Ilary Blasi: "L'Europa si mette in gioco (senza frontiere) Ma niente politica..."

Ilary Blasi condurrà la trasmissione-sfida tra l'Italia e i paesi del Continente (Russia inclusa)

«Ma sì, ho messo in piedi tutto questo circo per far vedere la tv ai miei figli, a loro non piace guardarla». Con la sua consueta spontaneità, che talvolta sconfina nell'ingenuità, Ilary Blasi spiega scherzando il «vero» motivo per cui da domani, insieme ad Alvin, condurrà su Canale 5 lo show Eurogames. E' una riedizione in chiave moderna dei mitici Giochi senza frontiere che hanno occupato le serate estive di tanti bambini di passate generazioni che venivano «educati» all'idea di Europa unita e che adesso si potranno riguardare quelle gare di forza e abilità con i loro figli. L'ammiraglia Mediaset, tra tanti reality, isole di tentazioni, talent show, gossip, derive pruriginose e soap vere di finte nozze, ha deciso di puntare quest'autunno anche su un programma pulito, senza litigi, amorazzi o trash. Ed è proprio questo il motivo che ha convinto la Blasi a rinunciare al Grande Fratello Vip (che a novembre sarà condotto da Alfonso Signorini) e a dedicarsi a uno show semplice e genuino. «Vanno in onda tanti litigi e fatti brutti - continua la showgirl - mi piaceva portare in televisione un programma adatto a tutta la famiglia. Da piccola, d'estate, a casa dei miei nonni nella Marche, ci mettevamo tutti insieme la sera davanti alla tv a tifare Italia, sono dei ricordi che porto nel cuore». Parole accolte con un po' di sgomento da parte del direttore di Canale 5, Giancarlo Scheri, che corregge subito ma gentilmente la linea: «La tv è fatta di tanti generi e anche su Mediaset ci sono programmi - ed è giusto che ci siano - per diversi pubblici». «Sono stata io a rompere le scatole a tutti perché si rifacesse questo show - continua la Blasi senza timore delle correzioni del direttore - E mi hanno accontentata mettendo in piedi una mega produzione. Ma attenzione non rinnego certo il Grande Fratello e tutto quello che ho fatto finora. Solo che io mi stanco presto, sono un po' stufarella». In più Ilary confessa che i suoi figli non guardano la televisione, perché «non trovano nulla che gli piace». Secondo intervento del direttore di rete che sgrana gli occhi e precisa che, nonostante i gusti della prole di casa Totti, «sui canali Mediaset si trovano tanti programmi che piacciono ai giovani, come dimostrano i target di riferimento».

Comunque lo show parte domani in prima serata su Canale 5. L'olimpionico Yuri Chechi avrà il ruolo di arbitro. Trecento concorrenti, trenta squadre, un solo paese vincitore. Ma senza alcun premio, perché nello spirito dei giochi senza frontiere «l'importante è partecipare, e la sfida è lo stesso assicurata perché ognuno vuole dare il meglio», spiega Filippo Cipriano, responsabile di Nonpanic Banijay, la casa di produzione del programma.

Le squadre in competizione appartengono a Italia, Spagna, Russia, Grecia, Germania e Polonia. Le gare sono nove, declinate sulla storia e le tradizioni delle sei nazioni. E se qualcuno si chiede cosa c'entri la Russia con l'Europa, la risposta è che «si è pensato ai confini geografici e non a quelli dell'Unione Europea in senso stretto». E, se si domanda se la scelta di mandare in onda un gioco di spirito «europeista» sia anche legato alle questioni politiche che tanto hanno diviso il Paese in questi anni, la risposta è ovviamente che «la politica non c'entra assolutamente nulla» e che «questo è solo un gioco che punta alla leggerezza e al divertimento», come precisa il direttore Scheri.

In ogni puntata, per ciascun paese gioca una compagine proveniente da una città diversa e composta da dieci concorrenti. Alla finalissima accede la squadra con il miglior punteggio. Tra i giochi fissi il classico Fil Rouge, Il Pallodromo e il Muro dei Campioni, la famosa prova con la parete di 13 metri, inclinata, da scalare con le sole forze delle braccia. Una produzione kolossal, con un mega set a Cinecittà World, il parco dei divertimenti del cinema e della tv, che riproduce il Circo Massimo. Un'area di 8000 mq con 1200 punti luce e 15 telecamere, 4 km di tessuti per realizzare i costumi custoditi in una sartoria di 600 mq. «Insomma, per accontentare Ilary, stavamo andando in bancarotta», scherza il produttore. E, allora, speriamo che ai figli della Blasi questo show piaccia, altrimenti...