Così si infranse il sogno lunare sovietico

Da Laika a Gagarin, ecco il versante russo della sfida cosmonautica

Il 9 novembre 1989 cade il muro di Berlino e inizia la disgregazione dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. O almeno così riportano i manuali di Storia. Ma c'è anche chi sostiene, come Stefano e Marco Pivato, che la parabola dell'Urss, cominciata con la rivoluzione di ottobre guidata da Vladimir Lenin, abbia fine il 20 luglio 1969, giorno in cui Neil Armstrong e Buzz Aldrin mettono piede sulla Luna, ponendo fine all'ultimo grande mito del mondo comunista.

Il loro libro I comunisti sulla luna (Il Mulino, pagg. 239, euro 16) ripercorre tutti i passi che hanno portato dai primi elementari studi di astronautica di inizio '900 alla missione dell'Apollo 11, passando per Laika e Gagarin e per le menti di coloro che hanno lavorato e concorso alla realizzazione di questi ambiziosi progetti. L'opera spazia tra i più svariati ambiti: da quello prettamente scientifico che illustra la preparazione e i test fisici dei primi astronauti (o forse sarebbe meglio dire cosmonauti, in quanto tale era il termine impiegato dai Sovietici per differenziarlo dall'inglese «astronauta»), a quello più tecnologico che delinea le fasi della costruzione e il funzionamento dei razzi e dei primi missili, a un ambito più immaginifico (si pensi al capitolo dedicato al cane Laika e alle sue vicissitudini). Si affronta poi il fenomeno dell'esportazione in Occidente della tecnologia sovietica, apparentemente all'avanguardia ed economicamente competitiva, la cui supposta precisione viene però poi smentita dalle numerose fonti citate che mostrano i frequenti difetti e malfunzionamenti di strumenti e automobili sovietiche (gli stessi membri del Pci se ne lamenteranno su giornali ufficiali e in diari privati). Sempre lucidi e circostanziati i giudizi degli autori, così come le critiche, spietate se necessario, nei confronti di coloro che «si illudevano di partecipare all'edificazione del socialismo che attraverso la scienza e la tecnologia aveva superato il capitalismo e i miti dell'occidente». L'aspetto più intrigante del libro è l'aria di mistero rispetto agli esiti delle diverse missioni che gli autori riescono a creare e che mantiene sempre vivo l'interesse del lettore.

Come si concluda la «conquista dello spazio» che ha visto affrontarsi per decenni le due superpotenze mondiali è noto a tutti, ma quali siano le fasi intermedie che hanno portato da Laika ad Armstrong forse no. E allora... vale la pena di conoscerle.

Commenti

paolo b

Gio, 28/09/2017 - 10:22

il crollo dell'unione sovietica è iniziato, secondo me, con l'entrate in servizio degli shuttle, che erano in grado di togliere i satelliti sovietici, e forse in alcune missioni ne hanno recuperati per poterli studiare e di conseguenza la capacità di poterli accecare ha avviato il crollo. difatti da quando gli shuttle non sono più operativi le cose si stanno riequilibrando.