Amore e altri rimedi, Gerini riunisce le coppie in crisi

Da Non è la Rai ad Ufficiale della Repubblica. E nel frattempo indagatrice delle crisi di coppia. Questa in sintesi - l'ascesa della ex sgambettante ragazzina dello show di Boncompagni, una settimana fa decorata da Mattarella per le sue benemerenze «nelle attività sociali, filantropiche ed umanitarie», e dall'11 su Fox Life con Amore e altri rimedi, programma sulle unioni sentimentali in difficoltà. «Quando mi hanno comunicato l'onorificenza pensavo ad uno scherzo sorride Claudia Gerini (l'ha ricevuta per il suo lavoro con i bimbi down, come il film con loro girato, Detective per caso) -. Il programma sulle crisi di coppia, invece, l'ho preso subito sul serio». Si tratta infatti di un format internazionale (Seven Year Switch) che adattato all'Italia promette affermano gli autori - «di trattare un tema finora per nulla esplorato dalla nostra tv, in modo delicato e pulito, senza intenti speculativi». Sulle prime la formula farebbe supporre altro: due coppie in difficoltà accettano di vivere per una settimana lontane dai rispettivi compagni, scambiandoseli l'una con l'altra. «Chi meglio di un altro lui o di un'altra lei può capire le difficoltà che attraversano i protagonisti, ed aiutarli a vedere più chiaramente in sé stessi?».

Alla bisogna sono impegnati anche due terapeuti, gli psicologi Laura Duranti e Gianluca Franciosi, che seguendo le due coppie «temporanee» suggeriranno loro dei rimedi per uscire dalla crisi. Ed eventualmente riunirsi ai partner originali. «Rimedi semplici, basici, da sviluppare poi fuori del programma precisa il dottor Franciosi -; con Amore e altri rimedi noi non facciamo terapia: facciamo tv». E nel programma la Gerini (che sta vivendo un periodo d'oro: su Netflix nella seconda serie di Suburra, e presto sarà Ania Pieroni nel film di Gianni Amelio su Bettino Craxi) farà «da guida allo spettatore tra una storia e l'altra. Sarò per lui come un'amica del divano: la persona cui si possono confidare i propri segreti, in un clima intimo, familiare e amicale, che farà da contrappeso a quello professionale dei due terapeuti». Le storie raccontate sono spesso buffe, talvolta incredibili, «perché dentro ad una coppia tutto è possibile: anche cose che, assurde se viste da fuori, sono normalissime per i protagonisti». Non la stupisce che la gente scelga di esporre davanti a tutti problemi tanto privati ed intimi? «Io non lo farei mai. Ma i partecipanti sono molto giovani: la tv fa parte della loro vita al punto che non hanno più, nei suoi confronti, né reticenze né pudori. Stanno vivendo un problema? «Vabbè - pensano - proviamo a risolverlo con la tv. E poi viviamo in un'epoca in cui i social influenzano qualsiasi relazione: ormai mangiamo, amiamo, litighiamo, piangiamo in diretta. Viviamo tutti in una casa di vetro. E la vita di tutti è online». Un segnale positivo, semmai, «è che le nostre coppie vogliano ancora ricostruirla, la loro vita insieme. Invece che sfasciarla come fanno quasi tutti quelle in crisi. Questo io lo vedo come un segnale importante, che fa ben sperare».