Meritata statuetta a DiCaprio ma «Spotlight» è il miglior film

Dopo tanta attesa l'attore consacrato principe di Hollywood, Iñárritu vince per il secondo anno

Cinzia RomaniEra ora: mancava il Sacro Graal da quando aveva i brufoli, Leonardo DiCaprio faccia d'angelo e adesso, 23 anni dopo Buon compleanno, Mr. Grape!, che da adolescente lo portò a un soffio dalla magica statuetta, l'Oscar come miglior attore protagonista è finalmente arrivato con The Revenant. Ed è trionfo pieno per l'ultima, vera star del XXI secolo, che se avesse recitato negli anni Venti, col cinema agli albori del suo splendore, avrebbe dettato legge agli studi. Prima della dittatura dei franchise fracassoni, il 41enne Leo, che ha conquistato due generazioni di cinespettatori gli adolescenti e le ventenni, che lo amarono in Titanic (1997), nonché i «millennials» che l'hanno adorato in Inception (2010) -, con l'Oscar ottiene ufficialmente lo status di star assoluta. Una celebrità che, più di Brad Pitt e George Clooney, sfonda il muro di gomma creato intorno ai più giovani dalle web series e dai video musicali. Magari la sua performance nel film del messicano González Iñárritu, miglior regista per il secondo anno di fila - dopo Birdman, entra nella storia come terzo regista, dopo John Ford (1941 e 1942) e Joseph Mankiewicz (1950 e 1951), a ricevere l'Oscar due anni di seguito - non è delle migliori, se paragonata agli esiti di The Departed o di Il lupo di Wall Street, entrambi diretti da Martin Scorsese, che vede in lui l'erede di Bob De Niro. Tra le montagne innevate del Nord America, il suo cacciatore di pelli Hugh Glass dorme nelle carcasse di animali morti, succhia il midollo di bufali stecchiti, gela a meno 30 gradi, emettendo gutturemi strazianti. Ma quel sopravvissuto è lui, da ieri re di Hollywood incensato dal mondo intero, salutato da uno scroscio di applausi al Dolby Theater, abbracciato dall'amica Kate Winslet e accompagnato dalla mamma Irmelin: non era, forse, la prima volta dell'eterno ragazzino, bistrattato dall'Academy, che gli ha fatto inseguire l'Oscar per decenni?L'87enne Ennio Morricone si è aggiudicato il suo primo «vero» Oscar, dopo quello alla carriera del 2006. Con la colonna sonora del film di Tarantino, The Hateful Eight, che già gli fruttò il Golden Globe 2016, il maestro viene consacrato come uno dei più grandi compositori di tutti i tempi (secondo Tarantino, addirittura superiore a Mozart e a Beethoven). Pareva strano che l'autore di musiche che hanno fatto la storia del cinema, eccellenza made in Italy, non avesse ancora conseguito il riconoscimento più ambito. Meglio tardi che mai.L'88esima cerimonia degli Oscar ha marcato anche il successo di Spotlight, l'interessante saga giornalistica di Tom McCarthy, che illustra i metodi investigativi di una équipe del Boston Globe che ha svelato lo scandalo dei preti pedofili coperto dalla Chiesa cattolica (Tradimento, il libro che raccoglie gli articoli del giornale, esce in Italia per Piemme). L'attrice Brie Larson, 26 anni, è stata ricompensata per il suo ruolo di madre abusata e sequestrata per anni col figlioletto, in Room, mentre un'altra stella nascente, la 27enne svedese Alicia Vikander, notata in Ex-Machina, ha vinto l'Oscar come miglior attrice non protagonista in The Danish Girl. Nonostante abbia commosso il suo ruolo di Gerda, sposa del primo transgender Lili Erbe, sono andate deluse le aspettative generate dal film, dato per vincente fin dalla prima ora. Straordinaria ricompensa, invece, per Il figlio di Saul dell'ungherese Laszlo Nemes (a marzo nuovamente in sala), toccante storia sull'Olocausto. Come singolare risulta l'Oscar per la migliore fotografia al messicano Emmanuel Lubezki, che ha messo la sua maestria al servizio di The Revenant: è l'unico direttore della fotografia che nella storia degli Oscar è stato premiato per tre volte di seguito, avendo vinto l'Oscar per la Migliore fotografia con Birdman (2015) e con Gravity (2014). E i grandi esclusi, da Tarantino a Spielberg, che si consola con la statuetta di Mark Rylance, miglior attore non protagonista nel suo Il ponte delle spie, a Star Wars: il risveglio della forza? Si vince o per fortuna o per ingegno: speranze rimandate all'anno prossimo.