Il fascismo fu la risposta alle minacce dei "rossi"

Nel 1919-20 la sinistra evocò lo spettro della rivoluzione, ma provocò la nascita dello squadrismo. Come racconta Pansa in "Eia Eia Alalà"

Tutti i nodi vennero sciolti con il colpo di spada dell'offensiva squadrista. È il calendario a ricordarci la velocità di quell'azione. Un blitz che ebbe inizio, si sviluppò e vinse in meno di due anni: dalla fine del 1920 all'ottobre del 1922. I rossi cianciavano di rivoluzione, i neri costruirono con i fatti la reazione a tante chiacchiere. Aveva ragione il mio edicolante: la colpa di aver messo in sella il fascismo, e di aver mandato al governo Mussolini, era soltanto dei socialisti. Chi comprese subito quanto era avvenuto fu uno scrittore anarchico, il bolognese Luigi Fabbri, autore di un libro stampato nel 1922 dall'editore Cappelli e intitolato: La controrivoluzione preventiva. La sua tesi era semplice. La rivoluzione tanto predicata dai socialisti non era arrivata e in un certo senso non era mai stata voluta per davvero. Ma le sinistre l'avevano fatta pesare come una minaccia per tutto il 1919 e il 1920.

Questo fu sufficiente a provocare la controrivoluzione moderata, di cui il fascismo era il protagonista più impietoso e risolutore. Una bufera che si giovò soprattutto di due armi: la violenza illegale dello squadrismo e la repressione legale del governo liberale, attuata dalla polizia, dai carabinieri e dalla guardia regia, quasi sempre rivolte contro le sinistre.

Il risultato fu simile ai giochi di guerra delle Play Station odierne. Le sinistre avevano gridato per due anni di voler fare come in Russia, ma senza saper passare dai proclami alla rivoluzione vera. E i fascisti andarono all'assalto per impedire a chiunque di trasformare in fatti le teorie del bolscevismo nostrano. Gli incauti parolai rossi si erano comportati come l'apprendista stregone: avevano creato il mostro che li avrebbe divorati.

Infine le sinistre erano pronte a farsi sconfiggere. Dentro un corpo in apparenza molto solido celavano il virus della discordia e della divisione. Stavano insieme in un solo partito e in poco più di un anno si ritrovarono frantumate in tre segmenti. Nel gennaio 1921, a Livorno, la corrente guidata da Antonio Gramsci e Amadeo Bordiga lasciò il Psi e fondò il Partito comunista d'Italia. Allora accadde un fatto assurdo, che anticipava tutte le pazzie destinate nel futuro a corrodere la sinistra italiana. Mentre il nuovo partito iniziava subito l'attacco ai vecchi compagni, i socialisti rimasti nel Psi rinnovavano all'unanimità la fedeltà a Mosca che aveva voluto la scissione.

Anni dopo, un Gramsci costretto all'autocritica avrebbe affermato che la scissione era stata «il più grande regalo fatto alla reazione». Ma in quel 1921, già carico di pericoli per la sinistra, pochi lo compresero. Fra questi c'era Nenni, che scrisse: «A Livorno è cominciata la tragedia del proletariato italiano». E un altro politico vicino al Psi sfornò un'immagine sempre attuale: «La scissione è il cacio sulla minestra della borghesia».

Ma al socialismo italiano una sola frantumazione non bastava. Se ne costruirono una seconda all'inizio dell'ottobre 1922, ventiquattro giorni prima della marcia su Roma. Al diciannovesimo congresso del Psi, la corrente massimalista, sfruttando una lieve maggioranza di delegati, espulse i riformisti di Filippo Turati, Claudio Treves e Giacomo Matteotti. I compagni messi fuori dalla vecchia casa formarono un nuovo movimento politico: il Partito socialista unitario. Affidato alla guida di Matteotti, nominato segretario. Gramsci schernì subito il deputato di Fratta Polesine dicendo che era «un pellegrino del nulla».

Mentre la sinistra si svenava in una guerra senza quartiere contro se stessa, lo squadrismo fascista cresceva a vista d'occhio e partoriva figure sempre nuove. Molti protagonisti della controrivoluzione in camicia nera il lettore li troverà effigiati in Eia eia alalà. Alcuni di loro emergevano da un'Italia sotterranea e sconosciuta, da mondi estranei alla politica, con un passato torbido, non privo di nefandezze. È il caso di una coppia di amanti, poi divenuti marito e moglie: i conti Carminati Brambilla che hanno un posto di rilievo in questo libro.

***

Mentre scrivevo questo libro mi sono rivolto una domanda. Nell'Italia degli anni Duemila è possibile vedere emergere un regime autoritario non molto diverso dal regime fascista, anche se di colore differente, bianco invece che nero, oppure rosso o rosa? Non è un interrogativo privo di senso. La storia europea del Novecento ci ha insegnato che le dittature nascono in paesi che hanno tre caratteristiche. Sono deboli perché stremati da una guerra o da una crisi economica feroce. Hanno istituzioni democratiche screditate e che non funzionano più, in mano a partiti inefficienti e corrotti. Risultano dilaniati da contrasti sociali molto forti, tra una minoranza di presunti ricchi e una maggioranza di cittadini sempre più poveri. L'Italia del 2014 è così? Esiste un'affinità tra il paese di oggi e quello del 1919-1922? Qualche volta temo di sì.

Commenti
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pravda99

Sab, 16/04/2016 - 09:49

Attraente introduzione. Da leggere senz'altro. Mi pongo pero` un interrogativo, quando Pansa parla di "controrivoluzione moderata". E` un lapsus o e`un riferimento ironico al ducetto odierno che si definisce "moderato"? ;

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RobyPer

Sab, 16/04/2016 - 09:49

Io invece qualche volta spero di sì

mastra.20

Sab, 16/04/2016 - 09:57

tutto ciò è vero , sui libri di scuola niente ,me lo raccontò mio padre ( è mai stato fascista)come avvenne, ai tempi della scuola nel 1960.

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bobirons

Sab, 16/04/2016 - 09:59

Un principio della fisica enuncia che ad ogni azione ne corrisponde una opposta e contraria. Se i rossi, allora solo socialisti rivoluzionari, non avessero inscenato quel tentativo di rivoluzione, pur con la giustezza delle rivendicazioni, il fascismo non sarebbe mai sorto come argine. Solo dopo la seconda guerra i rossi hanno capito che per prendere il potere non bisogna prendere armi, fare rivoluzioni. Basta in filtrarsi nei gangli vitali dello Stato, asservire le amministrazioni che di fatto restano dominio di quei dirigenti, quadri ed impiegati messi li dalla sinistra e che minano dall'interno qualsiasi azione un'eventuale giunta di cdx volesse implementare.

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BenFrank

Sab, 16/04/2016 - 10:00

Senza il fascismo, nonostante la tragedia della guerra,l'Italia sarebbe oggi come l'Albania...

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Vincenzo Morganti

Sab, 16/04/2016 - 10:13

In quegli anni '20-'22 mio nonno possedeva un podere agricolo; mio padre dormiva nel fienile armato di pistola per difendere la proprietà dai "rossi" che di notte assaltavano le cascine per appiccare il fuoco e creare danni ai "padroni". In un paio di occasioni mise in fuga quella gentaglia sparando in aria a titolo intimidatorio. Anch' io mi rivolgo la domanda che Pansa rivolge a se stesso e mi rispondo/mi auguro che un nuovo uomo con la camicia nera arrivi a sistemare questo casino che è l' Italia dei nostri giorni.

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perSilvio46

Sab, 16/04/2016 - 10:21

Che i rossi siano responsabile del fascismo è cosa nota. Non solo della sua nascita, ma anche di decisioni, che poi si dimostrarono errate, come l'entrata in guerra accanto alla Germania. Fu infatti la paura del comunismo a consigliare il Duce ad entrare in guerra. Ma non solo. Alla caduta del fascismo per mano degli alleati - non certo dei partigiani - i rossi provocarono terribili sciagure al popolo italiano. Una precisa e documentata dimostrazione è contenuta nel libro "Sangue chiama sangue" dello storico Giorgio Pisanò. Dunque, ancora una volta, Pansa ha ragione: la responsabilità del fascismo, della guerra e della drammatica guerra civile successiva è solo ed esclusivamente dei rossi.

Dako

Sab, 16/04/2016 - 10:28

Probabilmente le cose sono andate proprio così.

claudioarmc

Sab, 16/04/2016 - 10:34

Storia risaputa sempre negata ufficialmente o tenuta sottotraccia dal conformismo comunista e dai lacchè della ideologia dominante preposti alla celebrazione delle mirabolanti gesta resistenziali.

Cheyenne

Sab, 16/04/2016 - 10:44

Mussolini fu un grande statista pari a cavour se non superiore. Fece dell'italia divisa, una NAZIONE, promosse l'industria, l'agricoltura, gli spostamenti nord-sud(colonie per bambini, durante il servizio militare per meglio integrare la popolazione) emancipò le donne (v. la vittoria di ondina valle). Prima nazione al mondo l'italia ebbe una assistenza sanitaria che neanche l'inghilterra si sognava essemdo ancora vittima del banale rachitismo e della tbc. Ebbe un consenso che neanche la DC nel 1948 ebbe mai. Giocoforza dovette venire a patti con il vaticano e la monarchia, ma sempre da una posizione di forza e laica. E specialmente l'italia era rispettata e ammirata da tutto il mondo (altro che mafia, macaroni e mandolino).

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Azo

Sab, 16/04/2016 - 11:02

Peccato che MUSSOLINI l`abbiano AMAZZATO DUE VOLTE, """la prima sul lago di Como e la seconda,(DA MORTO A TESTA IN GIÙ ) dai partigiani. Mussolini avrebbe dovuto far fuori tutti i social comunisti di allora, coloro che hanno dato vita alle MAFIE PER DEVIARE I LORO FALSI TRAFFICI CHE ORA PESANO,(non sulla casta statale, LORO MILITANTI E COMLICI), MA SUL POPOLO QUELLI CHE PAGANO LE TASSE!!!

Edmond Dantes

Sab, 16/04/2016 - 11:03

Se è vero che la storia, quando si ripete, passa dalla tragedia alla farsa, siamo sulla buona strada: da Mussolini a un magliaro fiorentino. Se Mussolini e la Petacci fecero la fine che fecero, questi Bonnie & Clyde alla finocchiona usciranno invece di scena solo con un sonoro corno di pernacchie.

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viotte17121957

Sab, 16/04/2016 - 11:07

paragonare renzi come il ducetto di rignano con il Duce di Predappio (Forli) grande "romagna"!!!sia un affronto alla storia con i suoi pregi e difetti ma almeno esaltava il concetto di nazione!!

Ritratto di Straiè2015

Straiè2015

Sab, 16/04/2016 - 11:37

Crisi economica feroce, partiti (specialmente la sinistra al governo!) corrotti sino al midollo, e una fantomatica "élite bianca privilegiata" nemica dei "poveri" mantenuti con le tasse di tutti. Ma questo è il Brasile di Dilma-Lula, perbacco! E i militari pronti a fare le pulizie di primavera. Fusse che fusse la vorta bbona, come diceva Manfredi.

tzilighelta

Sab, 16/04/2016 - 11:46

Fascismo e comunismo hanno le stesse radici, è per questo che spesso i protagonisti della storia li ritroviamo, in tempi diversi, prima da una parte e poi dall'altra, in alcuni casi addirittura facendo il giro due volte, (Bombacci ideatore del simbolo falce e martello, morto a fianco al Duce) e lo stesso Mussolini era un socialista, voleva fare la rivoluzione e l'ha fatta ma da fascista! Anche Pansa sembra avere lo stesso difetto, una vita da super comunista e poi in tarda età cade dal pero e scopre che le cose sono andate al contrario, non escludiamo un'altra giravolta, in fondo ormai sono venti anni che scrive le stesse cose, banali e superficiali che non provano niente di scientifico, se non che, a farsi le seghe mentali sono sempre i mediterranei, il resto del mondo occidentale è avanti di decenni!

alox

Sab, 16/04/2016 - 11:57

L'Italia, ancora oggi, passa da un estremo all'altro; ancora oggi non vede la differenza fra centro destra (responsabile del boom economico del dopoguerra) e fascismo...la fuga, il fallimento, i suicidi dei piccoli imprenditori e artigiani e' il dramma e la risposta a ad un Paese ormai Socialista e che non ha un alternativa di centro denstra!

Piergiacomo74

Sab, 16/04/2016 - 12:51

Mussolini era socialista

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Giano

Sab, 16/04/2016 - 12:51

Pansa, alla sua età, non deve più rendere conto a nessuno di ciò che scrive, ed oggi può permettersi di dire liberamente ciò che pensa (salvo le contestazioni e le minacce di chi trova scomode le sue rivelazioni). Può liberarsi di un peso e dire quelle verità che per tanti anni, come gran parte degli intellettuali e della stampa nostrana, ha dovuto tacere. Quelle verità scomode che, ancora oggi, molti non dicono, o non vogliono dire, perché tengono famiglia e, se vogliono campare tranquilli, devono rispettare gli ordini di scuderia. Purtroppo, queste verità storiche arrivano sempre dopo decenni. Così, come Brecht, parodiando Hitler, scrisse “La resistibile ascesa di Arturo Ui” e la sua gang del cavolfiore, un giorno qualcuno scriverà un libretto sarcastico sulla “Resistibile ascesa di Matteo Nzi” e la sua gang di petrol-banchieri. Purtroppo sarà troppo tardi ed il danno sarà già fatto.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 16/04/2016 - 12:55

@pravda99, la definizione di 'moderati' è una definizione ancora ottocentesca che, purtroppo, viene usata impropriamente (era una definizione 'tecnica' per definire i metodi per arrivare all'unità d'Italia). Sarebbe bene smettere di usarla perchè ormai in Italia nessuno è moderato in una situazione di latente Guerra Civile, di inarrestabile invasione e montante Guerra Globale. Semmai la definizione di 'reazionario', pur anch'essa ottocentesca, mi pare ancora utilizzabile, in quanto i 'reazionari' sono quelli che difendono i loro privilegi; e ve ne sono ancora. Eccome! E non esiterebbero a fare la loro 'rivoluzione reazionaria', devastando il Paese e le coscienze. Senza farsi scrupoli

capitanuncino

Sab, 16/04/2016 - 12:55

Quando i fascisti erano quattro gatti e sarebbero bastati alcuni plotoni per impedire la marcia su Roma, qualcuno deve aver pensato, ed era vero, che il pericolo reale sarebbero stati i comunisti che volevano il Paese schiavo dell'URSS. Considerando che il fascismo poteva essere un buon antidoto al comunismo lo lasciarono crescere. Come si vede ancora una volta è, come sempre, tutta colpa dei comunisti.

soldellavvenire

Sab, 16/04/2016 - 13:19

all'indomani della rivoluzione francese le monarchie europee se la facevano sotto al punto da preferire l'"uomo forte" ma controllato da loro: gli inglesi ce la fecero, o meglio, mandarono i "comunisti" in esilio nel nuovo mondo, agli italiani ovviamente l'"uomo forte" sfuggì dal controllo, così come ai tedeschi; certo, tutta colpa dei comunisti, peccato che il comunismo sia un movimento globale di risposta alle monarchie: allora, il comunismo è nato in risposta alla monarchia?

Ritratto di Simbruino

Simbruino

Sab, 16/04/2016 - 13:30

23 milioni di russi morti nella seconda guerra sono la giusta vendetta dei Romanov-Il fascismo in Italia e'stato perorato dai Savoia per evitarsi la stessa fine dei Romanov-Se i russi non sterminavano i Romanov L'Italia,come non lo ha mai avuto, non aveva nessun interesse di allearsi con la Germania per aggredire la Russia,e ,con L'Italia alle spalle la Germania non avrebbe potuto aggredire la Russia,,,con uno scacchiere esatto esatto alla prima guerra mondiale-Il principale fenomeno involontario che ha causato questo ennesimo immane disastro in Europa e', la famiglia Romanov-

soldellavvenire

Sab, 16/04/2016 - 13:57

purtroppo per voi i comunisti, quando non hanno sovrani da decapitare, si dedicano a capire come fare a gestire l'anarchia: generalmente si creano dei dittatori, che possono allegramente decapitare o fucilare senza timore che abbiano eredi vendicativi, o creano dei partiti unici che funzionano da dittatori-medusa dalle cento teste; da noi, che siamo "comunisti all'occidentale", funziona la "democrazia", cioè lasciare che il popolo creda di decidere tutto mentre viene governato da "molto in alto" ma pur sempre da comunisti anarchici (ovviamente verso l'alto), che non permettono a nessuno di prevalere su altri: il sistema è talmente solido che nessuna altra ideologia può più avere luogo, ovvero, può dirsi alternativa; vi sono deboli opposizioni, la più difficile delle quali il nazionalismo, che può però venire sfruttato come elemento catalizzatore e alimentare il motore comunista, per questo viene tenuto in vita. a voi, ragliare e tirare! arri,ò

diwa130

Sab, 16/04/2016 - 13:59

Una tesi molto singolare basata su una interpretazione dei fatti e della azioni e dichiarazioni delle persone (Gramsci per esempio) che non ha nessun supporto nella documentazione ufficiale. Gramsci non si e' mai pentito della scissione, semmai si e' dichiarato dispiaciuto ma le colpe appartenevano alla maggioranza del partito socialista di allora, che non si e' mai schierata con Mosca come sostiene Pansa. Basta vedere gli atti dei congressi successivi al 21. La "reazione" fascista, e' stata una rivoluzione di destra iniziata prima di Mussolini. Quest'ultimo ha aggregato le forze sotto un unico ombrello e creato le condizioni per un accordo con la borghesia ed i conservatori dell'epoca. Trovare poi analogie con la situazione attuale e' ridicolo. La gente non aveva cosa mangiare a quell'epoca, oggi navighiamo tra telefonini e 2 macchine a famiglia. Per piacere non diciamo cretinate.

NotaBene

Sab, 16/04/2016 - 14:02

IL fascismo fu necessario per non far cadere l'Italia nell'orrore del comunismo. L'ho sempre pensato. Solo ora un giornalista ha il coraggio di dirlo! E pure negli anni di piombo: il terrorismo di dx fu suscitato dall'insorgere di quello di sn. Non volete l'estrema dx? Basta non pretendere di portare il comunismo e nemmeno il para-comunismo!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 16/04/2016 - 14:40

Com'è originale la Storia: le tre condizioni di Pansa (crisi economica, degrado politico e contrasti tra ricchi e poveri) si verificano, effettivamente, anche oggi. Solo che con queste caratteristiche:, la crisi economica c'è, ma viviamo, più che altro i contraccolpi delle crisi esterne, al di là del mare (con conseguente invasione); il discredito della politica è dovuto principalmente all''evoluzione' della tecnologia che ha reso 'inefficaci' i politici (ora più 'scoperti' nella loro corruzione); infine i ricchi e privilegiati attuali, paladini di 'Law and Order' sono, in buona parte la gratificata 'sinistra' sboldrina, buonista e legalitaria, che 'lascia fare' i tempi. E al comando il 'ducetto' di Rignano sull'Arno: ex PD (già PCI), non eletto, con ministre dalla tracotanza che non avrebbe sfigurato al Gran Consiglio!

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 16/04/2016 - 15:00

(2)Pansa, alla sua età, non deve più rendere conto a nessuno di ciò che scrive, ed oggi può permettersi di dire liberamente ciò che pensa (salvo le contestazioni e le minacce di chi trova scomode le sue rivelazioni). Può liberarsi di un peso e dire quelle verità che per tanti anni, come gran parte degli intellettuali e della stampa nostrana, ha dovuto tacere. Quelle verità scomode che, ancora oggi, molti non dicono, o non vogliono dire, perché tengono famiglia e, se vogliono campare tranquilli, devono rispettare gli ordini di scuderia. Purtroppo, queste verità storiche arrivano sempre dopo decenni. Così, come Brecht, parodiando Hitler, scrisse “La resistibile ascesa di Arturo Ui” e la sua gang del cavolfiore, un giorno qualcuno scriverà un libretto sarcastico sulla “Resistibile ascesa di Matteo Nzi” e la sua gang di petrol-banchieri. Purtroppo sarà troppo tardi ed il danno sarà già fatto.

rokbat

Sab, 16/04/2016 - 15:36

L'autore finisce il suo articolo cosi : "Qualche volta temo di sì." Diamine, e quello che stà succedendo in Italia oggigiorno (e altrove), non fa temere vostra Signoria ?

giovanni235

Sab, 16/04/2016 - 16:16

Circa 60 anni fa chiesi a mio padre,classe 1903(io 1943)quale fosse la differenza tra fascismo e comunismo perché io,leggendo qua e la non rilevavo differenze.Mi rispose lapidario:il fascismo se hai la casa te la lascia.Tutto qui.

Ritratto di Caprimulgo

Caprimulgo

Sab, 16/04/2016 - 16:18

Quando si dice che la pezza é peggio del buco (il rimedio è peggiore del male). Se siamo andati in russia con le scarpe di cartone è stata colpa dei Bolscevichi! Però (caso strano) siamo andati noi là (non loro qua). C'é un di più, in questo modo di pensare; un abdicare alle proprie responsabilità. Uno scaricare le colpe agli altri, senza mai voler vedere le proprie. Modo infantile, che, non a caso, cerca un "padre" nel presunto "uomo forte" di turno (che poi, tanto forte non è mai).

Edmond Dantes

Sab, 16/04/2016 - 16:20

@soldellavvenire. I casi sono solo tre: 1) ti serve una bussola per capire dove vuoi andare a parare; 2) la bussola non ti serve perché nemmeno sai dove stai; 3) ti serve un neurologo perché lo stato confusivo ha superato il livello di guardia. Secondo me "è la terza che ho detto".

hornblower

Sab, 16/04/2016 - 16:50

@tzilighelta...certo ch'è avanti decenni....è ai matrimoni gay....ma per favore!!!

hornblower

Sab, 16/04/2016 - 17:00

@soldellavveniresoldellavvenire.....ma se l'ideologia oggi imperante è il neoliberismo delle corporations finanziario-industriale in salsa di restaurazione, quella delle élite dei rentier mai scomparsi. I compagni, guidati da Napolitano, hanno fatto il salto della quaglia per mantenere quello che a cui tengono di più, il potere.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 16/04/2016 - 17:40

@diwa 130: 'Gramsci non si è mai pentito della scissione'; può darsi. Tuttavia, in punto di morte di qualcosa si sarà pentito, se è vero che Togliatti e Terracini si alternarono al capezzale di Gramsci morente per impedirgli di riconciliarsi con Dio

Ritratto di pravda99

pravda99

Sab, 16/04/2016 - 17:44

rosario.francalanza - Lei dice bene, ma il termine "moderato" non lo utilizzo io, lo utilizza qui Pansa e soprattutto Berlusconi. Io riferisco e pongo la domanda...

PietroSoave

Dom, 17/04/2016 - 00:45

Analisi incompleta. I grandi cambiamenti e le dittature e le rivoluzioni avvengono quando non ci sono soltanto crisi della politica vecchia e bisogno di una nuova ma anche quando le vecchie strutture politiche non sono in grado di apprezzare la crescita e l'espansione che covano sotto le ceneri di guerre e momenti difficili. Cosi molte dittature e rivoluzioni coincidono con momenti di crescita delle nazioni. In italia siamo in pieno declino culturale e sociale e demografico. Non c'e' pericolo. Forse possiamo avere dei dittatori nani come il renzie, ma nulla di piu'.

fabiano199916

Dom, 17/04/2016 - 07:28

se la gente non arriva a fine mese si deve dare la colpa a qualcuno, primo si pensa al datore di lavoro, ma spesso lui non può perché senno fallirebbe, poi si da la colpa alla concorrenza, e chi regola la concorrenza? Le leggi del parlamento

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 17/04/2016 - 10:05

@tzilighelta (tra parentesi, lieto di risentirLa), non ho capito bene: se Lei prima dice che comunismo e fascismo hanno la stessa radice, perchè poi critica Pansa che, con le sue giravolte dice, in fondo, la stessa cosa? La dice da vent'anni? E pazienza! Senza supporto scientifico? Bastano i fatti storici! E poi, mi perdoni, non ho capito a cosa si riferisce con le 'seghe mentali' di noi mediterranei!

tzilighelta

Dom, 17/04/2016 - 11:23

Rosario Francalanza, piacere mio di rileggerLa, gli argomenti storici mi hanno sempre attratto anche quando non ne condivido il fine dell'intervento, mi riferisco a Pansa, infatti, ancora non ho capito cosa vuole dimostrare con un'altra puntata del "sangue dei vinti" che i fascisti erano più umani dei comunisti? Che le vendette sono state ingiuste e terribili? Chi ha cominciato per primo? E quali sarebbero i fatti storici che lo dimostrano? Mi sembra una gara a chi ce l'ha più lungo! Basta! La storia li ha sconfitti hanno perso per "errore umano" In Europa siamo gli unici a farci le seghe mentali con schieramenti che ricordano le tifoserie da curva sud, gli altri paesi hanno superato questo gap facendo autocritica e riconoscendo gli errori commessi, non dando le colpe agli altri! Riguardo la presunta conversione religiosa di Gramsci, i fanti della prima guerra dicevano che "in trincea non ci sono atei" la paura fa novanta! Sempre! Saluti!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 17/04/2016 - 17:05

@tzilighelta, abbiamo ancora molta strada da fare, da entrambe le parti. Riguardo a Gramsci, di fronte alla morte, l'uomo è serio, anche se ha paura. Cordialmente

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Dom, 17/04/2016 - 22:55

Sarebbe un po' come lo stato attuale del nostro paese. Per mandare a casa i comunisti travestiti da democratici la destra dovrebbe risvegliarsi. DOVREBBE FAR CAPIRE ALLA MAGGIORANZA LIBERALE DEL NOSTRO PAESE CHE I VERI FASCISTI OGGI SONO le squadracce rosse installate in tutte le città nei centri ANTISOCIALI.