Cannes delle grandi speranze Tre italiani sfidano la grandeur

Al via la kermesse con Sorrentino, Garrone e Moretti in concorso I francesi schierano Depardieu, Cassel, Huppert e Marceau in giuria

Gli italiani si aspettano molto da questa 68° edizione del Festival di Cannes che si inaugura oggi. Hanno tre film in concorso, di tre registi di riconosciuto talento, già in passato premiati con Palme d'oro, Gran Prix, Premio della giuria, premio come miglior regista… Di essi, Nanni Moretti è il veterano, Matteo Garrone l'ultima scoperta, Paolo Sorrentino il meno amato, non fosse che La grande bellezza a Cannes non convinse, però poi a Hollywood ebbe l'Oscar… Il primo e il terzo, nonostante i titoli agli antipodi, Mia madre e Giovinezza , raccontano in fondo la stessa storia, il tempo che passa, l'accorgersi che non c'è più tempo. Quanto al secondo, ne racconta invece una completamente diversa rispetto a Gomorra e a Reality , che qui fecero l' en plein nel nome di una attualità italiana eternamente sospesa tra farsa e tragedia. Il racconto dei racconti è infatti una pellicola in costume, d'ambientazione seicentesca, una via di mezzo fra il barocco, l'horror e il fantasy. Morale: con Moretti e Sorrentino si rischia l'effetto deja vu , con Garrone di non essere capiti.

Anche i francesi si aspettano molto. Hanno in gara Mon roi , di Maïwenn, La loi du marché , di Stéphane Brizé, Marguerite & Julien , di Valérie Donzelli, Dheepan , di Jacques Audiard, Valley of Love di Guillaume Nicloux. Affrontano temi vari, che vanno dalla crisi economica dei nostri giorni agli amori incestuosi del XVII secolo, a quelli distruttivi contemporanei, ai rapporti fra terrorismo orientale e società occidentale. Schierano volti cinematografici molto amati, da Gérard Depardieu a Vincent Cassel, da Vincent Lindon a Isabelle Huppert. Schierano anche, in giuria, l'attrice Sophie Marceau… Morale: il panorama è più composito, il numero è maggiore, la possibilità di fare centro più a portata di mano.

Il resto segue in ordine sparso, ma è un ordine di tutto rispetto. Sulla carta, il film più intrigante è The Lobster , del greco Yorgos Lanthimos, con Colin Farrell e Rachel Weisz come protagonisti. Racconta di un futuro prossimo venturo in cui i single debbono per forza accoppiarsi entro un tempo stabilito, pena la perdita della loro condizione umana. Il più drammatico potrebbe invece essere Chronic , del messicano Michel Franco, storia di un infermiere, Tim Roth, che nel suo assistere malati terminali sprofonda nella depressione. Ma, sul tema, non è da sottovalutare The Sea of Trees , di Gus Van Sant, dove un aspirante suicida, Mattew McConaughey, vede il suo istinto di morte scontrarsi con l'istinto di vita di uno sconosciuto, il tutto nello scenario del monte Fuji, in Giappone.

Altre proposte sono più classiche, come il classicissimo, almeno nel nome e nella storia, Macbeth dell'australiano Justin Kurzel, che schiera Michael Fassbender nei panni del sovrano scozzese e Marion Cotillard in quelle di Lady Macbeth. O come Son of Saul , dell'ungherese Laszlo Nemes, ambientato ad Auschwitz. Un poliziesco doc dovrebbe essere invece Sicario , del canadese Denis Villeneuve, storia di confine, di traffici di droga, di mercenari e di violenza. Il cast è di prim'ordine: Emily Blunt, Benicio del Toro, Josh Brolin.

Cos'altro? Una riflessione su guerre, fotoreporter, bugie e verità in Louder than Bombs , del norvegese Joachim Trier, con Gabriel Byrne e Isabelle Huppert; un'analisi sugli amori «lesbo» in un'epoca, gli anni Cinquanta, in cui non erano stati ancora sdoganati. Tratto da un romanzo di Patricia Highsmith, Carol , di Todd Haynes, racconta la passione fra l'annoiata borghese Cate Blachett e la più giovane e proletaria Rooney Mara.

Fuori concorso, quest'anno non c'è tantissimo e a prevalere è l'animazione, con Inside Out e Il piccolo principe . C'è spazio però anche per un nuovo, per modo di dire, Woody Allen, con il suo Irrational Man : un intellettuale in crisi trova in una brillante studentessa il modo di uscire dall'impasse… L'apertura del Festival è però affidata a La tête haute di Emmanuelle Bercot, con Catherine Deneuve nei panni di un giudice dei minori, mentre per i «film di mezzanotte» tutti gli occhi sono puntati su Love , di Gaspar Noé, classico e torrido ménage à trois per di più in 3D. Molte attese anche per il documentario sulla cantante Amy Whinehouse e, fra le proiezioni speciali, per A Tale of Love and Darkness di Natalie Portman, dall'omonimo romanzo di Amos Oz, e per Mad Max , di George Miller, ritorno della celebre saga senza però il povero Mel Gibson che la portò al successo. Fra gli appuntamenti del «cinema sulla spiaggia», la sezione preferita dei «cinephiles d'antan», tre gli appuntamenti da non perdere: Hôtel du Nord , Ran e Ivan il Terribile , restaurati per l'occasione.

La giuria di questa 68° edizione è presieduta dai fratelli Coen e allinea due registi, Guillermo Del Toro e Xavier Dollan, quattro attori, la già citata Marceau, Rosy De Palma, Sienna Miller e Jake Gyllenhaal, una musicista, Rokia Traoré. Durante il Festival, Agnés Varda riceverà la Palma d'onore alla carriera, ci sarà spazio per feste, pettegolezzi, scandali e schiamazzi, si griderà al capolavoro per qualche film presente nelle altre sezioni e, insomma, sarà Cannes 2015…

Commenti

linoalo1

Mer, 13/05/2015 - 10:09

Speranze con i nostri Film?Nel Mondo,no di certo!A Cannes,forse!Dipende!

BlackMen

Mer, 13/05/2015 - 10:45

linoalo1: deve essere sulla base di questa sua fondatissima convinzione che l'anno scorso Sorrentino non ha vinto nulla a Cannes vincendo però l'Oscar come miglior film straniero! Ma informarsi prima di parlare no eh?

Ritratto di cangrande17

cangrande17

Mer, 13/05/2015 - 13:24

Dipendesse da me sarebbero tutti e tre a zappare la terra. Ma evidentemente c'è gente che li sovvenziona e altra che ha il fegato di pagare per vedere i loro film. Mistero!