Anche Vasco vittima del bagarinaggio web Biglietti cresciuti anche del 1.200 per cento

Prezzi folli per il Modena Park. La Siae: «È una piccola quota di tagliandi»

«Mai più bagarinaggio online», «Vasco contro i bagarini 2.0», «Biglietti anti-bagarini per Modena Park». L'eco dei titoli risuona ancora nell'aria con la dichiarazione di guerra fatta nei mesi scorsi da Vasco Rossi al secondary ticketing, ma nonostante gli sforzi del rocker e le multe milionarie dell'Antitrust agli operatori infedeli, sul web da qualche giorno è tutto un fiorire di annunci che propongono i biglietti di Modena Park a prezzi lievitati fino al 1200%. Pronta la replica dell'entourage della rockstar: «Noi abbiamo fatto il possibile e non abbiamo mai detto che avremmo fatto fuori il bagarinaggio - hanno spiegato all'Adnkronos - è chiaro che il bagarinaggio online non può morire, ma con il biglietto trasparente e la rintracciabilità, facciamo quello che possiamo e cioè introdurre un nuovo modo di vendere. Rompiamo il monopolio; aver rotto questo monopolio è già tantissimo». Per settimane i titoli sulla crociata del Blasco contro il fenomeno del secondary ticketing hanno tenuto banco sui giornali, con l'addio a Live Nation e la partnership con Best Union. Però, malgrado gli sforzi del Kom, man mano che ci si avvicina il concerto del Modena Park per festeggiare i suoi 40 anni di carriera e che ha già battuto il record mondiale delle 220mila presenze, sul web sono sempre di più i siti o i gruppi Facebook dove fioccano le proposte di acquisto al rialzo tra privati.

Per avere un'idea, basta dare un'occhiata ad alcuni degli annunci apparsi online: dai più modesti cento euro richiesti per un biglietto del Pit3, lo spazio più lontano dal palco che nel canale ufficiale costava 50 euro, si arriva ai 600 euro per due biglietti di Pit1, il settore più caro che originariamente costava 75 euro. Il venditore però, in questo caso, offre anche lo sconto a 500 euro se i due biglietti si prendono in blocco. Poi ci sono le aste, arrivate a raggiungere una base di partenza di 900 euro per un Pit1.

A livello legale la questione è un po' complessa: teoricamente la rivendita di biglietti precedentemente acquistati nei canali ufficiali non costituisce illecito. La differenza è data dal soggetto che rivende: un singolo utente che acquista qualche biglietto in più e poi lo rivende per recuperare il costo sostenuto non commette reato; le società che impiegano questo sistema, tramite appositi software che polverizzano le vendite in un tempo brevissimo per poi rivendere gli stessi a prezzi esorbitanti, rischiano di alterare il mercato. Ed è proprio questo aspetto che l'Antitrust ha sanzionato ai colossi del ticketing. «Dal 25% dei biglietti dei Coldplay e di Lady Gaga siamo scesi a un 6/7% nel caso di Vasco e già in questo caso sono partite le denunce, quindi non dico che la battaglia è vinta, ma è sicuramente un grande passo in avanti», replica Gaetano Blandini, direttore generale della Siae.