Hanno ucciso mediaticamente Ida Magli

Non riceverà, Ida Magli, gli onori mediatici che ha ricevuto Umberto Eco per la sua scomparsa

Chissà come avrebbe commentato i giornali del giorno dopo, se avesse potuto leggerli. Da antropologa di lungo corso e da intellettuale avvezza ai peggiori difetti del culturame, ne avrebbe fatto un interessante caso di studio di quella particolare distorsione del pensiero e della morale che va sotto il nome di razzismo antropologico. Come definire altrimenti la reazione della stampa italiana - silenzio o giudizi di parte - alla morte di Ida Magli? L'Unità e il Fatto Quotidiano: neppure una riga. La Stampa: una breve di sei righe, in cui si sbaglia anche il titolo dell'ultimo libro (Figli dell'uomo. Duemila anni di mito dell'infanzia, Bur), dicendo che uscirà nei prossimi mesi quando invece è in libreria da novembre. Corriere della sera: un fogliettone in cronaca, che gli nega la dignità della sezione Cultura, in cui si dice che «forse ne ha sparata qualcuna un po' grossa» (ma colei che firma il pezzo è una femminista fuori tempo massimo incarognita con chi, come la Magli, di fronte alle violenze imposte alle donne dagli islamici si chiese giustamente «ma come, abbiamo appena incominciato a emanciparci dai nostri veli, dalle nostre velette e ammettiamo che si torni indietro di secoli?»). E la Repubblica - che pure pubblica un bel pezzo di Marino Niola - incentra il ricordo sulla Magli femminista e di sinistra lasciando solo poche righe alla Magli degli anni Novanta-Duemila, quella che per prima prese dure posizioni contro il mondo musulmano e l'Unione europea. Ecco il punto: perché separare un «prima» e un «dopo» (come ha fatto la migliore intellighenzia su Twitter) e non considerare l'intellettuale come unico, con tutte le sue sfumature? E perché (come si sono sfogati in tanti sui social) ricordarla per la sua militanza femminista e poi consegnare le legittime critiche all'islam a una «deriva xenofoba»? È la formula standard del pensiero corretto: chi si azzarda a denunciare il substrato antidemocratico del mondo islamico o manifesta paura per i flussi migratori ormai completamente fuori controllo, è immediatamente tacciato di islamofobia, o ignoranza, o razzismo. Per i politicamente scorretti non c'è posto. Come non c'è stato posto (ancora meno rispetto Ida Magli) per Piero Buscaroli, uno che ha vissuto dalla parte dei vinti tutta la vita, fin da quando aderì, da ragazzo, alla Rsi: non sono bastati libri magistrali di musicologia e una carriera giornalista straordinaria per una «redenzione» agli occhi dei benpensanti. E così, morto settimana scorsa, è stato ignorato da tutti. Uccidere mediaticamente un irregolare del pensiero, o anche due, non è reato.

Commenti

Giorgio Colomba

Mar, 23/02/2016 - 10:30

Grandissima italiana. Visionaria, lucida analista dei comportamenti umani fuori dal coro politicamente corretto - ed ipso facto silenziata da giornaloni e media - ha avuto il grave "torto" di prevedere la deriva socio-politico-esistenziale cui ci avrebbero - come ci hanno - condotto le ferali scelte UE in tema di economia ed immigrazione. Trasmutando così i (pochissimi) "coccodrilli" in lucertoline...

manente

Mar, 23/02/2016 - 11:30

Non è un caso se l'Italia degli euroservi del Pd occupa all'incirca il 70° posto al mondo quanto a libertà di informazione. I "giornali" come quelli citati nell'articolo, sono diventati dei fogliacci di propaganda del pensiero unico globalizzato imposto ai popoli dalla finanza speculativa più becera, retriva e criminale del pianeta. Che la grande e coraggiosa signora Magli riposi in pace, oltre alla stima ed ammirazione di cui già adesso gode, sarà la Storia a fare giustizia restituendole il posto che merita, in Italia e non solo.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Mar, 23/02/2016 - 12:09

E’ l’annientamento del pensiero che viene dalla Ragione sia mentale che del cuore. Queste persone immense che hanno il coraggio di sfidare il pensiero unico, non possono che essere emarginate. E non solo l’Italia, ma il mondo intero si avvolgeranno nel proprio malsano pensiero dal quale verranno stritolati felicemente beoti, felicemente politicamente corretti, felicemente buonisti, felicemente sordi, ciechi, ma con una parlantina suadente su menti indebolite da un lavaggio del cervello che comincia dall’asilo e da famiglie di ogni specie meno che della specie naturale. E’ ormai evidente che il mondo abbia innescato una retromarcia tale che, in un futuro fin troppo vicino, ci mostrerà che gli uomini delle caverne erano molto più evoluti di noi così detti uomini moderni e civili. Cara Ida, ti auguro che, in qualsiasi dimensione ti trovi, possano avere risposta tutte le tue domande, frutto del tuo libero pensiero.

Ritratto di bismark22

bismark22

Mar, 23/02/2016 - 18:01

Ieri stupito l'ho scritto un po' a tutti i quotidiani che neppure ne davano un cenno. In contrasto poi con la trombonata per Eco. Stupisce ancor di più Libero. L'ho appreso da Dagospia con addirittura 3-4 pezzi .