Ivory, 89 anni di classe premiato per il film dell'italiano Guadagnino

Il più vecchio vincitore di sempre trionfa con una delicata sceneggiatura omosex

Pedro Armocida

90 anni il prossimo 7 giugno, il regista James Ivory è il vincitore più anziano di un Oscar competitivo, non contano dunque quelli, quasi sempre riparatori, dati alla carriera. Peraltro la statuetta gli è stata consegnata per la migliore sceneggiatura non originale di Chiamami col tuo nome, del nostro Luca Guadagnino, tratta dall'omonimo romanzo di André Aciman edito in Italia da Guanda.

Una costante, questa di Ivory e i libri, che l'ha portato, fin dall'esordio nel 1963 con Il capofamiglia (tratto dall'omonimo romanzo di Ruth Prawer Jhabvala che poi collaborerà spesso con lui per le sceneggiature) a dirigere quasi sempre riduzioni di testi letterari come i più celebri Quartet (1981), I bostoniani (1984), Camera con vista (1985), Mr. & Mrs. Bridge (1990), Casa Howard (1991), Quel che resta del giorno (1993).

Con il suo stile personale, molto elegante e raffinato, è diventato anche il cantore degli amori omosessuali (ricordiamo le atmosfere di Maurice del 1987 e il premio Dorian Gray nel 2010 al festival torinese Da Sodoma a Hollywood) cosa che lo ha reso lo sceneggiatore perfetto di Chiamami col tuo nome - storia appunto di un primo amore tra un lui diciassettenne (Timothée Chalamet) e un lui ventiquattrenne (Armie Hammer) - che all'inizio doveva essere diretto proprio da James Ivory.

Poi per problemi di produzione, l'età avanzata del regista e i tempi di ripresa, Guadagnino ha preso in mano le redini del film di cui è anche produttore non rinunciando a inserire scelte narrative personali. Così nel discorso di ringraziamento per l'Oscar, Ivory, che è salito sul palco con un elegantissimo bastone proprio come lo smoking e un'inedita camicia con su disegnato il giovane protagonista del film, ha mostrato il suo punto di vista sulla pellicola: «Una storia sul primo amore, una storia familiare alla maggior parte di noi, che etero, gay o a metà strada, abbiamo avuto un primo amore e ne siamo usciti più o meno intatti».

La vittoria di James Ivory, che prossimamente interpreterà se stesso nel film Dance again with me, Heywood! del giovane regista italiano Michele Diomà, è l'eccezione che conferma la regola che gli Oscar non sono premi per vecchi. Gli amanti dei numeri e delle statistiche ci rivelano che il precedente record apparteneva a Christopher Plummer, vincitore a 82 anni come miglior attore non protagonista per Beginners di Mike Mills nel 2012.

A Plummer piace scombinare le classifiche perché anche quest'anno era, con Ivory, anche il più anziano candidato, 88 anni, sempre come attore non protagonista per Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott dove ha rimpiazzato last minute Kevin Spacey per via dello scandalo di molestie sessuali. Prima di lui, sempre come non protagonista, è stata la volta del grande George Burns che a 80 anni nel 1976 vinse la statuetta per I ragazzi irresistibili di Herbert Ross. La stessa età di Jessica Tandy migliore attrice nel 1990 per A spasso con Daisy di Bruce Beresford. Di poco più giovane, 76 anni, Henry Fonda, uno dei più grandi attori di Hollywood che nel 1982 vince la statuetta come miglior attore per Sul lago dorato di Mark Rydell accanto a un'altra gloria del cinema mondiale come Katharine Hepburn che ottenne per lo stesso film la sua quarta statuetta come miglior attrice protagonista, primato tuttora ineguagliato.

Mentre a 77 anni Peggy Ashcroft, nel 1985 per il colossale Passaggio in India di David Lean, ottiene la statuetta come migliore attrice non protagonista. Nella categoria miglior regista troviamo, come il più anziano, Clint Eastwood che nel 2005 con Million Dollar Baby ha vinto il suo secondo e, si spera, non ultimo Oscar. È un modo per celebrare carriere e professionalità davvero senza età che fanno grande il cinema. Fino ad arrivare all'istituzione del premio Oscar alla carriera dato a grandi interpreti che non avevano ricevuto prima alcuna candidatura come Maureen O'Hara e Eli Wallach premiati in due diverse edizioni, nel 2014 e nel 2010, entrambi a 94 anni. il secolo lungo del cinema.