Una bellezza così grande da spiazzare i salotti snob

Sorrentino ha strameritato la statuetta, ma viene celebrato proprio dal milieu di sinistra che ritrae in modo spietato. La ressa post premio sul carro del vincitore

La grande bellezza è il film più malinconico, decadente e reazionario degli ultimi anni, epitaffio a ciglio asciutto sulla modernità e i suoi disastri, ostinata quanto patetica difesa della memoria e del ricordo, nostalgia del passato, lancinante proprio perché inutile, consapevolezza che il futuro è solo una morte a credito.
Fa piacere che abbia vinto, sorprende, ma non più di tanto, che ad applaudire di più in Italia sia tutto quel milieu genericamente progressista che in esso è ritratto spietatamente e senza sconti. Le avanguardie e/o post-avanguardie artistiche di cui ormai nessuno capisce più né il senso né il significato; gli intellettuali legati a una stagione «rivoluzionaria», il comunismo di lotta e di governo del tempo che fu, riciclatisi adesso in custodi di un moralismo accigliato da garanti di una democrazia possibilmente senza popolo; i giovani emergenti che hanno dalla loro solo l'età e la voglia selvaggia di apparire...

È una sorpresa relativa, perché ormai da più di mezzo secolo il camaleontismo che l'ha permeata le ha consentito le più incredibili capriole dialettiche: la condanna a morte delle tradizioni e lo slow food; il rifiuto del romanzo borghese e la logica del bestseller; la mitizzazione delle piazze, della «gggente», della vita in diretta e la tv pedagogica; il disprezzo per la propria storia nazionale e lo stupore sussiegoso se all'estero ci prendono a calci; l'estetica del brutto tenacemente difesa in nome del nuovo che avanza e la retorica della bellezza affidata a comici e presentatori. Sicché, verrebbe voglia di dire a Paolo Sorrentino, che il premio Oscar se l'è più che meritato, di guardarsi dagli abbracci della cosiddetta «classe dei colti»: nel migliore dei casi fingono, nel peggiore non hanno capito nulla. Nell'uno e nell'altro, sono zavorra.
Naturalmente, La grande bellezza non è solo un sermone funebre sulla decadenza di Roma e dell'Italia. Racconta anche la dissipazione del talento che ne è alla base, l'angoscia esistenziale di chi si trova ad assistere a un finale di partita e per molti versi è il Tempo il suo tema più grande, quel tempo che abbiamo sprecato, ce lo siamo lasciati sfuggire fra le mani e ora non resta altro che il rimpianto, il non aver colto l'attimo, illudendosi che sempre ci sarebbe stato il momento propizio, che sempre lo si potesse fermare. E invece dopo c'erano solo cenere e illusione.

È che nel frattempo è avvenuta la «grande mutazione» e non resta che muoversi fra i fantasmi e la realtà di una città talmente eterna nel suo aver visto tutto e il suo contrario, da poter irridere l'attualità.
Regista molto letterario, per il quale ciò che si dice vale quanto, e non meno, di ciò che visivamente si racconta, Sorrentino dissemina La grande bellezza di citazioni colte, a cominciare dal Céline di Viaggio al termine della notte con cui il film si apre: «Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la sua forza. Va dalla vita alla morte. È dall'altra parte della vita». C'è spazio per Flaubert, Dostoevksy, Bellow e una delle sue chiavi, quella del Tempo, è in un altro scrittore francese, Paul Morand, di cui il protagonista parafrasa il fastidio di dover trascorrere la sera con una donna che, una volta fatto l'amore, si rivela vacua, nessun interesse in comune: «Non ho più l'età per sopportare una serata perduta». Il senso del film è però racchiuso nel mai citato Ferito a morte di Raffaele La Capria, uno dei grandi romanzi del Novecento italiano: il mito della «bella giornata», dell'armonia che si pensava fosse gratuita ed eterna e che invece, proprio perché data per scontata, si perde per insipienza e malagrazia.

Il falò delle vanità e delle volgarità che il film racconta sta anche in questo, nell'esibizione insistita e orgiastica con cui si celebra il proprio funerale, privato e insieme nazionale: la mancanza di certezze, il venir meno delle fedi (lo strepitoso cardinale che dall'esorcismo è approdato all'arte culinaria) e delle certezze individuali: «“Ti ha deluso la gente?”. “No, io sono stato deludente”». L'esagerazione non è che una cartina di tornasole: «Ho esagerato. È quello che fanno gli scrittori falliti».
L'altro grande protagonista è Roma, e all'estero il film lo vedranno per questo: Palazzo Barberini e il Palazzo dei Cavalieri di Malta, villa Medici, l'Isola Tiberina e il lungo-Tevere, la Roma monumentale, miracolosamente intatta prima dell'invasione di tutto il brutto che con essa convive: il traffico, gli eterni lavori in corso, la sporcizia, la romanità sempre più becera, il turismo di massa sempre più sbracato... Una Roma che vive solo in quanto città morta, che respira solo in virtù di ciò che è stata, bellezza in rovina, fragile e inafferrabile, coinvolgente e deludente, in grado di fiaccare ogni volontà, di ridurre tutto a recita, di spegnere ogni soffio vitale. Anche il sindaco Ignazio Marino ha ringraziato il regista per il film. Un altro che non ha capito niente. O che fa finta. Del resto, è di Genova, ha fatto carriera negli Stati Uniti...

Commenti

berserker2

Mar, 04/03/2014 - 09:35

Adesso dopo questa STRAORDINARIA affermazione l'Italia campa molto meglio. Sicuramente questo GRANDE successo si deve a Renzi ed al governo sinistrato con l'importante contributo di Arfano e dei suoi sottosegretari collusi e dimissionari. Oggi, andando al lavoro, su vecchi autobus scassati, c'erano operai col sorriso, in metropolitana in perenne ritardo c'erano impiegati orgogliosi e col petto in fuori. A fare la spesa, casalinghe che non arrivano alla fine del mese, indossavano fazzoletti tricolore. I pensionati poi sono i più felici, sanno che il loro sacrificio di assegni tagliati, è servito per pagare quei nullafacenti sinistrati ritratti nel film che ha portato onore e gloria al nostro Paese! Qualche imbecille che non c'ha nulla da fare, avrà fatto l'alba per assistere in diretta allo storico momento della cerimonia. Di solito si tratta di sinistrati fannulloni, che non hanno mai lavorato in vita loro e c'hanno tempo da perdere. In perenne contraddizione con la loro intelligenza, ammirano, apprezzano e lodano l'industria cinematografica americana. A parole li odiavano, ma hanno sempre desiderato vivere in USA, con la casetta ed il giardinetto alla american way of life come Veltroni! In ginocchio festanti, squittiscono alla vista della statuetta dorata, simbolo del capitalismo di celluloide. Hanno appoggiato, e appoggiano ideologie sinistrate, anti-americane e terzomondiste. Se avessero vinto loro adesso starebbero a guardare "La corrazzata Potemkin" sottotitolata in cirillico. In bianco e nero e senza pop corn. E il radioso Festival del Cinema di Mockba se lo sentivano per radio in diretta dal Kremlino, dove sinistrati come Sorrentino al massimo all'ingresso, strappavano i biglietti. Invece, anche grazie ai sinistrati senza dignità, hanno vinto gli americani, e un Sorrentino, vestito da pagliaccio con lo smoking d'ordinanza che i padroni USA pretendono sempre dai loro sudditi (di solito i sinistrati "artisti" si vestono sempre come degli straccioni, orecchinati e "anticonformisti", ma quando c'è da acchiappare soldi e premi sono disposti a qualsiasi cosa....), può salire sul palco e dire 4 cazzate in anglo-napoletano, tra l'ilarità dei veri attori e registi.

berserker2

Mar, 04/03/2014 - 09:45

"Viene celebrato dal milieu della sinistra"..... perchè essendo tronfi, arroganti, privilegiati e nullafacenti, credendo di stare sempre dalla parte "giusta". Ritenendo a torto di essere la parte sana della Nazione, la coscienza critica del Paese. Eticamente e culturalmente superiori, quando per sbaglio uno di loro stessi (accettando ovviamente i soldi di Berlusconi) li ritrae per come effettivamente sono, non si riconoscono nel ritratto e credono che invece quelli rappresentati non sono loro stessi, così meschini e terra terra, bensì quelli di .....destra! Perchè è così che i sinistrati nullafacenti e opportunisti si immaginano quelli di destra!

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Mar, 04/03/2014 - 10:14

Io credo che sarà una boiata pazzesca,non lo vedrò.

@ollel63

Mar, 04/03/2014 - 10:17

sinistrati teste vuote, marci dentro e fuori, tronfi vanagloriosi, villani e volgari. Incolti a puntino... che volete che comprendano e narrino !?

Silvano Tognacci

Mar, 04/03/2014 - 10:30

Noi di destra vediamo le aquile volare ... i sinistri pensano che siano gli ippopotami a volare ... basso ... rasoterra ... ma qualche svolazzata la fanno

berserker2

Mar, 04/03/2014 - 10:45

Dai adesso aspettiamo il primo sinistrato che ci farà ridere con le sue cazzatelle. Sono come lucertole, meglio come dei gechi nel sapersi arrampicare sugli specchi.

BlackMen

Mar, 04/03/2014 - 10:51

eheh sempre tutti sul pezzo eh! Mi raccomando :-)

berserker2

Mar, 04/03/2014 - 11:21

BlackMen ciao......sei quasi sempre garbato e carino, però col tuo commento non ci hai fatto ridere. Dai allora sù, deliziaci con qualche commentino come solo voi sapete fare che la giornata è lunga. Il divertimento che aggratis ci fornite è impagabile. Se non ci foste voi sai che palle!

vince50_19

Mar, 04/03/2014 - 11:25

BlackMen - Si vede che chi ha scritto ha anche visto il film: non può essere così? Lei invece sul pezzo non ci sta e non spiega il perchè, si limita a qualche battutina più che scontata. Stasera - per inciso - vedrò il film e domani, se ci sarà questo "pezzo" dirò la mia. Saluti

82masso

Mar, 04/03/2014 - 11:26

berserker2... Dopo vent'anni devi ancora capirlo, tu non sei di destra tu sei berlusconiano, c'è una bella differenza eh...

alfa553

Mar, 04/03/2014 - 11:34

Ma quanto hanno pagato? se già sapevano che avrebbe vinto e cil perché e tutto comprato e gli americani che davanti i soldi venderebbero anche la loro madre........... vale per i nobel e per queste stupide manifestazioni che premiano film mediocri ma che le televisivi private comprano a man bassa.Ma fossimo scemi!!!!

berserker2

Mar, 04/03/2014 - 11:46

82masso.....e no massetto ahahaha. Vuoi fare la battutina, l'apprezzo e ti accontento con una risatina. Non ho la fissa di Berlusconi come ce l'hai tu e quelli come te. Quando fa le cose giuste lo apprezzo, quando le fa sbagliate lo critico. Intellettualmente corretto cerco di avere una idea mia sulle cose che accadono. L'ideologia invece non è "cosa mia".....è ben presente, non l'ho mai tradita, fin da ragazzino l'ho difesa anche a rischio personale. Non certo come berlusconiano, ma se a te fa piacere così, ti è più comodo etichettare e incasellare a cazzo fai pure.

Vulfranno

Mar, 04/03/2014 - 11:53

Tempo fa avevo già avuto qualche “scambio” di vedute con altri utenti di questo giornale a proposito del film: molti pensavano che Sorrentino (definito, non so perché a giudicare dai suoi film, «di sinistra») con questo film attaccasse «la destra»; io facevo notare che in realtà il film descriveva la casta di Roma, notoriamente costituita da un minestrone in cui le categorie di destra e sinistra perdono di significato in quanto semplici elementi di un potere che tutto fagocita da millenni. Mi fa piacere che ora molti constatino come alcune parti del film siano espliciti attacchi alle abitudini del coté gauche della casta (la performance dell’artista contemporanea, la scrittrice “impegnata” che deve tutto al partito etc.), non a caso molte recensioni su riviste di sinistra erano state poco entusiastiche. Impostare una visione partitica del film a mio avviso però non ne coglie l’essenza, in quanto altri attacchi il film li riserva ad abitudini più tipiche della destra al potere (la festa cafona, la spogliarellista etc.). Insomma, come la rubrica Cafonal di Dagospia puntualmente registra, più che di destra e sinistra si tratta di Roma, dove il che-te-frega-magna assorbe tutto e tutti, compresi i nobili che affittano se stessi e il cardinale che confonde l’Ultima Cena con una puntata di Master Chef. Il tutto in una bellezza che esiste solo per la casta e per i turisti, non per chi vive sul Sacro Gra. Comunque di film in cui il regista attacca certe caratteristiche del proprio paese è pieno il mondo: gli Stati Uniti, tradizionalmente più patriottici degli italiani, con “The Wolf of Wall Street” e “Nebraska” non è che ci vadano tanto leggeri sull’America contemporanea, fatta di drogati milionari che mandano avanti la borsa e esseri umani che, in paesaggi post-industriali, vivono come zombie rinchiusi nelle loro casette con giardino. Ai potenti di turno non resta che far buon viso a cattivo gioco e mettersi in posa sorridenti per la foto di rito (ahó, mica stanno a parla’ de me!).

BlackMen

Mar, 04/03/2014 - 11:57

vince50_19: ecco lei ha colto il punto "non può essere così"....ma così come??? ed il "perchè" di cosa dovrei spiegare??? In generale trovo estremamente sterili le polemiche politiche legate ad un successo cinematografico che a mio avviso va preso in quanto tale. Dubito che ci possano essere meriti diversi dalla bravura di chi il film lo ha prodotto, pensato, realizzato, recitato, e pubblicizzato proprio perchè siamo ad Hollywood. Le vostre allusioni probabilmente avrebbero più senso in contesti come Cannes e Venezia festival notoriamente più politicizzati. Basti pensare che quest'anno ha vinto Steve McQuuen..che non è propriamente un idolo della sinistra.

berserker2

Mar, 04/03/2014 - 12:01

Ma è tutto combinato come il premio Nobel a dario fo! Stavolta è toccato all'Italia. Ma andate a vedere gli altri film in gara, danimarca, papuasia, congo belga, pakistan, san marino.... e ci voleva tanto a dire che si voleva far vincere l'Italia a prescindere per accontentare Martin Scorsese? Che per inciso poi miglior film straniero è un premio di molto ma molto minore. Non lo vedrà NESSUNO in america, una giuria di critici "esperti" intellettuali e fancazzisti lo ha scelto ed il gioco è fatto. Se poi qui da noi, con i problemi che ci sono, qualcuno si inorgoglisce, gonfia il petto e ha esposto il tricolore alla finestra e campa meglio, buon per lui! Ma lasciatelo fare ai sinistrati senza dignità (che sorvolano sul fatto che devono ringraziare a Berlusconi o fingono di non saperlo).

steacanessa

Mar, 04/03/2014 - 12:02

Una precisazione in merito a Marino. Nato a Genova da genitori non genovesi. A Roma dall'età di 14 anni con laurea a Roma. Giusta la definizione "di Genova" intesa come abitante, ma non genovese. Del resto la sua abilità di taroccatore di rimborsi spese non lo colloca tra i "genovesi". A Genova in qualità di medico ha fatto solo vuote polemiche e danni,

tormalinaner

Mar, 04/03/2014 - 12:15

L'unica nota negativa del film e'la Ferrilli che ha una faccia da clown con le gote gonfie di silicone, un orrore!!

FRANCK56

Mar, 04/03/2014 - 12:16

Un film italiano ha vinto l'OSCAR,il premio piu' ambito per chi lavora nel cinema,come la coppa ai mondiali di calcio,a cosa servono tutti questi commenti di politica idiota,sia da un lato che da un altro,andate a vedervi il film,poi giudicate.

Ritratto di deep purple

deep purple

Mar, 04/03/2014 - 12:37

Anch'io sono stato sorpreso dalla reazione dei politicanti di sinistra. Comunque lei Solinas non ha capito niente. Gli americani hanno premiato questo film, non perchè bello, ma perchè gli piace vedere noi italiani come mafiosi, puttanieri, perdenti e spaghettari. Se un film italiano, per quanto bello, non trattava questi clichè, non solo non l'avrebbero premiato, ma non l'avrebbero neanche candidato all'oscar. L'unico grande regista che abbiamo avuto era Sergio Leone ed infatti i suoi film non hanno mai auto un premio proprio perchè non parlavano dell'Italia.

fatevoi

Mar, 04/03/2014 - 12:38

La sinistra è fatta così. Fagocita tutto quello che le fa comodo con la consueta faccia di bronzo. Si pensi a quando Montanelli, il cui disprezzo per il mondo comunista era noto a tutti, ricevette un'autentica ovazione ad una Festa de L'Unità solo perché aveva litigato con Berlusconi. Vorrei citare un altro episodio credo sconosciuto ai più. Quando nel 1992-1993 la magistratura cominciò a dare addosso seriamente ad Andreotti, la sinistra, protagonista Violante, organizzò un convegno per commemorare l'avvocato Ambrosoli. Lo fece solo perché era stato ucciso da Sindona il quale a sua volta era stato protetto attivamente da Andreotti circa venti anni prima. Bisogna sapere però che politicamente l'avvocato Ambrosoli era un monarchico e quindi certamente degno di disprezzo da parte della sinistra progressista. La sua commemorazione fu chiaramente strumentale.

berserker2

Mar, 04/03/2014 - 12:45

Vulfranno..... uhmm buon post tutto sommato. La mia critica, il mio disprezzo sono rivolti ad altri aspetti che toccano il film "La grande bellezza" solo di struscio. Tu entri correttamente nel merito del film, io in un certo andazzo culturale che da troppi anni, in Italia ha creato i danni che ha creato e che sono poi all'origine dello "script" della sceneggiatura del film.

mar75

Mar, 04/03/2014 - 13:27

Mi raccomando, stasera tutti a guardarlo su canale 5, orrore, per vedere inserzioni pubblicitarie interrotte da 10 minuti di film. Un film con un regista "comunista", attori "comunisti", che ha ricevuto un finanziamento pubblico di 1,1 milioni, finanziamenti da voi tanto odiati, e che è stato coprodotto da Medusa, una società del gruppo mediaset. Visto che ha a che fare con il vostro idolo passate sopra tutte le cose che vi ho elencato e che in condizioni normali critichereste aspramente. Il vostro modo di ragionare è incredibile!

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Mar, 04/03/2014 - 13:59

Vulfranno dice bene,in verita' anche Solinas decsrive discretamente questo film che personalmente non mi ha fatto impazzire,di Dorrentino preferisco decisamente i primi tre film,tre gioielli molto meno barocchi e sfarzosi ma decisamente piu' profondi.De gustibus.Questo film e' molto autoreferenziale e volutamente estetico sebbene poi giochi sull'ossimoro di una grande bellezza che e' in realta' una grande bruttezza,con una Roma messa al centro del film di qcui a parte la sua incacellabile storia e fotografia fa da contraltare il vuoto e la volgarita' dei suoi protagonisti.Sicuramente una stilettata a certi salotti romani ed un verso molto onirico e felliniano in cui Sorrentino si e' incartato.Ne avevamo discusso con alcuni utenti qualche settimana fa.Chiudo con una sola curiosita',ma perche' ci buttate sempre la politica di mezzo?questo film ha diverse chiavi di lettura per cui fare la solita dietrologia ci fa solo distrarre dal merito del film,ci sono altri cento articoli per parlare di destra e sinistra,questo e' il meno appropriato.

Mr Blonde

Mar, 04/03/2014 - 14:14

Berserker sono 3 giorni che scrivi le stesse cose e che palle! Contento che un italiano abbia vinto senza troppe filosofie no eh? E comunque e' vero, si rappresenta nel film gran parte degli stereotipi sinistro-intellettuali ma se e' vero questo e'anche vero che sorrentino non deve essere l'eroe di destra. E' un fenomenale (e non da ieri) regista iraliano, punto.

berserker2

Mar, 04/03/2014 - 14:15

Agrippina.....ricordati che il Molosso, col suo catenaccio ci ha vinto due scudetti e una coppa italia.....

Ritratto di frank.

frank.

Mar, 04/03/2014 - 14:20

Berseker, avessi mai letto una critica a Berlusconi o forse si...era quella volta che non ti piaceva la pettinatura di un'olgettina??

Ritratto di frank.

frank.

Mar, 04/03/2014 - 14:22

Vulturanno, gran bel post!

Silvano Tognacci

Mar, 04/03/2014 - 14:26

questa sera notate la dedica che appare subito dopo l'ultima scena ...

berserker2

Mar, 04/03/2014 - 14:53

frank...... leggi, leggi bene.....

berserker2

Mar, 04/03/2014 - 14:59

Silvano, non c'ho fatto caso....... che non ce la potresti anticipare tu intanto....

vince50_19

Mar, 04/03/2014 - 15:18

BlackMen - Mi pareva chiaro che potesse esistere qualche commentatore che sia SI stato in accordo con il pensiero espresso nel "pezzo" dal giornalista. Strano per lei? Da questo il suo commento mi è sembrato poco efficace, mentre il sottoscritto, come le ho riferito, aspetterà domani per dire la sua. Insomma se non si ha nulla da dire se non criticare a prescindere, credo sia il caso, naturalmente, di non sprecar fiato, polpastrelli e cervello. Per me è così.

vince50_19

Mar, 04/03/2014 - 15:20

Mar 75 - Se lo avessero trasmesso su rai tre? Ma chi se ne frega, amio avviso, dove lo trasmetteranno? A me come a tanti altri interessa vedere il film e se poi il produttore vuol farsi pubblicità è un peccato, un reato? Ce l'ha il telecomando, si? Stia sereno, su!

Silvano Tognacci

Mar, 04/03/2014 - 15:38

a Peppe D'Avanzo ...