"Dallas arriva fuori tempo"

Nel breve volgere di una set­timana Canale 5 precipita dal 32 per cento della Rock Eco­nomy molleggiata al tragico 8 di Dallas

Nel breve volgere di una set­timana Canale 5 precipita dal 32 per cento della Rock Eco­nomy molleggiata al tragico 8 di Dallas . Se,per usare un’immagi­ne in voga, l’Auditel del Biscione va all’ingiù come Baumgartner significherà pure qualcosa. Si di­rà: su Raiuno c’era la partita del­la Nazionale di calcio che ha fat­to sfracelli (35 per cento). Ma l’alibi non regge. L’altro pro­gramma da pubblico maschile, magari un tantino più «alto», era Ballarò che ha tenuto alla gran­de: 13,95 per cento. A Mediaset speravano che il ritorno di Dal­las a vent’anni dall’ultima pun­tata su Canale 5 avrebbe aggre­gato ben altra platea. Anche con­siderando il fatto che si tratta di una serie rivolta ad un pubblico femminile. Invece la scommes­sa si è rivelata un azzardo. Quan­do il serial di J. R., Bobby e Sue El­len esordì su Canale 5 (settem­bre 1981), l’Italia, uscendo dagli anni di piombo, voleva riappro­priarsi di spazi e sogni di benes­sere che le case sfarzose, le auto di lusso e i cappelli da cowboy dei petrolieri di Southfork in qualche modo alimentavano.

Quel Texas aristocratico, pieno di piscine, belle donne e intri­ghi, somigliava alla Brianza de­gli­imprenditori costellata da vil­le con parco che aveva nella «Mi­lano da bere » la capitale morale. L’edonismo reaganiano funzio­nava da substrato ideologico di quella rutilante corsa al benesse­re. E la sera tanti correvano «a ca­sa in tutta fretta »per vedere il«Bi­scione che ti aspetta». Oggi do­minano il rigorismo merkeliano e l’austerità montiana. Soprat­tutto siamo in piena recessione. E non basta contrapporre la dia­gnosi di un tumore a Bobby Ewing alla scoperta di un nuovo pozzo per mitigare il trionfali­smo del turbo-capitalismo ma­de in Usa. Né contrapporre il fi­glio ecologista di Bobby, Chri­stopher, allo spregiudicato ere­de di J. R., John Ross III, per inne­scare un presunto dibattito di at­tualità tra profitto e rispetto del­l’ambiente.

Oggi si ha meno en­tusiasmo anche per seguire tra­me e doppi giochi amorosi delle compagne dei pupilli rampanti degli Ewing. Somiglia troppo a Beautiful questo Dallas . Anzi, so­miglia troppo a se stesso. Forse il marchio originario era troppo forte per essere aggiornato. In questi vent’anni proprio le serie americane hanno mostrato mol­ta più sintonia con lo spirito del tempo. Le puntate rimanenti so­no nove. Traslocheranno su Re­te4 o in daytime?

Commenti
Ritratto di fritz1996

fritz1996

Ven, 19/10/2012 - 14:46

Ahi Pier Silvio, proprio non ci prendi! Hai solo (o già) 43 anni, ma quello che fai meglio è scopiazzare (male) tuo padre con trent'anni di ritardo. Tempi duri in arrivo per il biscione... per fortuna c'è la Rai di Tarantola e di Gubitosi, di Leone e di Mazza che riesce a fare perfino peggio.