James Dean, la prima rockstar del cinema

"Life" di Corbjin racconta la breve stagione del simbolo della "gioventù bruciata"

Con i «se», l'adagio è ben noto, non si fa la storia. È del tutto inutile chiedersi, dunque, come sarebbe stata la carriera di James Byron Dean se il destino non avesse allestito per lui un tragico appuntamento sulla Route 466 ad est di Cholame, California. Era il 30 settembre 1955, sono passati sessant'anni tondi. Dall'asfalto e dalla carcassa di una Porsche 550 Spyder prese il volo il mito pop di James Dean, ma è dal suo talento di straordinario attore, e dalle pieghe dolorose di una perdita, quella della madre morta di cancro quando Jimmy aveva solo nove anni, che prende forma il bel film di Anton Corbijn Life , in uscita nelle sale l'8 ottobre (Bim distribuzione). Un po' maltrattato all'ultimo Festival di Berlino, capace di dividere critica e pubblico negli Usa, Life non si interessa, grazie al cielo, alla fine del divo (quasi inutile definirlo così, dato che non fu mai tale da vivo), né al fiorire del suo mito, bensì a quella breve stagione in cui James Dean alla vigilia della prima di La valle dell'Eden di Elia Kazan era sul punto di passare dalla condizione di talentuoso, pigro e inconcludente attore semisconosciuto, legato sentimentalmente alla collega italiana Anna Maria Pierangeli, a star simbolo di una rivoluzione culturale giovanile. Life è anche la cronaca di un'intuizione: quella del giovane fotografo dell'agenzia Magnum Dennis Stock (Robert Pattinson) il quale, incrociato Dean a una festa a casa del regista Nicholas Ray, ne intuì «la purezza e il disagio». Qualcosa che meritava di essere fotografato. Da quegli scatti pattuiti difficilmente con l'attore, inseguiti, conquistati a prezzo di crisi personali e famigliari, Stock trasse il celebre servizio con Dean ingobbito nel proprio cappotto a Times Square, in una New York pietrificata dal freddo. «L'attore malinconico», titolava Life in quel 1955 nel quale Dean avrebbe realizzato gli altri due suoi film da protagonista, Gioventù bruciata di Nicholas Ray e Il Gigante di George Stevens. Poi lo schianto, e a seguire la prima nomination Oscar postuma della storia per La valle dell'Eden . Una splendida colonna sonora, tesa tra irrequieti blues e sonnolenti jazz completa coi costumi una ricostruzione anni '50 riuscita. Dane DeHaan, pur non avendo la carica sensuale dell'originale, è intenso nella mimica di Dean. Robert Pattinson non ha fortunatamente più nulla del pallido vampiro di Twilight , la nostra Alessandra Mastronardi, nel ruolo della Pierangeli, sorprende in inglese.