Il nostro vino è unico perché ha stile

Ci sono fattori che, a prescindere dai timori dettati dalla Brexit o dalle restrizioni sull'import di Trump, restano inalterati perché legati a una cultura intrinseca, a uno stile di vita e di ricchezze proprie di un popolo. È il caso del vino italiano, eccellenza esclusiva del Belpaese. Poco importa se ci ritroviamo nel bicchiere il prodotto di un colosso secolare dell'enologia o una perla nata dalla pigiatura di un piccolo vitigno autoctono. Ciò che conta è la storia e la professionalità che una terra racchiude. E il vino, si sa, ne è la massima espressione, letteralmente «il succo» di ciò che osteggiamo, con un certo orgoglio. Per questo motivo, a poche ore dall'apertura della 51ma edizione del Vinitaly, a Verona, appare più che mai opportuno continuare a discutere di vino, accantonando le cifre dell'export, le statistiche dell'incremento produttivo e le preferenze dei wine lovers. E, proprio al Nettare di Bacco e al suo mondo, anche su OFF web, sarà dedicata una rubrica. Perché mai? Già non abbondano filippiche sull'enologia? Sì, ma serve avere chiaro un concetto: il vino italiano è una questione di stile, un'espressione, una forma d'arte che nessuno saprà mai rubarci. Allora, almeno qualche volta, gloriamoci senza ritegno e misura in ciò che non ci impone rivali!