Jovanotti, Amadeus e Mike: ecco i ricordi di Cecchetto

"Amadeus prendeva il treno da Verona, raggiungeva la radio con i mezzi pubblici". Bongiorno? "Fu il mio talent scout"

"I big sono sempre gli stessi. Spesso mi chiedono come mai non si vedano in giro nuovi Fiorello o Gerry Scotti. Guarda caso, i nomi che vengono fatti provengono tutti dalla stessa radio. Dalla mia Radio. Non è che in giro non ci siano nuovi Fiorello. Un tempo venivano fuori perché andavo a cercarli io, con la mia organizzazione. Manca una persona che abbia testa, coraggio e intuizioni giuste. Se cerchi un grande artista, devi adeguarti a quello che vuole fare lui, sgomberare il campo, stimolarlo a fare meglio". Claudio Cecchetto si racconta e ricorda il passato e gli anni della radio. In una intervista a Libero, il re delle radio, ricorda anche alcuni aneddoti che lo legano ad alcuni personaggi dello spettacolo.

Come Jovanotti. "Quello che fa è il frutto degli anni in cui abbiamo lavorato insieme. Da quando lo conosco, non si è mai fermato: resta il più grande artista italiano. Non il più grande cantante, ma il più grande artista. Stesso ragionamento per Fiorello: non il più grande dei presentatori, ma il numero 1 tra gli showman in Italia".

Poi Cecchetto svela una cosa su Amadeus: "L’amico che lo ospitava a Milano non esisteva. Prendeva il treno da Verona, raggiungeva la radio con i mezzi pubblici. Fu Vittorio Salvetti a presentarmelo. Il palinsesto del mattino era perfetto per lui. Voce calda, il sorriso di default, lo show nell’anima. Soprattutto, la voglia di restare “acceso” anche quando non lavorava. Questo, in lui, ha fatto la differenza".

Infine, un ricordo di Mike Bongiorno: "È il mio talent scout. Cercava facce nuove per Telemilano 58. Quando mi dissero che voleva parlarmi, non ci credevo. “Il tuo stile mi piace, ho ascoltato una mattina il tuo programma, sai?” disse. Mai andato in onda di mattina in vita mia. Qualche anno più tardi glielo confidai. “Ho fatto comunque una gran scelta, no?”, rispose".