La mania dei fornelli in tv colpisce anche i bambini

Da domani la versione junior di MasterChef. I giudici: "Maneggiano il cibo da esperti e non hanno la malizia dei concorrenti già adulti" 

Sono più genuini, più schietti, meno ammaliati dalle telecamere, meno maliziosi e arroganti, ma in cucina ci sanno fare. Quasi come i loro «colleghi» adulti. Da domani parte su Sky Uno Junior MasterChef, la versione per bambini dagli 8 ai 13 anni del talent culinario, che comincia subito dopo la fine della trasmissione «madre» conclusasi la settimana scorsa con il pasticcio della finale in diretta, al di sotto delle performance del canale satellitare e subissata di critiche. Anche - ma non solo - per questo a Sky ci tengono molto alla sfida dei cuochi in erba. Una trasmissione delicata: di mezzo infatti ci sono dei bambini che corrono il rischio di rimanere «scottati» (è proprio il caso di usare il termine) da un'esperienza che comporta stress, fatica, gara, eliminazioni, delusione. Ovvia quindi l'attenzione che gli autori hanno messo nel meccanismo del gioco: esclusione mai singola, ma in coppia; presenza in studio dei genitori; consigli e aiuti da parte dei giudici; critiche costruttive e, ovviamente, mai lanci di piatti o insulti come accade nella versione senior dello show.
A fare da «maestri» ai ragazzi Bruno Barbieri, Alessandro Borghese e Lidia Bastianich. I primi due ben noti al pubblico televisivo italiano, visto che il primo è giudice di Masterchef e il secondo è diventato famoso con Cuochi e fiamme su La7d per poi passare a Sky con Ale contro tutti. Lidia è la mamma di Joe Bastianich, il cattivissimo giudice della versione senior del talent culinario. Nata in Istria e trasferitasi con la famiglia in Usa dopo le persecuzioni titine, è una degli chef più amati oltreoceano, la donna che ha insegnato agli americani a fare la pasta: conduce trasmissioni, scrive libri e possiede una catena di ristoranti a New York e uno, aperto da pochi mesi, a Cividale del Friuli, accanto a vigneti di famiglia. Deve la sua fortuna all'esportazione della tradizioni culinaria italiana. «Sono rimasta impressionata - racconta - della bravura di questi ragazzini italiani. Si vede che crescono in una cultura che presta grande attenzione al cibo sano e che provengono da famiglie abituate a cucinare in casa, una tradizione che è la forza dell'Italia e mai si spegnerà». Che differenza con le abitudini alimentari americane. «Certamente, per questo io ho fatto tanta fortuna. In America la cucina italiana è considerata la numero uno. E pian piano si sta diffondendo un'educazione al cibo sano».
Per Barbieri è stato più facile lavorare in questo programma rispetto alla complicata convivenza con i due colleghi dal caratterino spigoloso (Cracco e Joe Bastianich) della versione senior. Lo chef stellato, per spiegare la meraviglia dei piccoli cuochi, racconta: «Un bambino ha scelto un pesce enorme, gli ho chiesto “te lo sfiletto io“, e lui: «no, grazie chef, faccio da solo“». Certo, poi, davanti alle difficoltà un aiutino, un consiglio, i tre maestri lo danno. «Mi sembra normale, del resto la nostra è quasi come una scuola, alla fine della trasmissione i ragazzi diventano più esperti, più bravi. Però la gara resta vera, e nel giudizio dei piatti, siamo inflessibili». «Comunque - aggiunge Borghese - è incredibile vedere come questi piccoli sappiano muoversi in cucina, usare gli attrezzi più pericolosi, conoscere i sapori e dosare gli ingredienti». Alle selezioni si sono presentati in tremila: ne sono stati scelti quaranta. Divisi in quattro gruppi, per passare alle fasi successive, si sono cimentati nella preparazione della pasta fresca, di un dessert, di un piatto di pesce e, infine, di un piatto tipico della loro tradizione culinaria. Molti concorrenti, infatti, hanno i genitori di origine straniera: dalla Costa d'Avorio, a Cuba, Brasile, Iran, Spagna, Germania. Hanno potuto esibirsi nella stessa mega-cucina dei loro colleghi maggiorenni e le sfide sono uguali a quelle del format adulto. Al vincitore, oltre al titolo di Junior MasterChef, andrà una borsa di studio di 15.000 euro e un viaggio per tutta la famiglia a Disneyland Paris. Finale rigorosamente registrata, di live è già bastato quello dei colleghi adulti.

Commenti

linoalo1

Mer, 12/03/2014 - 10:46

Mi sembra piuttosto che sia una mania che ha colpito i Genitori!Sono solo loro,i parenti e gli amici che godono di questa visibilità!Ai bambini,non frega niente!Loro dicono e fanno quello che gli viene detto!Bisognerebbe vietare l'utilizzo di minorenni,specialmente di bimbi al di sotto dei 10 anni per puro spirito di esibizione!Ormai,la TV,è diventata una 'fiction' ininterrotta!E,purtroppo,per gli Ignorantoni,è difficile distinguere la realtà dalla 'fiction'!Quindi giù applausi e pianti a non finire,nessuno,però,spontaneo!Lino.

gneo58

Mer, 12/03/2014 - 12:07

certo che se si costringe un gruppo di ragazzetti a cantare canzoni sceme e dondolarsi a trasmissioni tipo "la prova del cuoco" poi i risultati non e' che possono sembrare diversi, se poi come in altre trasmissioni gli si impone impastare davanti ad una telecamera.......

schiacciarayban

Mer, 12/03/2014 - 14:30

Ho seguito Masterchef Australia, questi ragazzini sono fantastici, simpatici, entusiasti, appassionati, veramente meravigliosi. I due commenti fatti sopra sono evidentemente scritti da chi non conosce il mondo dei bambini.

gneo58

Mer, 12/03/2014 - 14:59

per schiacciarayban - bravo/a - mi sa che quello/a che non conosce i bambini e' lei - proprio perché bambini sono estremamente plastici ed estremamente condizionabili - saluti

Nadia Vouch

Gio, 13/03/2014 - 12:43

Anch'io trovo l'impiego di bambini in vari programmi qualcosa di sgradevole. Si impone loro di agire da adulti e ci si bea del fatto che adulti non siano. Nel contempo, il mondo degli adulti viene dipinto come un mondo corrotto. Come se fosse possibile restare bambini per sempre...