Commuove la famiglia allargata e disfatta

di Dan Fogelman con Oscar Isaac, Olivia Wilde, Annette Bening, Antonio Banderas

Due ore. Molto più di un attimo. Ma un attimo in rapporto a una vita intera. In due ore Dan Fogelman, sceneggiatore di successo in quel di Hollywood, racconta come si fa e come si disfa una famiglia in questa seconda regia della sua carriera. Will (Oscar Isaac) e Abby (Olivia Wilde) si amano dai tempi del college ma quello che sembra un legame indistruttibile arriva sorprendentemente a una rottura. E nella galleria descritta dall'uomo alla sua terapeuta entrano amori del passato e supposti vincoli del presente. Paure e titubanze. Reazioni e ricordi. Naturalmente non può mancare l'angoscia della morte e la bontà di chi si prende cura pure dei figli non propri. Insomma, chiamatela famiglia allargata. Chiamateli traumi mai risolti. Chiamateli rimpianti a pelo di coscienza. Chiamateli come volete ma questo sono. Il film li rispecchia e li comprende tutti. Nessuno escluso. C'è spazio per sentimenti e lacrime in un film che non scorre proprio in un attimo ma comunque si guadagna un posto di rispetto fra le novità cinematografiche.

Un grande affresco, come si dice in questi casi, che parte da un uomo mai rassegnatosi all'abbandono da parte della moglie che continua ad amare. E in un certo qual modo a volere. Un ottimo Oscar Isaac conferma la sua grande versatilità che gli permette di oscillare con disinvoltura dai fratelli Coen (A proposito di Davis) a Julian Schnabel (Van Gogh -Sulla soglia dell'eternità) passando per George Clooney (Suburbicon). Ne La vita in un attimo mostra i nervi scoperti per la fine di un amore soltanto a senso unico. Il film affastella motivi e temi in un frullatore senza pause e a suo modo tenta di rispecchiare la natura stessa dell'esistenza. Confusa. Sorprendente. Ricca di sentimento e di tragedie. Strana. E generosa dispensatrice di felicità e fallimenti. Un insieme di sfumature che faranno la gioia di chiede al cinema emozioni e introspezioni nei personaggi. Unico difetto la scarsa originalità di una trama già intravista in altri titoli del passato. Astenersi appassionati di avventura...