Massimo Ceccherini: "Non voglio più vedere Garrone perché ho la prostata infiammata"

Tante confidenze, molte battute e qualche aneddoto: Massimo Ceccherini è un fiume in piena nell'intervista rilasciata a Vanity Fair, dove racconta la sua Volpe del Pinocchio di Matteo Garrone

Per Massimo Ceccherini, essere la Volpe nel Pinocchio di Matteo Garrone e aver contribuito alla sceneggiatura del film è un sogno realizzato. Uno di quelli che si tengono nel cassetto per tanti anni nella speranza che, prima o poi, qualcuno ci aiuti a tirarli fuori. Massimo Ceccherini è un romantico burlone fiorentino, l'attore imprevedibile dalla battuta sempre pronta e l'ha dimostrato anche nell'intervista rilasciata a Vanity Fair.

“Dopo aver viaggiato in macchina con Garrone, non lo voglio più vedere”, un'affermazione che stupisce, dopo che Massimo Ceccherini ha riservato sempre grandi complimenti al regista di Pinocchio. Il motivo è presto svelato: "Ho la prostata infiammata e Garrone in autostrada non si ferma mai. Abbiamo viaggiato in giornata da Roma alla Puglia andata e ritorno e non ha fatto neanche una sosta. Mi è toccato portarmi il catetere dietro". Pare che il regista ami guidare in un'unica tirata e che nemmeno fumi, quindi nessuna sosta nemmeno per quello. "Ha duemila storielle nella testa, insomma dù palle", ha concluso Ceccherini con un sorriso.

Durante quei viaggi, però, Matteo Garrone e Massimo Ceccherini hanno anche sceneggiato il film: "Dicevamo una frase per caso e magari quella entrava nel copione." Il regista e l'attore sono amici di lunga data ma lavorare insieme ha creato tra loro una vera alchimia personale, che ha avuto effetti straordinari nella collaborazione: "Quando stai bene con una persona senza sventrarti, senza annebbiarti o senza straviziare, tiri fuori il meglio." Gli eccessi di Massimo Ceccherini sono noti a tutti e in gioventù l'attore non si è fatto mancare nulla. "Quando con quel genio di Carlo Monni e con Alessandro Paci scrivevamo il nostro Pinocchio per il teatro lo scrivevamo in trattoria sbevucchiando vino e fumando anche qualche cannetta", ha detto l'attore, che ammette di non essere un professionista ligio come altri: "Non mi so applicare come si dovrebbe applicare un professionista, però io godo in una sola maniera. Se dico qualcosa e sento la gente ridere."

Nel Pinocchio di Garrone, Massimo Ceccherini interpreta la Volpe ma lui in realtà non si rispecchia nell'immagine canonica di questo personaggio, notoriamente furbo e approfittatore: "Io sono il contrario. Sono un buono. Magari un po’ cretino e un po’ ingenuo, ma molto buono. Poi la volpe, che nella vita se la cava sempre, nel romanzo e nel film invece fa una brutta fine. Io, anche se in extremis, fuori dalla finzione spero di essermi salvato."

A salvarlo dagli eccessi dell'alcol è stata in primis la sua compagna. Ceccherini ammette di aver sbagliato in passato e di aver fatto del male, soprattutto a se stesso. Ne ha risentito soprattutto il suo lavoro: "Se tratti male gli altri e sei ingestibile, il lavoro ne risente. […] Se ti fai del male e soffri, il colpo finale te lo danno gli altri con le parole, con le chiacchiere, con le perfidie." Massimo Ceccherini non si sente un attore. La sua vera passione era fare il muratore, mestiere al quale l'ha introdotto il padre: "Una passione così forte come quella di fare il muratore non l’ho mai ritrovata in niente se non come le dicevo nel godimento della risata." Lasciato quel lavoro ha fatto tanta gavetta, ha frequentato qualsiasi tipo di locale dove gli offrivano un palco sul quale esibirsi, anche i night club.

A causa di una bischerata non venne ammesso all'esame di terza media, pertanto non prese la licenza e non concluse gli studi e a causa di una bestemmia all'Isola dei Famosi venne estromesso per tanti anni dalla tv di Stato: "Mi scappò, mi venne così e anche lì ho sofferto. […] Che le devo dire? Non riesco a vincere mai. Nella mia vita deve andà tutto in vacca, tutto a puttane, altrimenti non sarebbe un finale degno di me." Ceccherini ha tantissime storie da raccontare, alcune vere e altre forse, come quella volta che si ubriacò con Paolo Villaggio e poi, per dissimulare, prese l'attrezzatura da pesca e camminò con lui, sorreggendolo, fino al taxi. "Paolo salì in taxi e ora non c’è più. Ma non sono sicuro che di quella notte si sarebbe ricordato. In questo ci assomigliavamo. Anche io tante cose non me le ricordo più. Può darsi che le abbia fatte oppure no, ma mi resta sempre il lusso di inventarle", conclude con un po' di malinconia Ceccherini.