Con «Marco Polo» Netflix punta a invadere l'Italia

I mondi entreranno in collisione. E presumibilmente resteranno legati. O almeno è quello che si propone di fare Netflix con Marco Polo , la serie più ambiziosa, epica e universale mai prodotta finora dalla società americana e disponibile dal 12 dicembre sul suo servizio di streaming. Il serial americano prende spunto dalle parti del Milione che raccontano guerre e battaglie e descrivono la corte del Gran Khan.

Girato fra Italia, Kazakistan e i 51 set creati ad hoc nei Pinewood Studios in Malesia, la serie mixa avventura, intrighi, sesso e una ricostruzione scientifica della Cina del 13esimo secolo. Oltre 90 milioni di dollari spesi per dieci episodi, solo Game of Thrones è costato di più, e cento attori provinati prima di scegliere nel ruolo di Marco il 24enne spezzino Lorenzo Richelmy.

Visto da noi recentemente in Sotto una buona stella di Carlo Verdone ma sconosciuto altrove, è la colonna portante della serie insieme al ben più noto a livello internazionale Pierfrancesco Favino ( Le Cronache di Narnia , Miracolo a Sant'Anna e Rush ) che interpreta suo padre Niccolò.

Altri volti noti sono Benerdict Wong ( Prometeus , Kick Ass 2 ) nei panni di Kublai Kahn e la star di Cloud Atlas Zhu Zhu, che nella serie è Kokachin, la principessa amata da Marco.

L'ambizione a essere il nuovo Game of Thrones è confermata dall'ampiezza di orizzonti di una produzione che mira a raccontare un universo e non solo la storia del mercante veneziano, e dal fatto che sia stata creata e diretta rispettivamente da John Fusco e Daniel Minahan, papà e regista del kolossal HBO.

Eppure i piani di Netflix sembrano andare oltre al braccio di ferro con chi è nel mercato da decenni. Se l'America, con i suoi 35 milioni di abbonati, è ormai vinta, l'azienda punta a sbarcare in Cina e a completare in Europa la copertura del suo servizio. Solo nel 2014 Netflix è arrivata in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio e Lussemburgo. E quale miglior biglietto da visita esordire con una serie che porti sullo schermo Paesi che mira a conquistare. Resta l'incognita Italia. Perché se è vero che Telecom sta trattando con l'azienda americana per attivare il servizio entro il 2015, Sky o Mediaset potrebbero pensare di agire prima e aggiudicarsela entro i primi mesi del nuovo anno.