L'inchiesta sulla pedofilia è incisiva e da Oscar

di Thomas McCarthy con Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Michael Keaton, Stanley Tucci

È il 2001 e da Miami arriva a guidare il Boston Globe il nuovo direttore Marty Baron. Con un preciso obiettivo: ridare slancio a Spotlight, una sorta di redazione Inchieste composta da giornalisti investigativi che, negli ultimi anni, sembra vivacchiare. Il primo argomento sul quale i reporter devono indagare non è certo facile da trattare. Esistono, infatti, delle strane coincidenze tra casi di minori vittime di abusi sessuali e improvvisi «anni sabbatici» di sacerdoti che operavano proprio nei quartieri dove i ragazzi avevano subito le violenze. Baron è convinto che, in realtà, il cardinale di Boston sia al corrente di questo problema, ma che, sfruttando anche le sue conoscenze, abbia finito per insabbiare le numerose violenze sessuali di alcuni suoi preti. L'inchiesta, pian piano, decolla, tra mille difficoltà, portando alla luce una casistica pedofila da far inorridire.È una storia vera come, purtroppo, abbiamo appreso in questi anni e il film ripercorre l'indagine del Boston Globe che l'ha scoperchiata. Senza mettere, necessariamente, i buoni da una parte e i cattivi dall'altra. Si scopre, ad esempio, che qualche giornalista aveva avuto già anni prima abbastanza materiale per capire che qualcosa di tremendo stesse avvenendo in determinate parrocchie, ma senza farne niente (aumentando, così, il numero di innocenti finiti nella mani di questi orchi). La pellicola diretta da Thomas McCarthy riesce, in maniera efficace, a far rivivere allo spettatore quei momenti, grazie ad un cast dove ogni attore e attrice è perfettamente nella parte. Non a caso, il film potrebbe trionfare ai prossimi Oscar, Di Caprio permettendo. Impresa non facile, visto l'argomento trattato. Infatti, il regista, in modo sobrio e lineare, non fa una battaglia contro la Chiesa, preferendo invece raccontare le conseguenze, in termini di fiducia nella stessa, di vittime, parenti e amici. Una pellicola che volutamente non ha guizzi, ma che racconta un modo di fare giornalismo spazzato via, come tante altre cose, l'11 settembre di quel 2001.