Chiude il Teatro Eliseo "Franceschini e Roma ci hanno tolto i fondi"

Dell'antica gloria del teatro Eliseo, da cento anni palcoscenico dei grandi della recitazione italiana, rimangono soltanto le facce dei protagonisti che osservano i visitatori dalle pareti. L'Eliseo chiude, anche se non da subito. Il portone che dà su via Nazionale, a pochi passi dal Quirinale e da piazza Venezia, rimarrà aperto al pubblico fino a maggio, quando si terrà l'ultimo spettacolo programmato per la stagione in corso.

«Il ministero dei Beni culturali non ha mantenuto le promesse. E il Comune di Roma non ci aiuta, anzi, ci ostacola». L'attore Luca Barbareschi, da due anni direttore artistico del teatro romano che ha riaperto a sue spese dopo lo sfratto e i licenziamenti di tre anni fa, se la prende con il ministro Dario Franceschini «che avrebbe gli strumenti per salvare questo luogo di spettacolo e cultura, e invece preferisce temporeggiare. Io non ci sto più». Il principale nodo nei rapporti tra Franceschini e l'ex parlamentare del Popolo della Libertà sono i quattro milioni di euro che lo Stato avrebbe dovuto versare nelle malandate casse dell'Eliseo. I soldi, che stando a Barbareschi erano stati promessi dal governo, sarebbero stati sbloccati da un emendamento al decreto Milleproroghe, a firma del senatore del Partito Democratico Bruno Astorre. La motivazione erano i festeggiamenti per il centenario della struttura, che sarà celebrato il prossimo anno. La disposizione, che era stata approvata alla Camera, è stata stralciata dal Senato. Per andare avanti, il teatro, che è stato riconosciuto dal Mibact come struttura di riconosciuto interesse culturale, ha bisogno di quattro milioni di euro ogni anno: «E oggi ce ne arrivano soltanto 480mila dal Fondo unico per lo spettacolo. Dai biglietti riusciamo a incassare poco più di mezzo milione, e se il teatro fosse sempre pieno potremmo a malapena raddoppiarli. Anche il Comune di Roma ci fa la guerra».

Eccolo l'altro pomo della discordia. Il principale bersaglio di Barbareschi è Luca Bergamo, vice sindaco della Capitale e assessore alla Cultura: «Ci ha tolto anche i 200mila euro che ci erano stati garantiti dal commissario straordinario Tronca per portare il teatro nelle periferie. Oggi sono obbligati a versarne appena 90mila, ma fosse per loro ci lascerebbero all'asciutto».

Secca la risposta del Mibac: il ministero ha stanziato all'Eliseo oltre 1,2 milioni di euro in due anni. «Si tratta dello stanziamento in assoluto più consistente fra i 13 progetti speciali approvati nel 2016».

Commenti

pastello

Gio, 16/03/2017 - 09:38

Vai a lavorare!

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gzorzi

Gio, 16/03/2017 - 10:34

una cosa giusta l'ha fatta.

il corsaro nero

Gio, 16/03/2017 - 10:38

Perchè non ci vai tu?

beowulfagate

Gio, 16/03/2017 - 10:49

Premesso che la chiusura dell'Eliseo non mi toglierà il sonno,vorrei sapere se anche il teatro della Melandri si trova in situazione analoga.Oppure continua a ricevere soldi pubblici?

titina

Gio, 16/03/2017 - 10:59

meno male.

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oldpeterjazz

Gio, 16/03/2017 - 11:17

luca barbareschi, il personaggio più squallido del pianeta.

cir

Gio, 16/03/2017 - 12:08

si oldpeterjazz , come gad lerner , stessa pasta.....

MOSTARDELLIS

Gio, 16/03/2017 - 14:01

Ma a che titolo il contribuente italiano deve salvare il teatro? E' l'ora di dire basta a i mille finanziamenti fatti a pseudo attività culturali, a ONG che vanno a raccattare i migranti sulle coste libiche, a ONLUS che fanno finta di dare attività culturali. ecc.ecc. ecc.

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El Presidente

Gio, 16/03/2017 - 14:47

@beowulfagate A me invece piacerebbe sapere qual'è il "il teatro della Melandri" ...

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Gio, 16/03/2017 - 14:54

Sono mediamente daccordo sul fatto che lo Stato debba supportare le iniziative culturali ma, se la matematica non è un'opinione, qua vorrebbero che lo stato gli pagasse il 75% dei costi! Senza contare che, da quello che dice Barbareschi, il teatro lavora sistematicamente a metà regime. Davanti ad un disastro simile mi vengono dei dubbi sulla bontà del "management", potrebbe, e dico potrebbe, esserci un problema di compensi troppo alti a fronte di un'offerta artistica non di particolare pregio ....

beowulfagate

Gio, 16/03/2017 - 16:57

Il teatro in questione è il Maxi.Non sono romano,per cui non so se esiste ancora;so che per anni è stato una piovra ingoia-soldi,per cui mi interessava saperne di più.Non vorrei vi fossero disparità di trattamento a seconda dell'appartenenza politica.

nordest

Gio, 16/03/2017 - 18:24

Basta basta il popolo italiano è stanco di lavorare per mantenere questi falliti e fannulloni .