Michael Jackson, il figlio di Marlon Brando sbotta: "Le parole di mio padre sono state distorte"

Dopo la testimonianza dell’attore rilasciata ai magistrati nel 1994 e recuperata dal “Los Angeles Times”, Miko ha replicato stizzito, rifiutando le supposizioni per le quali il padre avrebbe accusato Jacko di pedofilia

Miko, il figlio di Marlon Brando, difende Michael Jackson. Dopo che il Los Angeles Times ha pubblicato un primo estratto del podcast Telephone Stories: The Trials of Michael Jackson, all’interno del quale è spuntata una inedita testimonianza giurata rilasciata nel 1994 dall’attore che sembra avvalorare la tesi secondo la quale Jacko fosse un pedofilo, Miko Castaneda Brando è intervenuto in prima persona sulla questione.

Nato dalla relazione tra il divo e l’attrice Movita Castaneda, Miko è stato un grande amico del Re del Pop: nel corso degli anni ’80, fu anche sua guardia del corpo, assistente e autista per un lungo periodo di tempo. “Sono stato amico di Michael Jackson per oltre 27 anni – dichiara Miko, come riportato da Page Sixe mio padre lo adorava. Non apprezzo che le sue parole vengano distorte per far sembrare che Michael abbia ferito qualcuno”.

Miko Brando: “Rivedete questa storia su Michael Jackson”

Nella deposizione, Marlon Brando fa riferimento ad una conversazione avuta con Michael Jackson durante una cena al Neverland Ranch. Nel corso di quella serata, sarebbero emerse le parole di Jacko sul suo difficile rapporto con il padre e sulle sue inclinazioni sessuali.

Questo documento coperto da giuramento è stato diffuso, secondo Miko, soltanto per scopi promozionali. “Questa – tuona il figlio di Marlon – è solo la trovata pubblicitaria a basso costo di qualcuno per promuovere il suo podcast a pagamento. Mio padre non sarebbe mai stato amico di Michael se avesse pensato che fosse in grado di fare del male a dei bambini, e non avrebbe mai accusato Michael. Per favore, rivedete la vostra storia”.

Michael – ha dichiarato tempo fa Miko in un’intervista al blog di Larry Kingha aiutato mio padre negli ultimi anni della sua vita: per questo sarò sempre in debito con lui. Papà ha avuto difficoltà a respirare nei suoi ultimi giorni, ed era sotto ossigeno per la maggior parte del tempo. Amava la vita all’aria aperta, è per questo motivo che Michael lo invitava a Neverland”.