Cocciante: «Faccio Turandot alla cinese»

L'artista annuncia il ritorno di «Notre Dame» in Italia e i nuovi progetti

Ferruccio Gattuso

«Di dischi ne ho fatti abbastanza. E poi la verità è che i primi due dischi di un artista sono quelli veramente sentiti. Poi entri nell'ingranaggio. E io non amo gli ingranaggi». Riccardo Cocciante vuole respirare in libertà e fa sorridere che un cantautore ricco di successi come lui se ne esca con rivelazioni di questo tipo. La creazione, come la rivoluzione, evidentemente non è un pranzo di gala. Ecco perché da tempo Cocciante, residente in Francia ma sempre innamorato dell'Italia, si sente più un autore di «opere popolari». Come Giulietta e Romeo, Il piccolo Principe e, soprattutto, Notre Dame de Paris, successo mondiale tradotto in 9 lingue, in scena in 23 paesi, 13 milioni di spettatori, un milione dei quali solo in Italia.

Di questi tempi una compagnia francese sta attraversando l'Asia per festeggiare i vent'anni dal primo allestimento, mentre una compagnia italiana con il cast storico con Giò Di Tonno/Quasimodo, Vittorio Matteucci/Frollo e una new entry nel ruolo di Esmeralda, l'albanese Elhaida Dani - è pronta a partire in Italia da settembre, con esordio a Pesaro, per poi toccare dieci città tra cui Verona, (ottobre, Arena), Milano (in autunno, Teatro Arcimboldi) e Roma (fine dicembre, Palazzo dello Sport). Insomma un ritorno in grande, presentato da Cocciante e dal cast al Teatro Gerolamo di Milano, dove l'autore di Notre Dame (ovviamente quello letterario resta tale Victor Hugo) ha ammesso che «quando lo scrissi, non pensavo di doverne fare un successo. A dire il vero, non sapevo nemmeno se l'avrei mai portato in scena. E quando scrivi in queste condizioni, fai le cose migliori, sei libero da compromessi».

Nel ruolo di Esmeralda c'è proprio quella giovane e bella cantante albanese che, con lui come coach, vinse la prima edizione di The Voice of Italy nel 2013: «Un nuovo talent? - dice Cocciante ; ripeto, gli ingranaggi non mi piacciono. Mi è bastata quell'esperienza. Soffrivo a veder masticare giovani talenti eliminati e bruciati». Infine, la notizia: «Sto scrivendo una nuova Turandot, sarà in cinese, con attori cinesi e produzione cinese. Andrà in scena a maggio 2020 a Pechino»,