Edoardo Ferrario: uno spettacolo tra slang del web e eroi delle serie tv

Al teatro di Villa Doria Pamphilj, dopo il successo del giovane comico romano il 9 luglio, si prepara la replica del giorno 22 e già si prevede il sold out

Lo slang è quello dei ragazzi della sua età che chattano, mandano tweet ed sms, l'ispirazione viene molto da serie tv come «Romanzo criminale»,«Gomorra», «1992», «True detective», ma Edoardo Ferrario porta sul palco qualcosa di nuovo, rende teatrale il linguaggio giovanile del web.
Comico, imitatore, sceneggiatore, autore di testi, 28 anni e una laurea in Giurisprudenza, è capace di cogliere dalla strada, da libri e mass media «figure-tipo» di tutti i giorni come personaggi famosi del presente e del passato, per elaborarli con un mix di psicologia e umorismo e interpretarli in modo intelligente quanto esilarante.
Si spiegano così gli applausi e le risate, la partecipazione emotiva di un pubblico straripante nei 700 posti per il suo spettacolo al teatro di Villa Doria Pamphilj il 9 luglio. E si spiega così la decisione di replicare il giorno 22, a grande richiesta, lo spettacolo. Già si prevede un nuovo sold out.
Qualcuno l'ha definito il nuovo Verdone, qualche altro il «Louis CK de' noantri», ma si capisce che le etichette a Edoardo stanno strette. Perchè quello che cerca, con una satira intelligente e graffiante, è dire qualcosa di vero su come la sua generazione, quella della Rete, vede il mondo.
Quando imita Saviano, Brignano o Fo, quando si lancia nelle sue ormai famose «battute-fomento», quando lui che è romano gioca con tutti i dialetti o racconta come la tv faccia di personaggi come «Il Freddo» e «Il Libano» de la ( vera) banda della Magliana degli eroi anche agli occhi dei bambini, usa il linguaggio moderno della stand-up comedy di tradizione americana e inglese, ben lontana dal cabaret italiano.
Duro arrivare alla fine del suo «One man show», lungo un'ora e mezza, senza cali di tensione nè aggrovigliarsi di battute, senza cadere nel banale nè sforare nell'intellettualismo snob, sempre con una carica di verve travolgente. Però il giovane Ferrario di scuola ne ha fatta tanta. Si è conquistato la sua fetta di pubblico prima nei club romani di San Lorenzo e Trastevere, nei piccoli teatri e nelle piazze della provincia d'Italia, poi in tv con Sabina e Caterina Guzzanti e in radio con Serena Dandini, ma soprattutto ha sfondato sul web.
Con il suo «Esami» su YouTube, che ha vinto al «Taormina film festival 2014» il premio per la migliore web serie, ha catturato centinaia di migliaia di fans ad ogni puntata. Perchè? Perchè esorcizza con la risata il mistico terrore dello studente di fronte alla sua prova, demolisce con l'ironia il sacro timore per il professore, affoga nel ridicolo la ritualità dell'appuntamento universitario.
Nel suo ultimo spettacolo prende spunti dall'attualità, a partire dalla crisi della Grecia in Europa. E subito diventano frasi-cult su internet battute come questa: «Oxi avvocato, oxi! Andiamo a socializzare con le nostre sorelle greche, andiamo a risollevare 'sta economia ellenica! In barba all'austerità imposta dall'Europa che non ci rapprensenta! Noi, antagonisti del rigore alemanno, saremo i Varoufakis da'a patata!!!».
Delle intercettazioni (reali) delle inchieste su Mafia Capitale Edoardo sospetta che i testi siano scritti per uno spin-off del «Romanzo criminale» tv. E dietro ai grandi artisti del passato immagina un produttore capace di stampare sulle magliette il «M'illuminio d'immenso» di Ungaretti, uno che a Salvador Dalì suggeriva di «squagliare» gli orologi.
Che dire di uno così, che descrive l'ufficio della Motorizzazione civile di Roma Nord come un'«enclave sovietica» piena di impiegati alienati dallo sguardo fisso e riesce a far capriole umoristiche sulla mania della sua generazione per le birre artigianali e, a questo punto, anche per le benzine artigianali da boutique? Che farà strada,certo.
In questi giorni lavora ad un programma tv e scrive un lungometraggio prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi, a ottobre ricomincerà ad esibirsi ogni settimana all'«Oppio Caffè» vicino al Colosseo, per la quinta stagione del Comedy Central Cocktail Club. E ci sarà da ridere, a lungo.