Daniele Gatti: «La mia Traviata è una donna in cerca di riscatto» Verso la Prima della Scala

È il direttore d'orchestra Daniele Gatti (nella foto) ad aprire la stagione della Scala, il 7 dicembre, prendendosi un bel rischio. Riportare a Milano Traviata, il titolo più rappresentato al mondo nel dna della Scala. «In tanti mi hanno detto, chi te lo fa fare? Me lo fa fare la mia moralità. Sembra impossibile da eseguire. Io invece la considero un regalo che mi viene dal cielo». Gatti è al suo secondo Sant'Ambrogio, nel 2008 fece Don Carlo, un titolo che divise pubblico e critica, proprio nei giorni in cui si decideva il nuovo direttore musicale, e lui era fra i prescelti... Ora che di nuovo è sfumata la sua candidatura, nel senso che sarà Chailly il prossimo direttore scaligero, ammette di essere più rilassato: «Vengo a dirigere come signor Gatti e basta», ha spiegato ieri. «Si vedrà una Traviata intima, nella ambientazione e nel numero dei personaggi in scena». Violetta, la protagonista di Traviata, di professione mantenuta, per Gatti è una donna che subisce un sopruso, «ha scelto di frequentare un certo ambiente. Ma c'è poi il desiderio di potersi riscattare un giorno, avere un marito, figli. Questo non le viene concesso». Chi è Alfredo, amato da Violetta? «Un uomo onesto sincero, un po' naïf, un vitellone di provincia, una persona che non sa mantenere quello che promette». PAF