Dori Ghezzi racconta: "Quell'auto con il motore acceso in caso di fuga..."

Dori Ghezzi torna a parlare di suo marito Fabrizio De André, raccontando episodi sconosciuti ai più sulla loro vita, come quando pretese un'auto accesa fuori da un locale in caso di fuga estrema...

Dori Ghezzi torna a parlare di Fabrizio De André e lo fa con la delicatezza e la lucidità che da sempre la contraddistinguono. Sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, la cantante ha ripercorso alcune delle tappe fondamentali della vita con il cantautore di Genova, partendo dall'episodio del rapimento in Barbagia.

La notte peggiore fu quella in cui liberarono me. Ci separavano, ma né io né Fabrizio avevamo la certezza che gli accordi fossero andati a buon fine. Non potevo sapere se i sequestratori lo avrebbero lasciato andare 24 ore dopo, così come lui restava nel dubbio […] Ma ogni esperienza serve, per cavarne qualcosa di buono: quella notte nacque Hotel Supramonte”, ricorda Dori Ghezzi. In effetti i sequestratori mantennero la promessa: Dori Ghezzi venne liberata alle 23 del 20 dicembre 1979 e Fabrizio de André alle 21 del 21 dicembre 1979 dopo 4 mesi di prigionia. Nonostante l'esperienza traumatizzante del sequestro, la coppia non si è mai costituita parte civile ma ha scritto una lettera di perdono per i sequestratori, con i quali durante la prigionia riuscirono a creare un legame di solidarietà. L'animo nobile e sensibile di Fabrizio De André e della sua compagna li portarono a voler capire i motivi che spingono le persone a compiere certi gesti ma, soprattutto, la speranza era di veder risparmiata la vita se si fosse trovata una strada per la risoluzione. È stata un'esperienza fortissima per la coppia e da quella prigionia è nato uno degli album capolavoro del cantautore. Intitolato semplicemente “Fabrizio De André”, da tutti venne identificato come l'indiano per il dipinto del pellerossa sulla copertina. “Quante analogie nelle sofferenze del popolo sardo e dei pellerossa, bersagli entrambi della prevaricazione dei più forti”, dice Dori Ghezzi.

Nel racconto di Dori Ghezzi c'è spazio anche per altri grandissimi della musica italiana, che negli anni hanno incrociato le loro strade con la sua e con quella di Fabrizio De André. La cantante lascia che il mistero avvolga ancora la leggenda sul famosissimo verso della canzone Rimmel, scritta da Francesco De Gregori “Chi mi ha fatto le carte/mi ha chiamato vincente, ma è uno zingaro, è un trucco.” Pare che questi versi siano dedicati proprio alla moglie di Fabrizio De André, che nei soggiorni in Sardegna di De Gregori usava fargli le carte ma la donna, è il caso di dirlo, ha voluto mischiarle quelle carte: “Sì, io leggevo i tarocchi a Francesco, ma lui aveva conosciuto anche Puny, la prima moglie di Fabrizio, che a sua volta faceva le carte. Davvero parla di me?

L'amore tra Fabrizio De André e Dori Ghezzi è stato molto forte ed è nato durante una festa di compleanno della donna. In quell'occasione erano presenti altre grandissime voci della musica italiana come Mina e Ornella Vanoni, insistenti nel chiedere canzoni al genovese. “Mi spiace ma se ne devo scrivere una sarà per Dori”, racconta oggi la Ghezzi, che considera quella come la prima dichiarazione d'amore di quello che da lì a pochi anni sarebbe diventato suo marito. Nonostante i brani di grande successo, Fabrizio De André ancora non aveva trovato il coraggio di esibirsi dal vivo. La prima volta fu il 16 marzo 1975 nell'iconica Bussola di Marina di Pietrasanta. “Era terrorizzato. Io non ero in sala al suo esordio. [...] Aveva preteso un' auto con il motore acceso davanti alla porta sul retro, in caso di fuga in extremis”, dice oggi Dori Ghezzi, la cui relazione con De André non era ancora stata ufficializzata. Sono due i dischi di Fabrizio De André che Dori Ghezzi ha nel cuore, uno è “La buona novella” e l'altro è “Creuza de Ma”, un esperimento e una scommessa vinta dal Faber.