"Ho un solo grande sogno: essere come Alberto Sordi"

I record di "Quo Vado?", le critiche e gli applausi. L'intervista con Checco, il comico che sogna di diventare il nuovo Alberto Sordi

Checco Zalone, campione di incassi al botteghino e "modello di comicità orizzontale", come lo definisce il critico cinematografico Gianni Canova, si racconta in una intervista su La Repubblica.

A proposito del suo essere orizzontale, il comico si giustifica così: "Credo che voglia dire che gli italiani si identificano, ridono di se stessi e si assolvono perché io non faccio prediche dall'alto, non scaglio invettive moralistiche. In questo senso sono "orizzontale". In vista dei David di Donatello, e della sicura non vincita del premio, Zalone assicura però di non rosicare: "Mi vergogno di non aver ottenuto zero candidature. Com'è quella frase di Longanesi? I premi In Italia non basta rifiutarli, bisogna non meritarli. Giuro che il prossimo anno se riesco a totalizzare zero candidature smetto di fumare."

Fortunato nel lavoro, ma ancor di più nel privato: Zalone vive ormai da dieci anni accanto alla compagna Mariangela Eboli, che tre anni fa l’ha reso padre della piccola Gaia: "Non siamo sposati. L'ho conosicuta dieci anni fa. Cantava in una pizzeria. Mi sono presentato: Sono un musicista matrimonialista e avrei bisogno di una che canta nei matrimoni. Ma, sfigato come sono, non mi capitarono più matrimoni. Poi ho scoperto che Mariangela aveva vissuto in America e che era di religione evangelica...". Zalone smentisce il luogo comune che vuole i comici sempre tristi una volta spenti i riflettori: "Non è vero. È che ogni volta che ne incontri uno vorresti che ti facesse ridere. Non accade e dici: quello è triste. Io solo al cinema non riesco a ridere. Non vado avedere i comici perché mi immedesimo, mi preoccupo, mi imbarazzo per loro. Insomma per me è una sofferenza. L'unico sempre allegro è Fiorello." E a proposito di comici, per Checco uno spicca su tutti, incontrastato: Alberto Sordi: "Sì. Più di Totò, più di Troisi. È lui ad avere incarnato, in modo straordinario, tutti i difetti d'Italia. È il più grande".

Checco Zalone fin da bambino divertiva parenti e amici con le sue imitazioni e scenette comiche. In particolare, era molto apprezzato per le parodie del parroco di Capurso, paese d’origine del comico, e della maestra delle elementari. La domanda sorge spontanea: chi gli ha insegnato a recitare? "A recitare nessuno. A suonare, papà. Aveva messo in piedi un complesso, Gli amici del Sud. Il mio repertorio era il loro: soprattutto i Beatles, ma anche i Giganti, i New Trolls, i Nomadi?Avrei voluto fare il Conservatorio. Pensa che ancora oggi non leggo la musica".

Commenti

joecivitanova

Sab, 16/04/2016 - 15:32

Egregio Signor 'Checco Zalone', i sogni nella vita sono leciti, per carità, tutti ne abbiamo o ne abbiamo avuti; ma Lei nel mondo del cinema è un personaggio, bravo, ma un personaggio, intelligente, che ha avuto in Italia un grandissimo successo di pubblico, che si è creato in gran parte da solo e si è quindi anche meritato tutto ciò. Alberto Sordi però, è riuscito ad essere anche tanti personaggi e tanti caratteri diversi, nel mondo del cinema, e tutti assolutamente credibili e di spessore notevole, quindi è stato un bravo, per non dire grande, attore. Non credo che Lei potrà mai arrivare a tanto, mi creda; non lo dico perché non la ammiri, anzi, ma perché lo penso sinceramente, e comunque Lei non leggerà mai queste mie quattro righe..eh eh..!! G.

Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Sab, 16/04/2016 - 15:55

A Checco, ma pe diventà come l'Albertone nazzionale nun te basterebbero artre cento vite...ma vedi un po d'annà a acchiappà li sorci, aha aha...

Malacappa

Dom, 17/04/2016 - 02:55

Mi viene da ridere,il nostro Albertone era un grande grande attore tu non puoi nemmeno pulirgli le scarpe quindi rassegnati non sarai mai mai come lui.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 17/04/2016 - 10:02

Caro Zalone, lasci stare Sordi: non abbiamo bisogno di chi esalti e rappresenti (sia pur mirabilmente) i vizi degli italiani; sarebbe un guaio! Sia Zalone, che, in fondo, è già tanto! Guardi, per Lei scomodo addirittura Nietzsche: "Diventa quello che sei" (sulle rime di Pindaro)

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 17/04/2016 - 11:51

(4° invio: offrirei una cena per scoprire il perché questo commento viene censurato)Di recente è passato in TV il film Boccaccio ’70, un film del 1962. Il film è costituito da quattro episodi diretti da registi diversi: “Renzo e Luciana”, diretto da Mario Monicelli, “Le tentazioni del dottor Antonio”, diretto da Fellini, “Il lavoro”, diretto da Luchino Visconti, “La riffa” con Sofia Loren, diretto da Vittorio De Sica. In un solo film, tra registi, sceneggiatori e musicisti, ci sono i nomi che hanno fatto la storia del cinema in Italia: gli sceneggiatori Giovanni Arpino, Suso Cecchi D’amico, Italo Calvino, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Cesare Zavattini, gli stessi registi Fellini e Visconti, le musiche di Nino Rota ed i registi Fellini, De Sica, Monicelli, Visconti. Oggi abbiamo Checco Zalone, Rocco Papaleo e i cinepanettoni. No comment.