Mamma mia Siti e Mari sono diventati di destra!

A lla fine hanno fatto outing: Michele Mari e Walter Siti hanno confessato di essere di destra. Deridendo il mito rivoluzionario, sollevando onde di sarcasmo sul progressismo e denunciando gli aspetti censori della stampa liberal. Tutto scritto nero su bianco nell'intervista sagace e puntuale che ha dedicato loro Carlo Mazza Galanti, Scuola di demoni (minimumfax). Il libro non tratta solo di politica e anzi rappresenta un contributo alla canonizzazione di due grandi scrittori ma l'aspetto ideologico salta agli occhi. Ad aprire il volume è la leggenda privata del milanese Michele Mari. Gli insegnamenti del padre, celebre designer, producono un effetto salvifico e ad un tempo disastroso: «il 99% dell'umanità mi sembrava formato da imbecilli»». Da adolescente disprezza i coetanei «che per un dovere generazionale si leggevano quella palla mostruosa che era Sulla strada di Kerouac»; oggi che è professore rimpiange il tempo in cui c'era «una televisione con due canali di stato e senza pubblicità».

Diverse le origini di Siti: nato nella piccola borghesia, entra alla Normale di Pisa e intraprende la carriera universitaria. I problemi arrivano nel 1994 quando scrive Scuola di nudo, il suo primo romanzo: «C'è chi mi ha detto che mi sarei rovinato la carriera. Successe il contrario: pur di allontanarmi da Pisa mi hanno fatto vincere una cattedra all'Aquila». Sotto la sua penna, il mondo delle borgate subisce una metamorfosi: «c'era della gente fascistissima che ti faceva dei discorsi di un razzismo pazzesco e poi una ragazzina di colore si ammalava e si tassavano tutti per farle fare l'operazione in America. È lì che ho pensato che stavo rovesciando l'ipotesi di Pasolini: mentre Pasolini sosteneva che i borgatari stavano diventando piccolo-borghesi, a me sembrava il contrario». Sui migranti rispondono come un sol uomo: per Siti «è come se a un certo punto si fosse dato per scontato che la letteratura è un genere di impegno sociale, per cui un romanzo sui migranti è perfetto». Mari: «se mi chiedessi di dirti un argomento sul quale non scriverei mai un libro, ti direi subito i migranti. L'antiletteratura è quello». Area ideologica di riferimento per Siti? «Anarchico conservatore. Sto con Leopardi, che si infuriò quando le sue critiche al liberalismo furono confuse con le osservazioni reazionarie di Monaldo, il padre». D'altro canto, assumendo la velocità di Siti come costante, fra qualche anno anche Monaldo potrebbe essere a portata di mano. Mari lo sta già aspettando lì.