Dagli Obama a Papa Bergoglio il cinema scopre l'instant bio

Anche Steve Jobs e Amy Winehouse sono già diventati film. Ora tocca a Gianni Versace A dimostrazione che, senza nuove idee, la vita dei «famosi» è sempre il miglior copione

Il cinema si addice ai biopic, le biografie per immagini dei grandi personaggi a cui un film ormai non si nega più. Almeno uno, perché poi c'è chi ha avuto l'onore di più rivisitazioni, buon ultimo il fondatore della Apple Steve Jobs che è al secondo titolo omonimo, dopo Jobs con Ashton Kutcher di due anni fa, ora diretto da Danny Boyle con il bel Michael Fassbender vestito con il lupetto nero, jeans a vita alta, scarpe bianche da tennis e occhialetti tondi tondi. Forse è anche per la carenza di nomi del passato, oltre che per sfruttare un genere riconoscibile e amato dagli spettatori, che adesso si sta passando direttamente a raccontare le storie dei personaggi viventi in quelli che potremmo chiamare instant biopic .

Come definire diversamente un film come Southside with You che racconterà il primo appuntamento tra l'attuale Presidente degli Stati Uniti e la sua First Lady, all'epoca ambedue giovani avvocati? Un biopic romantico scritto e diretto dall'esordiente trentenne Richard Tanne, attualmente in fase di produzione (e proprio l'altro ieri sono state diffuse le prime foto di scena con i due protagonisti a spasso in un parco di Chicago), in cui Parker Sawyers (visto già in Zero Dark Thirty ) e Tika Sumpter ( Get On Up ) interpretano un giovane Barack Obama e la futura moglie Michelle Robinson. Il soggetto è presto detto, anche perché è stato raccontato direttamente dalla coppia presidenziale durante la campagna elettorale di Obama nel 2012: i due sono usciti insieme per la prima volta in una calda giornata estiva del 1989 e, tra una visita all'Art Institute di Chicago e la proiezione di Fa' la cosa giusta di Spike Lee, ecco il primo bacio davanti a un gelato.

Curiosamente vedremo l'attore protagonista che interpreta Obama, Parker Sawyers, in una parte minore anche nel nuovo film di Oliver Stone che, ancora una volta, dopo W. sul presidente George W. Bush, ha trovato pane per i suoi denti di grande critico del potere. Si tratta di Snowden , altro biopic che uscirà a Natale negli Stati Uniti su Edward Snowden, l'ex tecnico della Cia e consulente dell'Nsa, l'agenzia di sicurezza nazionale, famoso per aver diffuso notizie sui vari programmi segreti di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico. «A 22 si unisce alla Cia, a 29 è l'uomo più ricercato del mondo», così inizia il trailer del film di Oliver Stone che ruota intorno alla figura di Snowden (attualmente ospitato dalla Federazione Russa che gli ha concesso un asilo politico temporaneo), interpretato da Joseph Gordon-Levitt, che un certo giorno ha deciso di raccontare molte delle cose che sapeva sui milioni di individui che hanno visto la loro privacy pesantemente violata in nome della lotta al terrorismo.

Torna invece un po' indietro nel tempo Daniele Luchetti che ha finito di girare nelle scorse settimane il film su Papa Bergoglio dal titolo Chiamatemi Francesco in arrivo nelle nostre sale prima di Natale, il 3 dicembre, distribuito da Medusa che ha collaborato a questa produzione internazionale da 13 milioni di Euro girata in spagnolo attraverso la TaoDue di Pietro Valsecchi. Un biopic sul Pontefice che però, ci tiene a dire il regista, «non sarà un santino, la sfida è andare oltre una figura già quasi santificata, per raccontare l'essere umano e i punti di svolta nella sua vita». Su questa falsariga Daniele Luchetti ha costruito tutto il film sul Papa (interpretato da giovane dall'argentino Rodrigo De la Serna e nella maturità dal cileno Sergio Hernandez): «Bergoglio è una figura straordinaria, ricca di chiavi di lettura, che mi ha profondamente affascinato, il film si conclude il giorno in cui viene eletto papa è l'avventura umana e spirituale dalla vocazione agli anni della formazione nei gesuiti, dalla durissima esperienza della dittatura fino alla missione pastorale tra i più poveri di Buenos Aires, prima di venire chiamato al soglio pontificio. La vicenda appassionante del Papa che ha scelto di chiamarsi come il più umile tra i santi per riportare la Chiesa alla sua vera missione».

E se c'è chi rivela, come Antonio Banderas (l'altro giorno all'Ischia Global Film Fest), che «da anni sto lavorando alla sceneggiatura del film su Pablo Picasso e ora anche su Gianni Versace», qualcun altro ha già girato un biopic-documentario su una delle cantanti pop contemporanee più famose, Amy Winehouse, scomparsa tragicamente quattro anni fa. Dopo essere stato presentato a Cannes e mostrato in Italia al recente Biografilm Festival di Bologna, appuntamento legato proprio al genere biopic, ecco che arriverà nelle nostre sale per soli tre giorni, il 15, il 16 e il 17 settembre prossimi (il 14 sarebbe stato il compleanno dell'artista nata nel 1983), distribuito da Nexo Digital e da Good Films, Amy di Asif Kapadia sulla tormentata esistenza della cantante trovata senza vita proprio in questi giorni, il 23 luglio del 2011, nella sua casa di Londra.