandi emozioni come ho già detto, specie se penso che stante la sua età potrebbe essere una delle sue ultime appoarizioni dal vivo . mi auguro di no , ma non si può esserne certi . lui deciderà per il meglio, ma il suo mito rimarrà comunque assieme alle sue canzoni.

gianni gigli

Mer, 10/10/2012 - 10:34

Tempi da fine impero, i politici scappano con la cassa, i ricchi vanno in cerca di qualche isola felice,i ladri internazionali cercano di raccattare più che possono, i nuovi filosofi sono diventati i menestrelli e noi fessi aspettiamo ancora la manna che cada dalle labbra di Celentano.

comos

Mer, 10/10/2012 - 11:10

ADRIANO QUANDO CANTI(e non parli)SEI IMMENSO

vince50

Mer, 10/10/2012 - 11:15

Quanto accade non ci è stato imposto da nessuno,lo abbiamo voluto.

Nadia Vouch

Mer, 10/10/2012 - 12:28

Non ho veduto la prima serata e ho sbocconcellato la seconda. In particolare ho ceduto girando canale quando Celentano (indubbiamente molto bravo e carismatico)si è messo a "predicare" e quando è intervenuto Morandi a cantare il pezzo scritto da Lucio Dalla su Caruso. Dalla era unico e ricordarLo in modo forse troppo patetico non so fino a che punto gli sarebbe piaciuto. Erano amici, e sapranno Loro. Comunque, se Celentano piace a così tante persone, questo va rispettato e ammirato. A me, riesce a catturarmi per un paio di canzoni ("L'arcobaleno e "Prisincolinen..." in particolare). Sarà perché lo conosco, in senso metaforico, da quando son nata. E' come un'abitudine. Anche perché in famiglia ho avuto persone molto appassionate di musica, anche italiana. Caro Celentano, formidabile il pezzo rock e complimenti per l'energia. Ma, non "sopporto" le Sue prediche.

Ritratto di lettore57

lettore57

Mer, 10/10/2012 - 12:36

le pagine gialle la prima sera, l'elenco telefonico ieri sera. se non ci (mi) avesse rotto con i suoi precedenti sermoni, con quel ... io sono dio... (con la d minuscola ma sempre dio si crede) beh forse valeva la pena di sentirlo. cosi molto meglio cio che ho letto

vitripas

Mer, 10/10/2012 - 13:23

come gettano gli Italiani i propri soldi e poi ci si lamenta delle tasse che il governo mette. Babbei

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 10/10/2012 - 13:48

Il molleggiato non ha tutti i torti ad auspicare una decrescita economica a favore del benessere sociale. Per questo si potrebbe cominciare a ridurre il costo del lavoro orario part-time rispetto al full-time, di modo che il datore abbia convenienza ad assumere due lavoratori a mezza giornata al posto di uno a tempo pieno. Così non solo si scongiurerebbe la dispersione del know-how, bensì si incrementerebbe la formazione dei dipedenti.