Al Gran Premio del Doppiaggio il ministro Giannini diventa la Bergman

Sedici riconoscimenti per premiare le voci migliori dell'anno e una parata di star da Giancarlo Giannini a Pupi Avati. La manifestazione creata da Pino Insegno torna più scintillante che mai. Con una chicca in più: convincere il ministro dell'Istruzione a recitare "Casablanca"

C'era tanto del meglio. Sergio Graziani (tanto per dirne una: ve lo ricordate l'Arsenio Lupin della tv?) premiato come miglior doppiatore protagonista nel ruolo di Woody Grant in «Nebraska». O Carlo Valli, per una vita alter ego di Robin Williams, per «Grand Budapest Hotel», miglior film. E poi Emanuela Rossi (cioè Michlelle Pfeiffer e Emma Thompson anche se non presente fisicamente), miglior doppiatrice protagonista, per «Blue Jasmine», Emiliano Coltorti per «Dallas buyers club». Giganti della Voce come Rodolfo Bianchi, Francesco Vairano e Francesco Pezzulli, doppiatore di Di Caprio. E c'era tanto del bello. L'Auditorium del Massimo di Roma, scintillante ed elegantissimo, ha ospitato la sesta edizione del Gran Premio Internazionale del doppiaggio, tornato dopo tre anni di pausa, organizzato e promosso dalla Ince Media e presentato da Francesca Draghetti e Pino Insegno, che della manifestazione è l'anima. Molti i contributi: il Mibact, la Regione Lazio e poi il sostegno di Nuovo Imaie, il patrocinio di Roma Capitale, Anec, Aidac, Anad e Anem, e la collaborazione dell'Enciclopedia del doppiaggio e di Acqua Filette. Il Premio ha ottenuto una medaglia di rappresentanza dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma anche il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini, che ha consegnato il Premio alla Carriera a due miti come Giancarlo Giannini e Vittoria Febbi, si è prestata volentieri allo spettacolo della voce «doppiando», insieme a Pino Insegno, una sequenza di «Casablanca», cioè Ingrid Bergman (o Giovanna Scotto per gli innamorati delle voce): «Il doppiaggio è una macchina d'arte straordinaria che va preservata - ha detto il ministro - É importante che venga riconosciuto come elemento della nostra cultura e quindi sostenuto con iniziative legate alla scuola e all'università perché non è antitetico alla visione in lingua originale. Per questa ragione ringrazio la Ince media che mi ha dato l'opportunità di partecipare alla celebrazione di questa straordinaria e unica tradizione italiana».

La serata all'Auditorium, dove a consegnare i premi c'erano anche Pupi Avati, Enrico Lo Verso e Giorgio Tirabassi, è stata comunque la tappa finale di un percorso, o forse sarebbe meglio dire di una missione, che il Gran Premio Internazionale del Doppiaggio ha iniziato con le università attraverso seminari sull'importanza del doppiaggio nella nostra formazione linguistica e culturale con due le borse di studio messe a disposizione per approfondire lo studio delle varie professioni del doppiaggio, dall'adattamento alla traduzione. Un matrimonio unico che sposa la cultura alle voci del cinema, un lavoro tra gli studenti per ribadire il valore di un'eccellenza italiana. Il 2014 è stato un anno fortunato per il doppiaggio, mai così ricco di premi, dal quasi ventennale Leggio d'Oro al neonato Festival dell Voci d'attore. L'arte del resto non ha prezzo...

Ecco l'elenco completo dei vincitori del Gran Premio Internazionale del Doppiaggio:

Miglior film: «Grand Budapest hotel» Carlo Valli

Miglior doppiatore protagonista: Sergio Graziani - Woody Grant in «Nebraska»

Miglior doppiatrice protagonista: Emanuela Rossi - Jeanette "Jasmine" Francis in «Blue jasmine»

Miglior doppiatore non protagonista: Emiliano Coltorti - Rayon in «Dallas buyers club»

Miglior doppiatrice non protagonista: Erica Yoko Necci -Patsey in «12 anni schiavo»

Miglior adattamento: Francesco Vairano - Lo hobbit - la desolazione di smaug

Miglior direzione di doppiaggio: Rodolfo Bianchi - «The wolf of Wall Street»

Miglior film d'animazione: «Frozen il regno di ghiaccio» - Fiamma Izzo

Miglior serie tv: House of cards

Miglior mixage: Alessandro Checcacci - «300 l'alba di un impero»

Il premio del pubblico è andato a Francesco Pezzulli.

Il premio speciale «Giuseppe Rinaldi» a Gerardo di Cola, storico del doppiaggio che ha presentato il suo ultimo libro «Il teatro di Shakespeare e il
doppiaggio».