Musil, innamorato del teatro comico

Curioso il destino del grande Musil dell' Uomo senza qualità nel primo dopoguerra segnato dalla dissoluzione degli Imperi Centrali. Fu allora che il grande scrittore che coltivò una passione per l'operetta e la farsa decise di darsi al teatro. Tanto che nel capolavoro Vincenz o l'amica degli uomini importanti decise di sottoporre a una critica feroce i capisaldi del matrimonio come dell'adulterio nella società borghese. E di contrassegnare col più ironico cinismo le contraddizioni di quella nuova società uscita malamente dal conflitto. Ma a differenza di Wedekind moralista per eccesso come di d'Annunzio che eleva la prostituzione a feticcio sacrale del suo tempo. Ecco allora farsi strada la risata di Musil, con una protagonista, Alfa, che in combutta con l'amico Vincenz ne promuove l'ascesa sociale cercando di imporre il primato politico oltre che erotico della donna. Premessa destinata a fallire dal momento che le convenzioni sociali premono prima per il divorzio e poi per un nuovo matrimonio destinato a reprimere il vizio e il piacere del libero amore. Di questa favola grottesca Antonio Syxty ne ha ricavato un ironico e seducente pamphlet sull'immutabilità della condizione umana. Ben assecondato da una piccola compagnia di giovani che hanno giocato sulla falsità delle apparenze facendo di Vincenz una sorta di nuova Opera da tre soldi ambientata nel paradiso del denaro per suscitare l'attenzione del pubblico.VINCENZ O L'AMICA DEGLI UOMINI IMPORTANTI - Milano, Teatro Litta poi in tournée.