Per Genovese miglior sceneggiatura al Tribeca Festival

Maurizio Acerbi

Se una telefonata allunga la vita, come recitava un famoso tormentone pubblicitario, un telefonino può raddoppiare un premio. È quello che è capitato al regista Paolo Genovese, fresco vincitore, con il suo meraviglioso Perfetti cconosciuti, anche al prestigioso Tribeca Film Festival, la più famosa tra le kermesse newyorchesi, sia perché co-fondata da Robert De Niro, sia per la celebrazione di un settore come quello del cinema indipendente americano e internazionale, sinonimo di grande qualità. Genovese ha conquistato la statuetta per la miglior sceneggiatura nella categoria «World Narrative», dopo aver meritatamente trionfato, come miglior film, anche nei David di Donatello.

Due successi nello spazio di pochi giorni per celebrare una pellicola della quale, una volta tanto, c'è da essere orgogliosi come italiani e che rappresenta al meglio il grande talento, troppe volte inespresso, del nostro vituperato cinema. Del resto, si era capito che a New York la commedia fosse piaciuta, e molto, non soltanto per la sua bellezza, ma anche per la sua originalità. La storia, per chi non lo sapesse, è quella di un gruppo di sette amici che si ritrovano a cena. Decidendo di fare un gioco: ognuno dei commensali mette sul tavolo il proprio cellulare e si impegna a leggere agli altri ogni messaggio arrivato e a far sentire, in viva voce, le chiamate. Una sorta di roulette russa tecnologica che finirà per avere effetti devastanti su rapporti di coppia e amicizie di lunga data. Il tutto perfettamente orchestrato dalla mano di Genovese che ha diretto con bravura un cast perfetto. «Al Tribeca è stato un momento importante perché il mio film è la prima commedia italiana presentata in concorso, siamo stati accolti quasi meglio che in Italia, applausi e risate a scena aperta.

Il film è stato capito ed è arrivato al pubblico tra cui sedevano anche produttori importanti come Harvey Weinstein e Luc Besson, che si sono complimentati con me», aveva confidato, pochi giorni fa, al nostro quotidiano, lo stesso Genovese, visibilmente emozionato per aver rappresentato l'Italia in un Festival così importante. Certo, non si aspettava, ieri, di ricevere la convocazione dalla direzione del Tribeca, che gli ha fatto prendere in fretta e furia l'aereo per New York per ricevere l'ennesimo premio per questo gioiellino del grande schermo del quale, all'estero, fanno a gara per il remake.