Elvis con orchestra è un massacro contro il re del rock

Che orrore Presley remixato con un mare di archi David Bowie è troppo artificioso, Bennato non morde

Nessuno si offenda, nessuno si inalberi, questo dei dischi peggiori dell'anno è un gioco, e comunque è frutto dei gusti personali di un fanatico di blues e jazz che cerca di ascoltare più musica possibile - dal pop al rap - senza farsi influenzare.

DAVID BOWIE - Blackstar Per quello che si è sentito fino ad oggi il Duca sforna un disco coraggioso ma dedito ad esperimenti «art» troppo barocchi o inondati di simil jazz. Rimandato come migliore tra i brutti.

DRAKE - If You're Reading This It's Too Late Sta facendo impazzire il mondo con vendite e incassi stratosferici; è un nuovo fenomeno il che dimostra quanto poco di eccitante e di interessante ci sia sulla scena musicale odierna. Kendrick Lamar è un'altra cosa.

FEDEZ - Pop-oolista Le teenager sbavano per lui e - anche grazie alla visibilità di X Factor - è diventato una stella di prima grandezza nel panorama musicale italiano. Lui ne approfitta e gioca a fare il rapper incazzato e impegnato ma i suoi brani sono sempre la stessa minestra.

GARY CLARK JR - The Story of Sonny Boy Slim Grandissimo chitarrista (definito «il Jimi Hendrix del blues») prediletto da Eric Clapton e da una sfilza di star con cui suona abitualmente, Gary Clark è bravissimo ma ha il vizio di voler sconfinare in tutti i generi musicali. Così confeziona un prodotto dispersivo che va dall'aggressività rock di Grinder all'hip hop radiofonico di Down to Ride spaziando tra blues e coretti anni Sessanta.

EDOARDO BENNATO - Pronti a salpare Pronti a salpare per dove? Manca la rabbia, la carica blues, la verve rock che - non per essere nostalgici - caratterizzavano i suoi classici. Non morde ed emoziona poco se paragonato al suo passato «popular».

ISRAEL NASH - Silver Season Amando anche il folk e la cosiddetta «Americana» dovrebbe essere uno dei miei album preferiti, però Nash è troppo uguale a Neil Young, sia come voce che come sonorità. La stoffa c'è, perché non porvare ad affrancarsi?

RYAN ADAMS - 1989 Ryan Adams è rocker a tutto campo che non sbaglia un colpo, spaziando dal country al rock potente. Stavolta gli scappa il ghiribizzo di riprendere il pluripremiato album di Taylor Swift 1989 e di trasformarlo in qualcosa di suo. Tra rockettoni e ballate una rilettura inutile e confusa.

JEFF LYNNE - Alone In the Universe Il tempo passa per tutti, anche per il leader e inventore della gloriosa Electric Light Orchestra poi compagno d'avventure di personaggi come Bob Dylan e Tom Petty in progetti come i Travelin' Wilburys (vincendo pure un Grammy). Ma ricreare atmosfere d'un tempo a cavallo tra rock e pop non serve a nulla. Solo nell'universo.

MARCO MENGONI - Parole in circolo È il leone del pop, un re Mida che ha conquistato non so quanti dischi d'oro con il pop più leggero e prevedibile che esista.

ELVIS PRESLEY - Gets the Royal Treatment Ecco il truffaldino omaggio !?! a Elvis. Per renderlo sempre meno rock, è stata presa la sua voce accopiandola con i suoni della Royal Philarmonic Orchestra. Uno strazio.

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Commenti

agosvac

Gio, 31/12/2015 - 14:46

Ma siamo poi tanto sicuri che quella che fanno tanti strani personaggi sia musica e non un'accozzaglia di rumori?????