Il film del weekend: "Mai così vicini"

Diane Keaton e Michael Douglas in una commedia leggera e dissacrante sull'amore in tarda età

Al sopraggiungere di un nuovo weekend estivo, ecco uscire puntualmente una commedia americana di media fattura ma in grado di intrattenere dignitosamente chi abbia voglia di trascorrere un paio d'ore al cinema senza grande impegno di cuore e intelletto. "Mai così vicini" è diretta dallo stesso regista di "Harry ti presento Sally", Rob Reiner, e scritta dallo sceneggiatore di "Qualcosa è cambiato", ma sarebbe un errore pensare si tratti di un'opera in grado di eguagliare tanto illustri precedenti. Questa è una pellicola che ha ragione d'esistere solo per chi intenda cogliere l'occasione di starsene in piacevolissima compagnia di due mostri sacri come Diane Keaton e Michael Douglas, suoi impareggiabili protagonisti.

Oran Little (Michael Douglas) è uno scorbutico agente immobiliare, vedovo da tempo e in procinto di godersi la pensione. Un giorno riceve la visita del figlio, Luke, che gli lascia in custodia la figlia, Sarah, una bambina di neanche dieci anni di cui Oran ha sempre ignorato l'esistenza. Ritrovatosi assai controvoglia nei panni di nonno, l'uomo ricorre all'aiuto della vicina di casa, Leah (Diane Keaton) che si rivelerà sempre più preziosa non solo per la piccola. Lo sviluppo della trama è piuttosto scontato. Del resto i personaggi di partenza sono abbastanza stereotipati e già visti; non è certo la prima volta che la Keaton si trova a interpretare una signora dolce, divertente e insicura.

Quanto al ruolo di Douglas, sembra ricalcato su quello burbero, egoista e misantropo che di solito, in questo genere di commedie, è cucito addosso a Jack Nicholson. Eppure, nonostante i continui deja-vu, la vicenda sentimentale tra questi due disincantati esponenti della terza età è ammantata da un romanticismo insolito perché sobrio e mai retorico, punteggiato di dialoghi brillanti, talvolta politicamente scorretti ma sempre privi di volgarità. Forse non si rimane granché coinvolti dalla messa in scena di certe insicurezze adolescenziali vissute fuori tempo massimo, ma almeno si è di fronte a due grandi interpreti che sanno cosa siano stile e buongusto, cose sempre più rare da incontrare sullo schermo come nella vita.