Lady Diana e le estati al mare con i figli

Un insider ha raccontato le estati di Lady Diana, trascorse al mare con i figli, lontana dai doveri di corte e dai problemi con il principe Carlo

Agosto è tempo di vacanza anche per la royal family. La regina Elisabetta preferisce da sempre Balmoral, dove trascorre l’intera estate, mentre i duchi di Cambridge hanno trovato la loro “isola felice” in quel di Mustique nei Caraibi. Se andiamo indietro nel tempo, però, sono le vacanze estive di Lady Diana a essere rimaste nella memoria dell’opinione pubblica. Il motivo per cui le ricordiamo ancora e Vanity Fair ce ne parla a distanza di molti anni sta nella totale libertà in cui la principessa del Galles le viveva. Prima ancora delle rivoluzioni al protocollo di Meghan Markle, c’è la disinvoltura con la quale Lady Diana amava giocare con i figli sulla spiaggia e indossare il bikini, nonostante le severe regole di corte lo vietassero, apparentemente incurante dei fotografi che documentavano ogni suo gesto. Le vacanze della madre di William e Harry era l’opposto di quelle della sovrana o dei Cambridge.

Mentre William e Kate cercano la privacy su un’isola che gode del privilegio di una “no fly zone” e in cui l’organizzazione della sicurezza è affidata all’ex capo di Scotland Yard, Lady Diana sembrava non prestare la minima attenzione a queste cose. Sapeva che, come ogni anno, avrebbe dovuto terminare le vacanze a Balmoral, luogo che non è mai riuscita ad amare. Per questo il periodo trascorso al mare rappresentava, per lei, una “boccata d’ossigeno”, lontana dai doveri che il suo ruolo le imponeva. Lady Diana amava recarsi a Maiorca. Visitò l’isola per la prima volta con i figli e Carlo il 7 agosto 1986. Il re Juan Carlos li aveva invitati per approfondire e distendere le relazioni diplomatiche un po’ troppo algide tra la Spagna e l’Inghilterra. La famiglia reale britannica venne ospitata a Cala Major, residenza estiva del re spagnolo e, da lì, Carlo, Diana e i loro figli fecero escursioni sull’isola di Cabrera, a Ses Illetes e nel parco acquatico di Marineland. Per l’occasione Juan Carlos e la regina Sofìa misero a loro disposizione lo yacht Fortuna e li accompagnarono in ogni tappa del tour vacanziero.

Il principe Carlo trovò la giusta ispirazione per dipingere, Lady Diana preferì dedicarsi ai tuffi e alle lunghe nuotate. Il loro matrimonio era già in crisi, ma quei giorni a Maiorca rappresentarono una specie di pausa dai litigi, uno sprazzo di serenità in mezzo a una tempesta coniugale che stava diventando sempre più violenta. I Windsor tornarono sull’isola anche le estati seguenti, fino al 1990. Lady Diana vi tornò anche nel 1996, ospite di Richard Branson. Nel 1989, poi, fece scalpore la sua decisione di “fuggire” verso le Isole Vergini accompagnata solo da William e Harry. Vanity Fair racconta che un insider ha rivelato al giornale Hola quanto la principessa amasse le vacanze al mare, precisando: “Prendere il sole e stare seduta a sorseggiare un cocktail non faceva per lei, che non è mai stata ferma nello stesso posto per più di dieci minuti. Diana amava correre e giocare tra le onde”.

Questa irrequietezza si acuì anche nell’ultima estate del 1997, prima del tragico incidente sotto il tunnel dell’Alma. Nel libro “L’ultima estate di Lady Diana” il giornalista Antonio Caprarica pone l’accento proprio sul comportamento inquieto di Diana in quel periodo: continui viaggi per cause umanitarie e per riposo in giro per il mondo, come se la principessa avesse la necessità impellente di muoversi, di fare, di non stare seduta a pensare a ciò che aveva perso. Forse la spinta a partire era solo in parte figlia del suo carattere. Sembrerebbe anche frutto della volontà di reinventarsi, di trovare una nuova strada e farlo al più presto, come riscatto nei confronti della vita. Questa “fretta” di vivere, questa “fame di tempo” che col senno di poi paiono una inquietante profezia inconscia, portarono Lady Diana sullo yacht di Dodi al-Fayed nell’ultima vacanza prima del drammatico epilogo.