"Cari Mora", un thriller gotico e sanguigno sulle tracce dei lingotti d'oro dei narcos

Thomas Harris, il «papà» di Hannibal Lecter, torna con un nuovo romanzo

«Caridad Mora, figlia della guerra, voleva fare la veterinaria. Da nove anni viveva negli Stati Uniti grazie a un permesso di soggiorno precario per ragioni di asilo, che nell'atmosfera inacidita di quel periodo rischiava di essere cancellato in qualsiasi momento da una bizza presidenziale». In queste poche ed efficaci righe Thomas Harris ci presenta la sua nuova eroina protagonista di Cari Mora (Mondadori, pagg. 236, euro 18,50), destinata a sostituire nel cuore dei lettori la Clarice Sterling de Il silenzio degli innocenti.

A venticinque anni la giovane colombiana è coperta di cicatrici ed è sopravvissuta alla guerra dei baby soldati delle FARC, imparando a suturare ferite fin da piccola e riuscendo a immigrare negli Stati Uniti. Qui le piacerebbe occuparsi della riabilitazione di uccelli e piccoli mammiferi presso la Stazione Ornitologica di Pelican Harbor nella baia di Miami Beach. Il suo desiderio di ripartire è stato facilitato dalle competenze mediche acquisite nel periodo di guerriglia. L'agenzia federale per l'immigrazione americana sembra apparentemente avere chiuso un occhio sulla sua situazione ma sarà il nuovo lavoro ufficiale della giovane a scaraventarla di nuovo nella paura.

Da qualche tempo è infatti la custode di una grande villa appartenuta a Paolo Escobar: «una casa entrata e uscita dal controllo dello Stato. Nel corso degli anni era appartenuta a una serie di playboy, buffoni di vario genere e speculatori immobiliari: avventurieri che la compravano all'asta in tribunale e se la tenevano per un po' tra alti e bassi. Era ancora piena delle loro cose bizzarre: oggetti di scena da film dell'orrore, pupazzi mostruosi pronti a balzare e agguantarti, e poi manichini, manifesti, jukebox, arredi da set pornografico. In soggiorno c'era un'antica sedia elettrica di Sing Sing che aveva ucciso solo tre persone; l'ultimo a regolarne l'amperaggio era stato Thomas Edison».

Un luogo bizzarro che custodisce un segreto: venticinque milioni di dollari in lingotti appartenuti a Escobar. Su di loro ha messo gli occhi Hans-Peter Schneider, un trafficante di organi senza scrupoli che gestisce anche un terribile giro di clienti che amano possedere e abusare di donne menomate negli arti. Schneider ha un vero e proprio disprezzo per il genere femminile e ama addormentarsi sentendo piangere e urlare le donne. La musica di Schubert che suo padre gli imponeva durante i frequenti pestaggi da ragazzo è divenuta per lui la colonna sonora delle torture che ha imposto al prossimo durante la sua vita.

Cari Mora è una storia grandguignolesca e gotica al tempo stesso, scritta con uno stile essenziale da Thomas Harris e ha ragione Stephen King a commentare che «leggere la sua prosa è come passare una mano sulla seta gelida».

Lo scrittore americano dal 1975 a oggi ha scritto solo sei romanzi e il tempo gli ha permesso di affinare ulteriormente le sue capacità descrittive. Naturale è nei lettori paragonare la cattiveria di Hans-Peter Schneider a quella di Mason Verger antagonista di Hannibal Lecter nel romanzo Hannibal ma soprattutto è Caridad a calamitare con il suo coraggio e la sua sofferenza l'attenzione.