Live Aid, 30 anni dopo: l'evento che ha cambiato la musica

Trent'anni fa il Live Aid, l'evento benefico organizzato da Bob Geldof che chiamò a raccolta tra Philadelphia e Londra decine di super star della musica

Le sedi furono Londra, Philadelphia, Sydney, Mosca. Il cast era formato da gente come Spandau Ballet, Sting, Phil Collins, David Gilmour, Paul Young, U2, Dire Straits, Queen, David Bowie, Elton John, Paul McCartney, Black Sabbath, Bryan Adams, Beach Boys, Simple Minds, Santana, Madonna, Neil Young, Eric Clapton, Jimmy Page, Robert Plant, Duran Duran, Mick Jagger, Tina Turner, giusto per citarne alcuni. C'erano praticamente tutti, sui palchi del Live Aid, il più grande evento musicale mai organizzato nella storia. E le storie legate a quella incredibile giornata di trent'anni fa sono innumerevoli. Trovare "la performance migliore" è pressoché impossibile, sia per la quantità impressionante di ospiti sui palchi sia per il livello altissimo di quanto poi andato in scena sul palco: Freddy Mercury che in canotta bianca e jeans chiaro fa urlare, ballare e cantare i 72 mila di Wembley intonando, tra le altre, "Bohemian Rhapsody" e "We are the Champions"; Bono Vox che "approfitta" del momento per imporre il nome degli U2 nell'Olimpo del rock mondiale, con una mezz'ora travolgente e quella versione infinita di "Bad"; Elvis Costello che esegue, solo chitarra e voce, una commovente versione di "All you need is love" dei Beatles; Bob Dylan che suona nonostante la rottura di una corda della chitarra; la reunion dei Black Sabbath con Ozzy Osbourne; Paul McCartney che canta "Let it Be" nella notte londinese ma nessuno lo sente, a causa di un microfono rotto; Phil Collins che canta a Londra, corre in aeroporto, sale sul Concorde della British Airways e arriva a Philadelphia in tempo per suonare anche lì.

Organizzato da Bob Geldof, puntava a raccogliere fondi contro la carestia in Etiopia. Ancora oggi, nel trentesimo anniversario di quella data, viene ricordata come la più grande trasmissione televisiva di tutti i tempi: nel mondo c'erano oltre due miliardi e mezzo di telespettatori collegati in diretta. A Londra e Philadelphia, i due stadi principali, i concerti si chiusero con l'esecuzione di due brani che poi sarebbero stati distribuiti per beneficenza: in Inghilterra venne eseguita "Do they know it's Christmas", negli USA "We are the world". Il risultato fu stupefacente: 150 milioni di sterline provenienti da tutto il mondo, in una giornata leggendaria che probabilmente ha cambiato la storia della musica.