Dormino, quando l'opera è scritta con marmo e ferro

Lo scultore invade lo spazio con l'energia della materia

Nella dimensione artistica di Davide Dormino, la scultura è frutto di una lotta passionale, di un corpo a corpo con materiali imponenti come il marmo e soprattutto il ferro. Forma e sostanza si concretizzano mediante un lavoro in cui l'artista si mette in gioco con le proprie mani - quasi fosse un artigiano - partendo da un'intuizione che passa attraverso un'accurata progettazione tecnica, che si traduce in disegno. Da questo procedimento nascono installazioni che invadono ampi spazi espositivi, raccontando una bellezza per nulla rassicurante, a tratti inquietante, ma sempre leggera e armonica. Il gesto sciamanico dello scultore nasce da una base figurativa per lasciare spazio alla plasticità dei tondini di ferro cristallizzati in un flusso che pare inarrestabile, come l'energia che l'artista ravvisa in ogni elemento dell'universo.

«Vorrei spostare, in senso metaforico, le persone e mostrargli qualcosa che non vedono - spiega Dormino - perché ho il dovere, in quanto artista, di creare meraviglia». Il demone della creatività, la milza d'artista, duole, lasciando solo il tempo al breve ma profondo respiro dell'espressione scultorea, che in un climax primordiale compone l'installazione. Il 22 settembre ritroveremo Dormino alle Scuderie del Castello di Rivara (TO) per la seconda inaugurazione della mostra Magnetism; il 16 ottobre a Roma alla galleria De Crescenzo & Viesti sarà la volta del lavoro sul viaggio e sugli equipaggiamenti degli esploratori, e poi ancora il 19 e 20 ottobre al RomaEuropa Festival vedremo l'artista impegnato come scenografo d'eccezione per il compositore Diego Buongiorno. Il dialogo con altre forme espressive, come la moda, è sfociato nella partecipazione durante AltaRomAltaModa all'esposizione A.I. Roma Caput Divina, con il grande teschio in legno, «simulacro della forza del pensiero e dello studio», e nel progetto sviluppato in collaborazione con l'azienda di calzature Barbanera.

Concettualmente raffinati e senza tempo, i suoi capolavori di ferro scuotono i sensi. Tutto questo sembra essere solo il prologo di un percorso artistico complesso, che sfiderà limiti estremi, facendo leva sullo sforzo fisico e viaggiando costantemente su diversi piani di interpretazione.