«Il mio programma? Al servizio del pubblico»

Il viso di cui ti fidi quando hai bisogno di un consiglio. Il modo di condurre asciutto e serio che ti fa pensare a una tv d'altri tempi, quando ancora l'espressione «servizio pubblico» veniva pronunciata con rispetto. Elisa Isoardi si porta dentro il rigore sabaudo delle sue radici che poi, a beneficio della telecamera e dello spettatore, declina all'esterno con un sorriso e una bellezza indubbia. Da quest'anno - dopo un triennio alla conduzione di Unomattina - Isoardi è al timone della rubrica A conti fatti , in onda ogni giorno dalle ore 11 per un'ora, all'interno del contenitore mattutino di Raiuno.

Elisa Isoardi, come si sente da «voce saggia» dell'economia domestica, in tempi di crisi?

«Benissimo. È un programma che ho voluto fortemente e che mi sento cucito addosso perché l'ho costruito personalmente insieme agli autori. È un programma fatto a mano, assolutamente made in Italy. Se ne parlava da tempo col direttore generale (Luigi Gubitosi, ndr). Sono sempre stata convinta che la prima missione della Rai sia quella di farsi servizio educativo».

Consigli sull'acquisto degli alimenti, su come pagare le bollette, su come maneggiare il portafoglio senza ansia: si immaginava in questo ruolo da «maestrina» qualche anno fa?

(sorride) «Bè, a dirla tutta io da giovanissima volevo fare l'insegnante. E se non avessi fatto tv forse avrei proprio scelto quella professione, in qualche materia umanistica. Con la matematica sono sempre stata uno strazio».

Non dica questo: lei conduce un programma di economia....

«Applicandosi si impara. I risultati di A Conti Fatti ci danno ragione. Ed è un programma che ha pochi mesi di vita, nato a settembre, le cui prospettive possono solo aumentare, se si pensa che si va incontro all'Expo, il tema dell'alimentazione si farà quotidiano e strategico, e l'Italia avrà gli occhi del mondo addosso. E noi una missione come programma già l'abbiamo...»

Quale?

«Sostenere tutto ciò che è italiano. E profondere una buona dose di ottimismo. Dalla bellezza dell'Italia, dalla bontà dei suoi prodotti e del suo artigianato può venire la salvezza, quella ripresa in cui io credo fermamente».

Qual è il consiglio di A Conti Fatti per questo Natale alle porte?

«Convincere gli italiani ad affidarsi ai prodotti italiani, guardare con attenzione le etichette: compiere questo atto economico nazionalista, può servire. Evitare acquisti futili. Ovviamente il cibo non appartiene a questa categoria, tantomeno durante le feste».

Da piemontese di Cuneo trasferita a Roma, quale rapporto ha Elisa Isoardi col cibo?

«Un rapporto speciale, da sempre e ben prima delle esperienze con La Prova del Cuoco e Linea Verde . Ho un ristorante tutto mio in provincia di Cuneo, a Pardleves (La Locanda di Elisa, ndr), che faccio gestire da mia madre, dove ricorriamo a prodotti rigorosamente del territorio. Quella è una missione gastronomica, non inseguo il guadagno. Lo vedo come un atto agricolo, un segno di buona volontà italiana. Laggiù passerò il Natale».

A proposito di donne: in tv ce ne sono troppe o troppo poche? A una prima serata ci pensa?

«Sono sempre troppo poche. Ma poi, con un pizzico di egoismo, mi verrebbe da dire: che non ce ne siano troppe. Anche se poi la concorrenza fa solo bene. La prima serata? Resta ambitissima da tutti, la farei ci mancherebbe. Ma al momento mi sto godendo questo programma che sento del tutto mio».