Christo farà sparire l’Arco di Trionfo sotto 25 mila metri di polipropilene

L’artista bulgaro Christo sarà a Parigi nella primavera del 2020 per impacchettare di blu l’Arco di Trionfo

Se gli impressionisti scapparono dagli atelier per dipingere all’aria aperta (da qui la parola "en plein air") e ricreare sulla tela, in modo autentico e pieno, la natura come si mostrava ai loro occhi. Gli artisti della "Land Art" scappano dalla tela per organizzare il proprio lavoro sul paesaggio, a contatto con il territorio che diventa componente artistica delle loro opere.

Inscritta tra le forme della Land Art c’è il lavoro dell’artista bulgaro Christo, che nell’inaugurare, per la prossima primavera, un’importante retrospettiva sulle sue opere e di sua moglie Jeanne-Claude al Centre Pompidou di Parigi, impacchetterà di stoffa blu l’Arco di Trionfo alla fine degli Champs Elysee.

Ispirato all’Arco di Tito nel Foro Romano di Roma. L’arco di Trionfo fu voluto dal generale Napoleone per celebrare la vittoria di Austerlitz: "si tornerà alle vostre case solo sotto archi di trionfo" dirà il generale al suo esercito. Negli anni successivi il suo significato nell’armonia della città è mutato: da simbolo della vittoria della Francia Napoleonica a luogo della liberazione della Francia dai nazisti e di celebrazione della Repubblica semipresidenziale. Ma anche il luogo dove culmina il "Tour de France" oppure la rotonda per lo smistamento delle auto in piazza de Gaulle.

E così, con 25 mila metri quadrati di polipropilene blu e 7 chilometri di corda rossa, l’opera sarà interamente impacchettata. Un intervento di forte impatto visivo ed emotivo. Quale dei tanti significati dell’arco sentirà di più il peso del telo blu? Una riflessione quindi sul paesaggio: sul rapporto che c’è tra cittadini e simboli. Ma anche sulla perdita del riferimento: il concetto di non luogo e il subentrare dell’angoscia. E ancora, il giudizio sull’identità come specchio ove si riflette il volto della storia che edifica la città.

Del progetto, il Centre des monuments nationaux, che gestisce l'arco, con una nota si "rallegra per la realizzazione di un progetto che testimonia l'impegno in favore della creazione contemporanea e della valorizzazione di uno dei monumenti più emblematici di Parigi e di Francia".

A riprova del conclamato valore dell’arista, c’è il progetto "Floating PiersChristo" realizzato in Italia nel 2016, che consentì a milioni di persone di camminare sulle acque del Lago d’Iseo, raggiungendo punti mai percorsi; perdipiù generando un importante indotto economico. E così, dopo 35 anni, da quando con Jean-Claude incarò Pont Neuf torna a Parigi per realizzare la grande opera sul monumento trionfale. L’istallazione rimarrà dal 6 al 19 aprile e non chiedete di farla entrare in un museo, al massimo può impacchettarlo.

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