La fiction si rinnova Le indagini ora si fanno su Twitter

In The Following sono centrali i social network mentre in Revolution il mondoresta senza luce

Inferni tecnologici. O inferni da mancata tecnologia. O tutte due le cose. Ecco cosa ci riservano alcune delle serie in arrivo a breve sui canali italiani.
Nel settore delle apocalissi prossime venture da disastro elettronico c'è Revolution che debutterà su Steel (piattaforma Mediaset Premium sul Digitale terrestre) dal 15 gennaio in prima serata (21,15). La serie, sfornata dalla premiata officina del futuribile di J.J. Abrams, racconta un mondo in cui di colpo viene a mancare la corrente elettrica. All'improvviso e senza spiegazione apparente, l'intero pianeta viene colpito da un Black-out che blocca qualsiasi fonte di energia: dalla centrale nucleare alla dinamo della bicicletta. E non è un fatto temporaneo, semplicemente «la fisica è impazzita»: le leggi di Ohm, con gran scorno dei professori di elettrotecnica, non funzionano più. Risultato? Dopo quindici anni il mondo è precipitato in una sorta di medioevo, pieno di milizie, briganti e villaggi fortificati dove si allevano le pecore. Però qualcuno sa cos'è successo e possiede un segreto che potrebbe far ripartire la civiltà. Ecco allora che il generale Monroe, un cattivone che marchia a fuoco la soldataglia con l'iniziale del suo nome, si mette a dare la caccia allo scienziato Ben Matheson che con certezza sapeva in anticipo del disastro. Quando Ben resta ucciso la caccia si allarga ai suoi familiari, tra cui la figlia Charlie (interpretata dalla canadese Tracy Spiridakos). Il risultato è un inseguimento, pieno di duelli, tiri di balestra e colpi di schioppo che crea un singolare mix tra Mad Max, The Road di Cormac McCarthy e il più tremendo polpettone di Kevin Costner: L'uomo del giorno dopo. Peccato che nel mix a prevalere non sia sicuramente The Road. Ma molto dipenderà dallo sviluppo del “mistero tecnologico” dopo le prime puntate, quelle in cui un bel duello o la computer grafica di Chicago trasformata in un villaggio di pescatori possono bastare per tenere in piedi la serie. Anche perché il genere post-armageddon conta su piazza un competitor piuttosto riuscito come The Walking Dead.

Più psicologica, invece, la serie che debutterà contemporaneamente su Sky e su Mediaset Premium Crime (è la prima volta che capita in Italia) a febbraio: The Following.

L'anteprima andrà in onda lunedì 4 febbraio sulla piattaforma Mediaset, in prima serata, e su Sky, in seconda serata, (Sky Uno HD, Sky Cinema 1HD e Sky On Demand), poi il seguito della serie sarà trasmessa tutti i lunedì su Mediaset Premium Crime e dal 12 febbraio, al martedì alle 21.10, su Sky Uno HD.

Al centro della vicenda un ex agente dell'FBI, Ryan Hardy, esperto nell'elaborazione di profili psicologici (il profiling dopo Criminal Minds, è imprescindibile), che ritorna in attività quando il serial killer che aveva arrestato nove anni prima, Joe Carroll, evade dalla prigione nella quale era rinchiuso. Dopo aver individuato i suoi primi potenziali bersagli (l'ex moglie Claire Matthews e l'unica donna ad essergli sopravvissuta, la dottoressa Sarah Fuller), Ryan Hardy, affiancato dagli agenti Debra Parker e Mike Weston, si ritrova a guidare una task force per catturare l'assassino. E sin qui la serie non avrebbe gran che di particolare. Solo che, nel frattempo, Carroll sfrutta i social network per alimentare una sorta di culto degli omicidi seriali, una rete di serial killer sparsi negli Stati Uniti. Insomma avete presente Dente di fata di Red Dragon (l'emulo di Hannibal Lecter che comunica col suo idolo omicida attraverso le inserzioni sui giornali)? Ecco, quello. Ma alla decima potenza grazie alla tecnologia social... Il maniaco infatti è anche un Twitter maniaco che cinguetta continuamente con i suoi adepti.

Il tema degli effetti devastanti di certe tecnologie aveva già fatto capolino in due serie, la britannica Black Mirror (molto onirica e da noi andata in onda su Sky Cinema 1) e Person of interest che in Italia è stata ospitata per 2 stagioni da Mediaset Premium Crime (dove una tecnologia consente al governo degli Usa di creare un vero e proprio Grande fratello). In questo caso però a far da traino alla serie, che ha come produttore/ideatore Kevin Williamson (Dawson's Creek e The Vampire Diaries)c'è anche un attore da grande schermo del peso di Kevin Bacon.
Insomma che il pericolo sia la tecnologia, o la perdita della tecnologia ce n'è per tutti.

Si chiama «JO» ed è la nuova risposta europea, dopo le bellissime serie «Luther» e «Schott&Bailey», ai polizieschi made in Usa. Questa volta la produzione è anglo-francese che però si avvale del canadese René Balcer, sceneggiatore di «Law and Oder» e del suo spin off «Law & Order: Criminal Intent».. Ma la vera novità è nel protagonista: ad interpretare il duro poliziotto Jo che lavora alla Criminal Brigade di Parigi sarà Jean Reno. 8 le puntate della prima serie, intitolate come i luoghi in cui Jo ritroverà i cadaveri e da cui partiranno le indagini: una top model precipitata dalla Torre Eiffel, un infanticida ritrovato sulla soglia di Notre Dame, un gioielliere arso vivo a Place Vendome... Andrà in onda su Fox Crime dal 17 gennaio