Una commedia per riflettere sulle dinamiche familiari

Arriva nelle sale italiane "Quell'idiota di nostro fratello", una simpatica commedia sulle dinamiche familiari e sull’approccio alla vita

Esce nelle sale italiane la commedia americana “Quell’idiota di nostro fratello”, incentrata su una famiglia disfunzionale come tante ma costituita stavolta da tre sorelle apparentemente realizzate ed un unico fratello maschio, l’ingenuo, buono e sorridente Ned. Mentre le donne di casa sembrano avere una vita al passo coi tempi, ossia complicata sia dal punto di vista professionale che sentimentale, Ned è semplicemente qualcuno felice di essere al mondo, senza ambizioni se non quella di continuare a vivere secondo un’inguaribile fiducia negli altri, serenità e ottimismo. Una volta uscito di galera, dove è finito per aver ingenuamente venduto erba ad un poliziotto in divisa, crede di tornare alla vita di sempre ma scopre che la fidanzata lo ha cacciato dal loro piccolo podere di agricoltura biodinamica e si è pure tenuta il suo amatissimo cane, Obi Wan Kenobi. Trovatosi senza casa e senza lavoro, Ned si vede costretto a chiedere ospitalità, a turno, alle sorelle e ne travolgerà il quotidiano smascherando l’equilibrio fasullo delle loro vite.

Il regista, Jesse Peretz, insinua fin da subito nello spettatore che quel che viene dai più definito idiota non lo sia del tutto e che forse ad avere più bisogno d’aiuto e di crescere siano soprattutto i cosiddetti sani. Quella delle sorelle Rochlin è infatti una vita piena solo all’apparenza; le tre sono tutt’altro che appagate e ognuna preda di una sua particolare infelicità che sarà proprio Ned a smascherare. Una alla volta passeranno dall’essere nascostamente sull’orlo di una crisi di nervi al crollo conclamato delle loro ciniche e capricciose esistenze. Tutto grazie a quell’anomalia di fratello che si ritrovano e che cementerà alla lunga proprio la solidarietà familiare di cui tutti hanno bisogno. Peccato soltanto che quella cui si partecipa vedendo il film sia una lotta tra immaturità differenti. Alcune plasmate dalle convenzioni sociali, altre un po’ più illuminate come quella di Ned che almeno è privo di condizionamenti, genuino e libero. In definitiva forse a non essere abbastanza matura è la regia di questa commedia che non è mai apertamente divertente e coinvolgente e che non sa o non vuole stupire. Costato appena cinque milioni di dollari, “Quell’idiota di nostro fratello” ne ha incassati in America cinque volte tanto; probabilmente grazie alle ottime protagoniste femminili, ovvero Elizabeth Banks, Zooey Deschanel ed Emily Mortimer. Per il resto, non aggiunge niente al filone di commedie in cui una famiglia mediamente sconclusionata implode su assist dell’amico/parente destabilizzante di turno. Insomma, piacevole ma trascurabile.

Commenti

Luigi Farinelli

Ven, 06/07/2012 - 11:01

I nodi stanno venendo al pettine ed ormai il disastro totale delle società occidentali, plagiate da ideologie egalitariste (gender) create a tavolino per trasformare i caratteri archetipici dei generi maschili e femminili (rendendoli funzionali alla società del consumismo illimitato) è talmente palese che stanno per essere finalmente distrutti gli argini creati dall'ultralaicismo massone (che tali sfasci ha creato) contro chi si rifiuta di essere omologato. Consiglierei di leggere gli articoli di Costanza Miriano sulle donne finalmente consapevoli che l'"emancipazione" imposta sui deliri sessantottini e ultralaicisti (figli, marito e famiglia come "handikap della natura" che impediscono loro di "fare carriera", quindi accettazione dell'aborto libero come "diritto" per affrancarsi) ha creato solo caos sociale. L'attacco al maschile indotto da demenziali ideologie radical-femministe e donniste per creare uno stolido androgino inutile e dannoso ha creato confusione e infelicità totali.