Cristiano Ronaldo: "La gente non sa"

Uno tra i due giocatori più forti del mondo si racconta al quotidiano "la Repubblica": "Come può essere triste Cristiano Ronaldo se è milionario?"

Per gli stessi motivi per cui lo amano, altri lo detestano. Lui è Cristiano Ronaldo uno dei giocatori più forti del mondo. Il suo primo pallone d’oro arriva a 23 anni, poi ne arrivano altri 4 per un totale di 5 palloni d’oro, e non è detto che sia il numero definitivo. E’ l’uomo più seguito su Instagram e questo lui lo sa molto bene, come dichiara in una lunga intervista al quotidiano "la Repubblica": "Essendo una delle persone a più alta esposizione mediatica del mondo non è facile nascondere le cose".

Notorietà ed esposizione mediatica sono due facce della stessa medaglia che possono anche arrivare a stravolgerti la vita quando sei un campione: "Sembra che ogni anno debba dimostrare di essere fortissimo. E’ difficile". Questa tensione il fuoriclasse ha imparato a conoscerla molto presto: "Ho sentito la pressione sin da giovanissimo. Quando sono andato a Madrid, ero il giocatore più caro della storia; a Manchester, dopo aver vinto il mio primo Pallone d’oro a 23 anni, la gente pensava: 'Questo ha raggiunto il massimo'. Negli ultimi 10-12 anni ho sempre avuto questa pressione aggiuntiva che non solo ti metti, ma che tutti ti mettono".

E al giornalista che gli chiede se si diverte ancora con il calcio Cris risponde: "Vedo il calcio come una missione: scendere in campo, vincere, migliorare. Quei momenti in cui giocavo pensando "'arò un dribbling!' non li vivo più. C’è una pressione aggiuntiva. La gente ti giudica costantemente: 'Ormai è finito. Ha 33, 34, 35 anni, dovrebbe smettere'. E tu vuoi lasciarli di stucco: sono ancora io. Molti mi vedono come uno che non può mai avere un problema, non può mai essere triste, mai avere preoccupazioni. La gente identifica il successo, la spensieratezza, con i soldi. 'Come può essere triste se è miliardario?' Devi comprendere che la gente non pensa come te, non ha vissuto certe situazioni. Ma lo capisco. So che la gente sta con il fucile spianato in attesa che Cris sbagli un rigore o fallisca una partita decisiva. Ma fa parte della vita e devo essere preparato. E io sono preparato già da molti anni".