I Cani e Calcutta, il boom dei cantanti da appartamento

Una è una non-band romana, l'altro un cantante di Latina. Ascoltatissimi su Youtube e Spotify, riempiono i locali con canzoni che fanno venire voglia di stare in casa

Per dimenticare Sanremo chiudersi in cameretta. Per dimenticare Sanremo, guardare una serie tv. Per dimenticare Sanremo ascoltare i cantanti da appartamento. Perché "Stare in casa is the new uscire". La pagina Facebook con questo titolo è un fenomeno seguito da 70mila persone che si scambiano messaggi di questo tipo: "Faccio ogni gesto pensando al divano".

Ancora prima c'erano gli "indivanados", versione domestica degli indignados spagnoli, un movimento nato a Bologna e cresciuto sulla Rete. Segni particolari: la disponibilità a indignarsi per le ingiustizie del mondo, ma ogni sera davanti alla televisione. E' ritirarsi dal mondo? Forse. C'entra il superamento delle ideologie, la disillusione per la politica o forse le squadre italiane che non vincono più la champions league. C'entrano whatsapp e facebook che ci prolungano socialmente anche dal bagno di casa.
E' in questo brodo di coltura che attecchiscono i nuovi cantanti da appartamento. Sono più pop che rock, crescono nel mercato indipendente, ci sanno fare con i testi e con la musica, cantano di altri luoghi, ma si capisce che lo fanno stando in salotto. Come Nicolò Contessa, l'anima della non-band dei Cani. Testi e musica sono tutti opera sua, scrive, compone, arrangia i pezzi, li suona nel suo appartamento nel quartiere romano di Testaccio.

La band si materializza solo quando "I Cani" suonano dal vivo. Contessa ha prima lanciato due brani in forma anonima che si sono fatti notare su Youtube, poi è uscito allo scoperto con una giusta dose di ironica arroganza chiamando il suo primo disco "Il sorprendente album d’esordio dei Cani". Nel repertorio c'è anche un pezzo strumentale dal titolo significativo, "Theme from cameretta" e parole come queste "Scusa ma non riesco proprio a uscire stasera troppi muscoli da usare, ho esagerato un po' avrei bisogno di parlare con qualcuno di gentile perché non passi qui". E attenzione, restare in casa non significa chiudere gli occhi sul mondo, ma guardarlo dalla finestra, dallo smartphone, dalla tv satellitare. E cantarne col giusto distacco, unendo, ad esempio, amore e crisi bancarie: "Tu immagina i bond di questo nostro grande amore in base al tuo tasso d'interesse per me che tiene più dell'America più della Goldman Sachs. Regge più della Cina, di Shenzhen e Shanghai".

In queste settimane "I cani" suonano, facendo il tutto esaurito, in locali di Roma (l'Atlantico) e Milano (l'Alcatraz), con lo "special guest" Calcutta, alias Edoardo D'Erme, altro perfetto esempio di cantante da appartamento. Nome esotico, ama la geografia, nei suoi testi compaiono Milano e Frosinone, ma è nato a Latina e vive a Roma Est. Canta d'amore in modo intimo e spiazzante: "Mi prenderò un gelato con il tuo sapore, ti spaccherò la faccia se non mi dai il cuore" e "io ti giuro che torno a casa e non so di chi ti chiedo scusa per l'appartamento e la rabbia che mi fa non ho lavato i piatti con lo Svelto e questa è la mia libertà". E scopre la realtà con lo stesso distacco dei cani: "ti chiedo scusa se non è lo stesso di tanti anni fa leggo il giornale e c'è Papa Francesco e il Frosinone in Serie A". Di entrambi sono appena usciti nuovi dischi ("Aurora" dei Cani e "Mainstream" di Calcutta). Se proprio non trovate i biglietti dei concerti, ascoltateli a casa. In cuffia, indossando una coperta con le maniche.