"Il mio sogno nel cassetto? Essere tale e quale Corrado"

Il conduttore dello show rivelazione di Raiuno pronto a ripartire anche con quiz e talent per comici. Ma vorrebbe presentare anche La corrida e Linea blu...

Quando te lo ritrovi nelle immagini d'archivio di Techetechetè - capelli lunghi e viso pallido - te lo chiedi. Quell'impacciato presentatore di programmi per bambini avrebbe mai pensato di diventare una star di Raiuno? «Avevo i capelli, non ero così abbronzato, e giocavo a presentare i Kool & the Gang -risponde lui- Beh: trent'anni dopo faccio ciò che sognavo da bambino. E i Kool & the Gang li ho presentati per davvero».

Venerdì 13 settembre tornano Carlo Conti e Tale e Quale Show: programma rivelazione e fra i pochi successi dell'intrattenimento (per il resto ansimante) di Raiuno.

È più la soddisfazione o la paura?

«È un'impaurita soddisfazione.Si vede che con Tale e Quale l'abbiamo imbroccata. L'alchimia giusta non si crea a tavolino, ma si può tentare di riprodurre. E pensare che agli inizi neanch'io ci credevo un granch腻.

Proviamo ad analizzarne gli ingredienti.

«Il cast, innanzitutto. Volti noti e meno, cantanti, attori, presentatori. Mai imitatori. Stavolta ne avremo due in più: Fabrizio Frizzi, Amadeus, Riccardo Fogli, Kaspar Capparoni, Silvia Salemi e Fiordaliso, Roberta Lanfranchi, Chiara Noschese, Attilio Fontana (ex Ragazzi Italiani) Clizia Fornasier (ex Tutti pazzi per amore). E poi l'effetto-sorpresa. Non conta solo l'abilità imitativa; ma lo stupore di scoprirla in chi mai la supporresti. Chi mai penserebbe che Frizzi o Fiordaliso posseggano delle capacità mimetiche? E invece…».

Scusi l'impertinenza: siete voi a cercare i vip o - dato il successo dello show - il contrario?

«Beh: molti nomi famosi si sono proposti. E a moltissimi abbiamo dovuto dire di no. La Noschese l'ho corteggiata io, per mesi: temeva che qualcuno l'accusasse di giocare sporco, con quel cognome, quasi il talento fosse ereditario. Ma non conta essere attore o cantante: conta saper fondere le due capacità».

Avete riportato in auge mestieri tv che, dopo l'epoca Noschese-Goggi, erano caduti in disuso.

«Già: truccatori, costumisti, parrucchieri… Tutti interni Rai, costretti ai turni per costruire cento personaggi in dieci settimane. Quel naso di gomma non va? Panico. Si smonta tutto e si ricomincia da capo. Ma che soddisfazioni! Come la telefonata a sorpresa di Raffaella Carrà, che vuol complimentarsi con la clone Gloria Guida. O il vero Califano che viene per incontrare quello finto, proposto da Giò di Tonno».

Se con i suoi show ha realizzato i suoi sogni da bambino, quale ospite impossibile avrebbe voluto a I migliori anni?

«Donna Summer. Ci ho provato continuamente. Ma o lei chiedeva troppo, o le date non coincidevano mai».

Ora però I migliori anni si fermerà per un anno. Dopo sette edizioni anche i ricordi si esauriscono?

«No, perché il tempo passa lo stesso, e ne crea di nuovi. Ma ogni programma, anche quelli di maggior successo - ogni tanto - devono riposare. Volevamo farlo già la stagione scorsa; lo faremo in questa».

E L'eredità, allora? Con quella arriverete all'edizione numero otto…

«Ma quella ha un meccanismo che consente continui aggiustamenti. Prima il duello durava venti minuti; ora è sceso a sette. Il pubblico non se ne accorge, ma il programma si rinnova. Per questo L'Eredità, che ha avuto contro sette diversi preserali, ha sempre resistito. Tanto che Bonolis, da quel grande che è, ha preferito trasformare il suo Avanti un altro da quiz puro a show di personaggi curiosi».

E a gennaio un programma nuovo di zecca: il talent show C Factor - Non ci resta che ridere.

«Chiacchierando con Gabriele Cirilli ci chiedevamo: fanno dei talent su tutto, non ne hanno mai fatto sui comici. Ne ho parlato a Giancarlo Leone, l'idea è piaciuta, e nell'inverno 2014 ne vareremo tre o quattro puntate. Gabriele sarà conduttore ed io, oltreché autore, sarò in giuria, a giudicare chi vuol far ridere».

Insomma: ormai lei fa di tutto. Sogni ancora segreti? Programmi ancora irrealizzati?

«Vorrei tanto condurre Linea Blu. Sul serio, non scherzo: adoro il mare, per cui… Sanremo? Se me lo propongono bene, se no amen. Non lo considero un punto d'arrivo: nessuno è mai morto senza. Il mio vero sogno, semmai, sarebbe La Corrida. Si: per farla dovrei cambiar casacca. Mah… chi lo sa. Hai visto mai?».

Commenti
Ritratto di roberta martini

roberta martini

Lun, 19/08/2013 - 09:39

Senza offesa, ma Carlo Conti, poverino, è di una ignoranza abissale e, purtroppo, si vede durante le sue trasmissioni. Corrado era si' un presentatore popolare, ma con una saggezza e delle manière che facevano supporre un ottimo retroterra.