"Non succede, ma se succede..." conquista a suon di risate, palpiti e riflessioni

Una commedia spassosissima, che sovverte i cliché del genere romantico a colpi di satira politica, battute sagaci e momenti dal piglio demenziale.

"Non succede, ma se succede..." è una piccola rivelazione, da inserire subito nella lista dei film più divertenti dell'anno.

Il film ricalca classiche commedie sentimentali alla "Pretty Woman" (di cui è citata non a caso a più riprese la canzone "It must have been love"), ibridandole però con una comicità demenziale alla "Tutti pazzi per Mary". Aggiungete a questa farsa fiabesca un po' di pungente satira politica e sociale legata all'attualità e otterrete un miscuglio in grado di farvi ridere di gusto, coinvolgervi emotivamente e misurare l'evoluzione del rapporto tra i sessi nell'era del post #MeToo.

Fred Flarsky (Seth Rogen) è un giornalista d’assalto che perde il posto di lavoro a causa del suo ferreo codice morale e del suo idealismo. Quando una sera, per caso, incontra Charlotte Field (una sempre più eclettica Charlize Theron), Segretario di Stato nonché prossima candidata alla Casa Bianca, la sua vita ha una svolta. I due si conoscono perché Charlotte era la babysitter di Fred ai tempi del liceo e, grazie a un'antica simpatia, avviene che lei, la donna più influente del mondo, decida di assumere come ghostwriter proprio uno scapestrato come lui. Fred e Charlotte si trovano quindi a girare il mondo insieme, tra feste esclusive e riunioni politiche internazionali, e si scoprono sempre più in sintonia. Una volta scoccata la scintilla sorge una domanda: il mondo, soprattutto quello degli elettori, è pronto ad accettare una coppia apparentemente così male assortita?

Siamo in un feelgood movie dai toni irriverenti e dalle sfumature romantiche, che si destreggia per un paio d'ore (durata un po' eccessiva a dire il vero) nel passare dalla goliardia sfacciata alla tenerezza e alla riflessione.

Il film parla di integrità morale e del coraggio di essere se stessi. Racconta la corruzione di un sistema, quello politico, in cui fare la differenza appare quasi impossibile anche per chi abbia cuore, neuroni e valori di prim'ordine.

Theron e Rogen interpretano quelli che sembrano due adolescenti innamorati e l'unica nota stonata, anche per la più sovversiva delle commedie, è il fatto che i loro personaggi si sballino con droghe per superare un momento difficile.

Prevedibile la presenza di un paio di sprazzi di volgarità, ma si tratta dei vessilli di una scorrettezza cercata e divertita, momenti la cui genuinità dissacrante non disturba troppo. Così come diverte la canzonatoria caratterizzazione di un premier canadese che richiama Justin Trudeau e quella di un Presidente Usa uscente che, come upgrade professionale, sogna di diventare una star del cinema.

"Non succede, ma se succede...", tra le risate, condanna attraverso il protagonista maschile l'integralismo più subdolo, quello di chi si auto-percepisce come un campione di moralità per poi scoprirsi pieno di stereotipi discriminatori. La controparte femminile, invece, combatte dentro se stessa circa l'opportunità o meno di cedere a compromessi per intenzioni nobili come il raggiungimento del bene collettivo.

Il film mostra come una donna intelligente sappia andare oltre apparenze e diktat vari, scegliendo di dare importanza a ciò che di raro e prezioso vede nel suo uomo: in questo caso autoironia, talento e ideali così forti da far innamorare. In un'epoca in cui milioni di individui dalla personalità non strutturata cercano di accompagnarsi a quello che altri hanno deciso essere globalmente desiderabile, è un esempio da non sottovalutare.

"Non succede, ma se succede..." ci ricorda quanto due persone incompatibili a occhi esterni possano nascondere sintonia rara e comunione di obiettivi, ma soprattutto sembra indicare, nel tenersi fuori dalla portata di imposizioni culturali, pressioni sociali e narcisismi vari, la ricetta aggiornata del vero amore.