I rap con monologo di Herman Medrano

L'artista si esibisce in dialetto padovano Nel suo cd Caparezza, Piotta, Roy Paci

Lo chiamano «Eminem della Riviera del Brenta» ma lui ci scherza sopra. «Lo dicono qui nella mia zona perché siamo entrambi bianchi, facciamo rap e veniamo dall'underground», ride divertito Herman Medrano, padovano doc che con i suoi Groovy Monkeys pubblica in questi giorni l'album Noseconossemo con personaggi come Caparezza, Piotta, Roy Paci, Sir Oliver Skardy. Tante superstar ad affiancare un 41enne innamorato della musica e della tradizione popolare della sua terra tanto da rappare in dialetto veneto. Dialetto? Attenti a dire questa parola davanti a Herman se non volete vederlo insorgere: «il dialetto non esiste, per me ci sono solo le lingue locali che sono nate prima dell'italiano. Io canto in padovano che è una delle mille inflessioni di un'unica parlata che è il veneziano e che un tempo era la lingua diplomatica». Non siamo in presenza di un leghista militante, ma davanti a un artista che tutela le radici dei luoghi in cui è nato e cresciuto. «Il mio è il rap di una persona comune con una vita normale, famiglia, debiti; il rap di tutti i giorni senza velleità filosofiche, anche se fatto per far riflettere sulla vita quotidiana. Ho scelto il rap proprio perché è l'unico stile che lascia spazio a testi articolati e strutturati, mentre gli altri stili si basano su strofe corte e concetti ristretti».
Cresciuto ascoltando Run DMC, LL Cool J, Public Enemy, entrato nel mondo musicale ai tempi delle «posse», («ma non mi sono mai occupato di politica»), Medrano cerca la via autarchica al rap. «Il rap italiano è troppo ispirato a quello americano. Non basta mettersi un cappellino al contrario per rappare e bisogna dire cose che la gente capisca». Dopo aver suonato per vent'anni con DJ Tech, ora è accompagnato dai Groovy Monkeys, settetto dalle più varie inclinazioni musicali, così nel nuovo cd si respirano anche atmosfere reggae, funky, jazz. «È il frutto del lavoro di tante menti diverse, ma non tradisce le radici rap». Nonostante la partnership con Piotta, Caparezza (è appena uscito il loro singolo Superebete) Herman rimane coi piedi ben piantati in terra. «Li conosco da una vita e spero che diano un po' di visibilità al disco, ma tutto qui. Io continuerò a fare concerti, inframmezzando le canzoni con lunghi monologhi sulla vita. Gaber è il mio idolo e vorrei portare il rap con monologo nei teatri».