Celentano torna e fa il guru "green"

Il messaggio ambientalista del Molleggiato. Con lui tanti big della tv

E, ora, chissà cosa ci avrà capito il pubblico. Tra finti processi alla tv, finti monologhi con finti addii e solo vere canzoni, gli spettatori saranno rimasti più attoniti che vedendo il cartoon Adrian. Certo, da Celentano ci si aspetta di tutto e nessuno lo immagina protagonista di uno show lineare e coerente. Però, se l'ultima volta lo scorso inverno quando voleva promuovere la sua serie tv animata con protagonista il suo alter ego, si era inventato il gioco dell'assenza-presenza (e il pubblico aveva rifiutato entrambi), ora per portare a compimento il suo progetto si è presentato in carne e ossa, ma più confuso che mai, almeno all'apparenza. Certo, obiettivo chiaro del cantante nello show andato in onda ieri sera su Canale 5 era trasmettere il suo messaggio ambientalista, l'accusa contro chi vuole distruggere la Terra, la paura per il futuro del nostro pianeta. Per fortuna il Molleggiato si è messo anche a cantare rispolverando «La pubblica ottusità», giocando con «Minnie the Moocher» e duettando con Ligabue in «Questo vecchio pazzo mondo». E, allora, lì, quando torna al suo primo mestiere, riesce di nuovo a incantare tutti, facendo dimenticare tutto il resto. Soprattutto l'ostinazione a fare il guru dell'ambientalismo, sembrando il «nonno di Greta Thumberg» come ha ben sintetizzato scherzosamente l'ospite Piero Chiambretti.

Insomma, sono lontani i tempi di Francamente me ne infischio o di Rockpolitik, lontani i tempi in cui ogni parola del Molleggiato diventava una bomba, lontani i tempi in cui il popolo televisivo lo aveva eletto a Santone catodico in lotta contro il Male e in difesa della Terra. Ma, lui, indefesso, e forse non consapevole del mutare delle stagioni, ieri ha ripetuto i suoi schemi (compresi di pause silenti e bicchieri d'acqua bevuti), i suoi temi, le sue movenze. Ma tutto con piglio ironico, quasi prendendosi in giro, il che in effetti salva tutto.

All'inizio della puntata ha chiamato a raccolta i big del piccolo schermo, da Bonolis a Conti a Gerry Scotti a Chiambretti a Giletti, impegnati a farsi le domande da soli. Un modo per ricollegarsi all'esperienza passata quando Adrian venne chiuso per bassi ascolti, ma anche un modo - scherzoso - per mettere sotto processo la tv popolare che fa ascolti, ma non è educativa come quella «celentanesca». Così a Conti il Molleggiato rimprovera per esempio che la giuria di Tale e quale è troppo buona, a Bonolis che le inquadrature di Ciao Darwin sui perizoma sono troppo invasive (e come dargli torto), a Giletti di raccattare tutti i mali. E già che c'è se la piglia pure con Floris perché interrompe sempre i suoi ospiti e con il gioco d'azzardo. Poi cerca di spiegare perché ha scritto il cartoon, finge di arrabbiarsi con il pubblico che non l'ha capito, finge di andarsene e, alla fine, lascia ad Alessio Boni il compito di riassumere le puntate precedenti di Adrian per lanciare le puntate non ancora andate in onda. Vedremo se stavolta il pubblico avrà capito e apprezzato.... sia Adriano sia Adrian.

Commenti

Nonmimandanessuno

Ven, 08/11/2019 - 09:10

Sono quasi cinquant'anni che non ascolto più l'ex molleggiato. Da quando è sprofondato nelle comode piume del conformismo sinistroso.Non ha nessun titolo per discettare di alcunché, men che meno di politica.

mich123

Ven, 08/11/2019 - 10:03

Non pretenderete mica che uno cambi a ottant'anni, filosofo era e filosofo é. Dell'ovvietà. É un inno alla tv di oggi: i cosiddetti guru in privato si battono con le unghie e coi denti per i loro contratti e poi tra un sospiro e l'altro spiegano al pubblico quanto il mondo sia egoista e cattivo.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Ven, 08/11/2019 - 10:17

Sarebbe interessante conoscere i dati dell'audience...

arilibellula

Ven, 08/11/2019 - 15:20

@Memphis: bassisimi, poco meno di 2 mln di spettatori per lo schifo cartonato.