Mastrocola trasforma le favole

In «Una barca nel bosco» antichi racconti (anche erotici) rivisitati

Claudia Gualdana

I miti sono racconti sacri. Quelli degli antichi greci sono pregni di storie di sangue e di guerra. Si pensi alla Teogonia di Esiodo, con la sua stupefacente cosmogonia. Ma i miti greci ci riguardano anche da vicino, sfiorano la sfera intima parlandoci della nostra più grande debolezza: l'amore. Paola Mastrocola, già vincitrice del premio Campiello con il romanzo Una barca nel bosco, stavolta ci restituisce favole. Scartabella tra quei racconti antichi e, se non fosse per i contenuti erotici, con leggerezza scrive fiabe che si potrebbero leggere a un bambino. Ma il mistero dell'amore è quello dell'adolescenza, l'acme della bellezza e dell'innocenza. Poi della piena giovinezza, consapevole e fiera. Lo è anche dell'età matura, una spina nel fianco per chi ha perduto la freschezza e conosce il peso del tempo. L'amore è dannazione. Meglio: è rapimento, ombra, fuga, sguardo, eccesso; ancora, è un divieto, un viaggio, un segreto. Infine, esso è un dono. Sono i titoli dei capitoli di L'amore prima di noi (Einaudi, pagg. 318, Euro 19,50). In cui Mastrocola trasforma le storie di Teseo e Arianna, Afrodite e Adone, Eco e Narciso e di molti altri per renderle fruibili a tutti. Le sue favole scivolano via, ma restano scolpite nell'anima. Perché dentro ci sono tutta la fantasia e il senso del destino della Grecia antica. C'è la bellezza di una civiltà a tinte forti, un po' come le statue, che a noi sono giunte candide, ma un tempo erano dipinte. Gli dei scendono sulla terra per determinare la sorte degli uomini, ma a volte cadono innamorati di ninfe o pastori e giacciono con loro per dar vita agli eroi. C'è, qui, la magia di un mondo trascolorato nel monoteismo. Vale la pena rivivere i suoi misteri.