Serie tv da recuperare: L’Uomo nell’Alto Castello

L’Uomo nell’Alto Castello, serie tv tratta dal libro di Philip K. Dick, ci racconta un mondo distopico in cui gli Alleati hanno perso la guerra

Nel panorama delle serie tv, da alcuni anni a questa parte, il primato spetta a Netflix per distribuzione di titoli ma anche per serie originali. A contrastare questo dominio ci prova Amazon che con Prime Video è riuscita a proporre produzioni originali di successo come Goliath e L’Uomo nell’Alto Castello. Questa serie è la più interessante tra quelle fornite da Prime Video perché propone un racconto ucronico cioè fantastorico, in cui viene mostrato un passato diverso da quello descritto dai libri di storia: gli Alleati hanno perso la seconda guerra mondiale.

La serie è basata sul libro La svastica sul sole di Philip K. Dick, scrittore di successo dai cui lavori sono stati realizzati numerosi film, da Blade Runner di Ridley Scott (qui produttore esecutivo della serie) a Minority Report di Steven Spielberg, passando anche per Atto di forza con Arnold Schwarzenegger.

L’Uomo nell’Alto Castello è ambientata negli anni 60 e racconta che mondo sarebbe stato il nostro se la Germania nazista avesse ottenuto per prima la bomba atomica, chiamata bomba di Heisenberg nella serie, con la quale è stata rasa al suolo la città di Washington. Dal lato opposto della costa statunitense i giapponesi non si sono limitati a quanto sappiamo, cioè ad un attacco a sorpresa a Pearl Harbor, ma hanno concentrato tutte le loro forze in un attacco frontale. Risultato: Stati Uniti sconfitti e non ago della bilancia vittorioso come avvenuto in realtà. Di conseguenza c’è stata una “spartizione” degli States: in larga parte ai nazisti (tenuto conto del ruolo principale nel conflitto), gli Stati del Pacifico in mano ai giapponesi e nel mezzo un territorio cuscinetto chiamato “zona neutrale”. Nella seconda stagione la tensione tra i due alleati viene portata al limite fino ad una vera e propria guerra fredda tra i due Paesi.

La vita negli ex Stati Uniti risente ovviamente del dominio straniero, con le relative culture esportate in questi territori, diventati ora colonie. Colpisce vedere come gli Stati Uniti, idealizzati da sempre in film, serie tv e canzoni, siano rappresentati nella serie come un vecchio ricordo da dimenticare, con i suoi abitanti un tempo uomini liberi nella terra dei coraggiosi, ora devoti servitori del reich millenario e dell’imperatore del sol levante.

Quindi, con le opportune differenze in tema di totalitarismi e razzismo, vediamo che la storia raccontata ne L’Uomo nell’Alto Castello è simile a quanto accaduto nella realtà: anche la Germania dopo la disfatta della seconda guerra mondiale fu divisa in due parti ed in ciascuna fu chiara l’influenza dei Paesi occupanti fino a quando le due Germanie non furono riunite dopo la caduta del muro di Berlino.

Non è solo l’aspetto fantastorico della serie che affascina, ma anche quello fantascientifico, il quale si appresta a diventare principale nelle prossime stagioni. Come si vede nel teaser distribuito da Amazon, nella terza stagione verrà approfondito il tema dei “due universi”, quindi verrà dato sempre più spazio anche a quella realtà in cui a vincere sono stati gli Alleati e non l’Asse. In questo L'Uomo nell'Alto Castello ricorda Fringe, uno dei più significativi esempi di fantascienza in serie tv, dove proprio il tema dei più universi possibili, basati sulle diverse decisioni prese da ciascuno di noi, è il cuore del racconto per gran parte degli episodi.

L’Uomo nell’Alto Castello uscirà con la sua terza stagione il prossimo 5 ottobre ma nel luglio scorso è stata già confermata per un quarto capitolo, segno che il successo delle prime due stagioni sarà molto probabilmente replicato.